Immobiliare, Idealista: nel II trimestre affitti in aumento del 9%. Milano esclusa dal trend rialzista

Idealista LogoIl risveglio della domanda di affitti dopo il lockdown spinge le quotazioni dei canoni in Italia. È quanto rileva l’ultimo rapporto del marketplace immobiliare di Idealista, che registra un aumento dei prezzi pari al 9% rispetto a tre mesi fa, a una media di 10,6 euro al metro quadro. In termini annuali l’incremento è di 11,1 punti percentuali.

Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile Ufficio Studi di idealista: “la recessione causata dal coronavirus ha cambiato in poco tempo le dinamiche del mercato residenziale accelerando la propensione verso l’affitto degli italiani. I prezzi corrono insieme a una domanda abitativa sempre più diversificata dettata da nuove esigenze di vita e di lavoro sorte dopo i mesi di picco della pandemia. Dall’altro lato si nota un balzo dell’offerta che si è arricchita in questi mesi del prodotto, prima destinato alla vendita o allo short-rent, ora riconvertito all’affitto a lungo termine a un prezzo superiore. Tuttavia, dai mesi estivi ci aspettiamo correzioni a ribasso dei prezzi che dovranno fare i conti con le disponibilità finanziare famiglie ridotte dalla crisi e con impieghi meno stabili, per cui si cercheranno case a prezzi più bassi”.

Regioni
Ad eccezione di Marche (-0,5%) e Molise (-1,2%) tutte le altre regioni italiane chiudono i mesi primaverili all’insegna dei rialzi, con gli incrementi maggiori in Campania (14,1%), seguita da Trentino-Alto Adige (9,8%), Friuli-Venezia Giulia (9,6%) e Calabria (9,4%).

La Lombardia (14,9 euro/m²) è la regione con gli affitti più salati, seguita da Lazio e Toscana entrambe con una richiesta media di 12,4 euro mensili. Canoni sopra la media nazionale anche per chi vive in Trentino-Alto Adige (11,9 euro/m²), Emilia-Romagna (11,4 euro/m²) e Valle d’Aosta (10,8 euro/m²). Le richieste più basse da parte dei proprietari si riscontrano in Umbria (6,3 euro/m²), Calabria (6,1 euro/m²) e Molise (5,6 euro/m²).  

Province
L’85% delle aree provinciali monitorate (90 su un totale di 107 provincie) presentano un andamento positivo nel secondo trimestre con balzi a doppia cifra in ben 12 aree, trainate da Belluno (23,2%), seguita da Grosseto (19,9%) e Cosenza (19,3%). Tra le macroaree con i maggiori rialzi troviamo anche Rimini (18%) e Napoli (16,5%), fino al 13,2% Trento. Delle 16 province che chiudono in saldo negativo, i maggiori indici di ribasso si riscontrano ad Avellino (3,9%) e Livorno (-5,5%).

In termini di prezzo, Milano (18,6 euro/m²) continua a guidare il ranking provinciale delle locazioni, seguita dalle province romagnole di Ravenna e Rimini entrambe con una richiesta di 16,8 euro mensili. Dal lato opposto della graduatoria la più economica è Enna con 4,3 euro/m², davanti a Caltanissetta (4,4 euro/m2) e Benevento (4,5 euro/m2).

Città
Lo studio di idealista ha evidenziato incrementi delle richieste dei canoni di locazione in 73 comuni capoluogo sui 98 rilevati nel secondo trimestre.

A segnare i maggiori aumenti a doppia cifra sono i mercati di Agrigento (24,9%), Novara (13%), Caserta (11,4%), Modena (11,2%) e Gorizia (10,0%), mentre all’opposto i cali più significativi spettano a Forlì (-4,6%) e Brindisi (-5,6%) seguiti da Ascoli Piceno, che con un -13,1% rappresenta la performance peggiore del periodo. 

I grandi mercati segnano un andamento rialzista rispetto al trimestre precedente mostrando una tenuta positiva dopo il lockdown. Lo dimostrano i dati di Napoli (5,7%), Palermo (5,2%), Roma (5%), Bologna (2,4%), Torino (2,3%) e Firenze (1,7%). Dopo vari trimestri di incrementi Milano frena, lasciando i valori invariati rispetto a tre mesi fa; Venezia segna un -3,9%.

Con una media di 20 euro/m² mensili Milano è sempre più cara per gli affittuari seguita da Firenze (16,2 euro/m²), Venezia (15 euro/m²) e Bologna, che ha raggiunto i 14,5 euro mensili. Dal lato opposto della classifica Reggio Calabria (4,5 euro/m²), Caltanissetta (3,9 euro/m²) e Vibo Valentia (3,8 euro/m²) sono le città più economiche per chi sceglie l’affitto.

L’indice dei valori immobiliari di idealista
A partire dal rapporto relativo al primo trimestre del 2019, abbiamo aggiornato la metodologia per l’elaborazione del nostro indice dei prezzi. Dopo l’integrazione di idealista/data, un’apposita divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, è state introdotta una nuova metodologia di calcolo che rende la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 sono stati ricalcolati con la nuova metodologia.

Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, aggiorniamo la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, calcoliamo il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più rispondente alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia con quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari.

Ora includiamo la tipologia di case unifamiliari (viletta o chalet) e scartiamo immobili di qualsiasi tipo che sono stati nel nostro database per molto tempo senza ottenere interazioni utente.
Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.