Immobiliare, Idealista.it: continua nel secondo semestre il calo dei prezzi delle abitazioni

La primavera, spiega lo studio, ha confermato le difficoltà dell’inizio del 2013, non solo la stretta creditizia, ma anche i tempi di reazione lenti dei proprietari hanno prodotto lo stallo delle compravendite.

A partire dall’estate scorsa però i prezzi di listino degli immobili hanno preso una decisa china discendente diffondendosi nel 75% dei mercati analizzati, mentre lo scorso anno i ribassi riguardavano il 61% delle città campione.

I cali trimestrali oscillano tra il 7,5% di brescia fino allo 0,2% di firenze, in questa ampia forbice si collocano in pratica 3 città su 4 fra quelle monitorate.

Tra i grandi mercati Roma soffrire più di tutti. la capitale segna un’accelerazione a ribasso nel secondo trimestre (2,9%) e accumula una caduta nell’ordine del 9,9% anno su anno, seguita da Milano (-2,1%) e Napoli (-0,8%), apparentemente la città con i listini più stabili delle grandi città.

Per quel che riguarda le principali città capoluogo, svalutazioni maggiori a Palermo (-3,9%) e Bari (3,2%); lieve flessione per Bologna (-0,7%), Torino (-0,6) e Firenze (-0,2); diverso il trend per Venezia (1,1%) e Catania (3% ), tornate in terreno positivo.

Nonostante la serie di ribassi roma, con i suoi 4.095 euro al metro quadro si conferma città più cara d’italia, seguita da Milano (3.963 euro/m2) e Firenze (3.609 euro/m2). nella parte opposta della tavola c’è Biella, l’unica città con prezzi sotto i mille euro, con i suoi 905 euro/m².

Secondo Vincenzo de Tommaso, dell’ufficio studi idealista.it: “Il mercato è combattuto tra due opposte tendenze, chi vuole vendere e chi ci vuole provare. fino a ieri tra i venditori è prevalsa una certa rigidità, per questo il mercato immobiliare italiano non ha corretto quanto ci si potesse aspettare in tempi di recessione, anche in relazione ai dati macroeconomici e a quanto avvenuto in altri paesi. i prezzi sono ancora troppo alti, mentre la domanda è improntata al sano realismo, per questo il mercato ristagna. l’imu ha aumentato le case in vendita e questo probabilmente si tradurrà con un numero maggiore di proprierari intenzionati a vendere rivedendo le loro pretese. tuttavia per seconda parte dell’anno ci aspettiamo un atterraggio morbido delle quotazioni facilitato dall’impignorabilità della prima casa e dall’interesse delle banche a scongiurare una bolla immobiliare per pilotare l’uscita dalla crisi nella maniera meno traumatica possibile”.

Roma accelera la corsa a ribasso delle quotazioni registrata soprattutto nella seconda parte del 2012 attenuandosi nel primo trimestre di quest’anno. durante i mesi primaverili i proprietari hanno operato una nuova drastica sforbiciata ai prezzi, calati ancora di un 2,9%.

Dopo questo arretramento ulteriore il prezzo medio delle case nella capitale si attesta a 4.095 euro al metro quadro.

Il trend ribassista dei prezzi porta in terreno negativo quasi tutti i quartieri dell’analisi, ad eccezione di Trigoria-Castel Leva (1%) e Prati (0,1%).

Le performance trimestrali peggiori spettano a Monte Sacro (3.853 euro/m²; -3,9%), Eur-Torrino (4.134 euro/m²; -3,9%) e Casilino-Centocelle (3.172 euro/m²; -3,5%).

Su base annuale la variazione negativa accumulata dal mattone capitolino è pari 9,9%: 6 quartieri registrano contrazioni a ritmi superiori della media cittadina, confermandosi in trend negativo anche in questo trimestre, sono: monte sacro e cassia-flaminia – entrambi segnano un meno 10% -, ancora più giù troviamo appia antica (4.155 euro/m²; -10,7%), centro storico (6.569 euro/m²; -11,4%) e parioli (6.112 euro/m²; -11,5%). di nomentano-san lorenzo (4.695 euro/m²; -13%) i ribassi più sostanziosi dell’anno e i prossimi mesi diranno se ha toccato il fondo.

Anche a Milano una tendenza decisamente ribassista nel secondo trimestre dell’anno manifesta la difficile situazione del mattone sul fronte delle quotazioni, che segnano un meno 2,1% portando il prezzo sotto i 4mila euro, a 3.963 euro al metro quadro.

Non è il momento di porta vittoria (4.406 euro/m²;-5,8%) che conduce la graduatoria dei ribassi cittadini a livello trimestrare e su base annuale, segnando una svalutazione del 10,9%.

L’altro quartiere che ha registrato cali a due cifre negli ultimi dodici mesi, il centro storico (7.247 euro/m²; 0,8%), inverte la tendenza interrompendo la lunga serie di ribassi e chiude il trimestre in terreno positivo sulla scia di fiera-de angeli (5.181 euro/m²; 2,3%).

Chiudono il trimestre in rosso ben 16 dei 18 quartieri cittadini. i cali al di sopra della media del periodo accomunano altre otto aree cittadine, fra queste, oltre a porta vittoria già menzionata, sono garibaldi-porta venezia (5.221 euro/m²; 3,8%), lorenteggio-bande nere (3.137 euro/m²; 3,6%), certosa (2.625 euro/m²; -3,2%) e baggio (2.294 euro/m²; -3,2%) a segnare gli scarti negativi più evidenti rispetto a tre mesi fa.

Dei grandi mercati napoli è quello che ha attenuato maggiormente la caduta, a un ritmo dello 0,8% nel trimestre appena trascorso. ora acquistare casa nel capoluogo partenopeo costa in media 3.164 euro/m², solo il 2,8% in meno dello stesso periodo dell’anno scorso.

La capitale del sud tuttavia non ha invertito il ciclo negativo, con ribassi che si estendono a 8 delle 10 aree cittadine investendo quelle di maggior pregio come il lungomare (5.555 euro/m², -4,5%) che segna il peggiore andamento trimestrale.

Dopo la primavera comprare casa costa meno anche negli altri quartieri di maggiore interesse per i napoletani: fuorigrotta (3.126 euro/m²; -3,5%), vomero (4.559 euro/m²; -3%) e centro storico (2.575 euro/m²; -2%) abbassano la media in un mercato estremamente polarizzato tra aree molto care e zone popolari dove le quattro mura costano intorno ai 2 mila euro al metro quadro.

Il calo delle quotazioni può attendere per i proprietari di Torino, Bologna e Firenze tutte città dove lo sbocco sull’affitto è più facile per differenti ragioni che riguardano i singoli mercati.

Il secondo trimestre per queste importanti piazze immobiliari è trascorso all’insegna della stabilità sul fronte dei prezzi anche se la dinamica nel dettaglio dei quartieri offre una visione meno appiattita della realtà.

A livello generale comunque sia il mercato torinese che quello bolognese sembrano dominati da una chiara tendenza ribassista, mentre firenze appare ancora in bilico tra due opposti orientamenti.

I ribassi a Torino e a Firenze hanno toccato punte fino al 4,4% – rispettivamente per il periferico santa rita-lingotto-mirafiori e porta romana-giardino di boboli-due strade -, a Bologna il picco più basso si ha nel quartiere saragozza, che segna un meno 7,5%.

Intanto in attesa che arrivino tempi migliori, per gli immobili residenziali in vendita nel capoluogo sabaudo a giugno sono stati richiesti in media 2.268 euro al metro quadro, a bologna 2.857 euro al metro quadro, mentre a firenze la il valore sale a 3.609 euro al metro quadro. tutti valori non lontani da quelli di inizio anno.

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Immobiliare, Idealista.it: continua nel secondo semestre il calo dei prezzi delle abitazioni ultima modifica: 2013-07-03T08:31:34+00:00 da Flavio Meloni

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