Immobiliare, Eurostat: prezzi delle abitazioni cresciuti del 4,1% in Ue. In Italia +0,4%

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Grafico sull'andamento del mercato immobiliareNel terzo trimestre del 2019 i prezzi delle abitazioni sono saliti del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2018 sia nella zona euro che nella Ue-28. Lo ha reso noto oggi l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, precisando che rispetto al secondo semestre del 2019 l’aumento è stato pari all’1,4% nell’Area euro e all’1,5% nella Ue-28.

L’Italia non ha seguito l’andamento generale e rientra nella lista degli Stati caratterizzati da un segno meno. Nel nostro Paese il mercato immobiliare è cresciuto dello 0,4% su base annua e ha fatto registrare un calo dello 0,3% rispetto al secondo trimestre 2019.

Secondo gli ultimi dati dell’Eurostat, gli aumenti più significativi dei prezzi delle abitazioni nel terzo trimestre dello scorso anno sono stati registrati in Lettonia (+13,5%), Slovacchia (+11,5%), Lussemburgo (+11,3%) e Portogallo (+10,3%), mentre le flessioni più marcate hanno riguardato Cipro (-5,9%), Ungheria (-1,5%), Danimarca (-0,6%), Italia (-0,3%) e Finlandia (-0,1%).

I prezzi delle case e gli affitti nell’Unione europea hanno seguito percorsi molto diversi a partire dalla crisi finanziaria – precisa una nota dell’istituto di ricerca -. Mentre gli affitti sono aumentati costantemente fino al terzo trimestre del 2019, i prezzi delle abitazioni hanno subito oscillazioni significative. Dopo un brusco calo iniziale all’inizio della crisi, i prezzi delle case sono rimasti più o meno stabili tra il 2009 e il 2014. Poi c’è stato un rapido aumento all’inizio del 2015, da quando i prezzi delle case sono aumentati a un ritmo molto più rapido rispetto agli affitti. Nel periodo 2007 fino al terzo trimestre del 2019, gli affitti sono aumentati del 21,0% e i prezzi delle case del 19,1%”.

Tra il 2007 e il terzo trimestre del 2019 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti in 22 Stati membri dell’Ue e sono diminuiti in altri sei. Gli aumenti maggiori hanno riguardato Austria (+85.5 %), Lussemburgo (+80.6 %) e Svezia (+80.3 %), mentre le flessioni più elevate si sono registrate in Grecia (-40.0 %), Romania (-27.2 %) e Irlanda (-16.7 %).