Immobiliare, Fiaip: nel 2017 mercato a due velocità. Compravendite in crescita del 5,1% ma prezzi in calo dell’1,15. Il presidente Baccarini: “Il nuovo governo cambi rotta e riduca l’eccessiva pressione fiscale”

Immobiliare nuda proprietà real estateNel corso del 2017 il mercato degli immobili ha mostrato dati positivi e negativi: se da una parte è proseguita la crescita del numero delle compravendite, dall’altro si è registrato anche un calo dei valori. Secondo quanto riportato nell’ultimo Rapporto sul mercato immobiliare della Fiaip, presentato oggi a Roma insieme all’Enea e a I-Com, l’anno scorso gli scambi immobiliari sono aumentati del 5,1% mentre i prezzi si sono contratti dell’1,15%

“L’aumento del numero delle compravendite immobiliari è stato trainato dai buoni risultati registrati in alcuni capoluoghi di regione e dalle aste immobiliari, che nell’anno appena concluso, hanno fatto segnare il numero di oltre 230.000 esecuzioni immobiliari – si legge nel rapporto -. Nella maggioranza delle provincie permangono ancora i segni tangibili di una crisi che ha messo a dura prova il settore, dove sono scarsi gli investimenti in immobili sia in ambito residenziale, che nel terziario”.

In generale il mercato indica, rispetto all’anno precedente, “un andamento medio dei prezzi immobiliari in diminuzione sia per le abitazioni (-1,15%) che per uffici (-6,2%), negozi (-5%) e capannoni ( -4,1%). Per quanto riguarda il numero delle transazioni immobiliari si rileva una tenue ripresa del mercato che fa registrare un +5,1% per gli acquisti rispetto all’anno precedente. Ancora modeste sono invece le crescite rilevate su base annua nell’ambito del terziario e del commerciale che si contraddistingue ancora con il segno meno: negozi (-1,2%), capannoni (-3,6%) immobili uso ufficio (-1,5%)”.

Il mercato, secondo gli esperti della Fiaip, è in assestamento, con un’offerta in crescita, mentre aumenta la domanda e si riduce il divario fra prezzi richiesti e quelli di realizzo (-10%). “Buoni segnali inoltre si registrano anche quest’anno sulle contrazioni dei tempi di vendita e la riduzione di sconto praticato – continua il rapporto – i risparmiatori italiani, allarmati dai recenti fallimenti di alcune banche e dall’incertezza prodotta dall’introduzione del “Bail In”, valutando poi gli scarsi rendimenti dei titoli di Stato, si rifugiano nell’investimento immobiliare. Per quanto riguarda le locazioni, rispetto al 2016, si registra un aumento dei contratti di locazione, in netta crescita con un volume per il residenziale del +12% rispetto al 2016, mentre si registra ancora un segno negativo per uffici e capannoni. Anche per le locazioni abitative i prezzi medi hanno subito una flessione moderata (-0,50%),flessione favorita anche dall’applicazione sistematica della cedolare secca, mentre permane una forte diminuzione per il settore commerciale: la diminuzione arriva al 7% per i capannoni. La domanda per l’acquisto di un’abitazione è cresciuta a livello nazionale del 15% rispetto al 2016″.

“Si può finalmente iniziare a parlare di una vera ripresa del mercato – sottolinea Mario Condò de Satriano, vice presidente nazionale vicario e presidente del centro studi Fiaip -. L’unico dato che resta in territorio negativo è quello dei prezzi. Almeno fino a settembre la Bce proseguirà con l’alleggerimento quantitativo e questo consente di prevedere che i tassi sui mutui rimarranno bassi, favorendo l’acquisto di immobili. Particolarmente positivi i dati di Milano, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo, dove anche i prezzi sono in crescita, mentre nelle province si ha una contrazione media dell’1,15%”.

Il mercato immobiliare, aggiunge Condò de Satriano “ha bisogno di stabilità politica e regole certe, che sono mancate negli ultimi 6 anni, nel corso dei quali si sono succeduti alla guida del Paese 5 governi”. Per la ripresa servono “una serie di interventi normativi e una riduzione del carico fiscale sugli immobili”.

“L’Italia è l’unico Paese europeo in cui i prezzi immobiliari continuano a calare – spiega Gian Battista Baccarini, presidente nazionale della Fiaip -. Una delle cause di questa tendenza va ricercata nella scellerata politica fiscale adottata dai governi negli ultimi anni, che è andata di fatto nella direzione diametralmente opposta a quella necessaria. Auspichiamo che il nuovo governo cambi rotta. Da tempo abbiamo presentato al mondo della politica delle proposte concrete per far ripartire l’immobiliare e quindi il Paese. Gli interventi più urgenti riguardano appunto la diminuzione della pressione fiscale sugli immobili, passata da 9 a 24 miliardi dal 2011 a oggi, e l’estensione della cedolare secca al settore commerciale, che continua a far registrare numeri negativi”.

Immobiliare, Fiaip: nel 2017 mercato a due velocità. Compravendite in crescita del 5,1% ma prezzi in calo dell’1,15. Il presidente Baccarini: “Il nuovo governo cambi rotta e riduca l’eccessiva pressione fiscale” ultima modifica: 2018-03-21T13:06:04+00:00 da Paolo Tosatti

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