Immobiliare.it: affitti transitori, brusca frenata della domanda nel I semestre 2025. Prezzi +28%

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Frena la richiesta di affitti transitori, ovvero di contratti di locazione non inferiori ai 30 giorni e non superiori ai 18 mesi (escluse le soluzioni con finalità turistiche). A registrarlo è Immobiliare.it Insights, la proptech company del gruppo Immobiliare.it che ha analizzato l’andamento di domanda, prezzi e offerta delle locazioni transitorie nella nostra Penisola e in 12 grandi centri del Paese nei primi 6 mesi del 2025.

E segnala un crollo della richiesta quasi ovunque, anche a causa di prezzi in crescita esponenziale negli ultimi 12 mesi: +28% rispetto al primo semestre del 2024.

Anche il segmento degli affitti transitori, analogamente al resto del mercato delle locazioni in Italia, sta vivendo una fase di contrazione dopo il forte incremento registrato negli ultimi anni -dichiaraLuke Brucato, chief strategy officer di Immobiliare.it Insights-. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città, dove si osserva un ritorno d’interesse verso l’acquisto della casa, percepito come una soluzione più stabile e sicura nel lungo periodo. A livello nazionale, tuttavia, la flessione della domanda per questa tipologia contrattuale risulta contenuta, con una riduzione di appena l’1% rispetto a dodici mesi fa. Un dato che segnala una sostanziale stabilità, soprattutto nei centri di medie e piccole dimensioni (fino a 250.000 abitanti), dove gli affitti transitori continuano a riscuotere interesse, contribuendo a bilanciare il calo più marcato registrato nelle aree metropolitane”.

Il calo della domanda

Rispetto a un anno fa (1° semestre 2025 vs. 1° semestre 2024), Immobiliare.it Insights rileva la contrazione più rilevante della domanda a Firenze (-41%), con Venezia al secondo posto (-37%). Decrescite importanti e molto simili anche a Napoli, Verona e Palermo, che presentano rispettivamente un -30%, un -29% e un -28%.

Milano si posiziona a metà classifica, sperimentando un calo dell’interesse per tale tipologia di contratto pari al 20%, appena davanti a Bari (-19%). Riduzioni della richiesta più contenute e a singola cifra, invece, per Bologna (-9%), Roma (-7%) e Catania (-4%).

Ci sono infine due grandi centri del Nord Italia, tra i 12 analizzati, in cui la domanda tiene, e anzi incrementa rispetto allo scorso anno. Il caso più eclatante è quello di Genova, che addirittura cresce del 78% – e questo fenomeno è da attribuire soprattutto a un dimezzamento dell’offerta nel periodo (-56%) – ma anche Torino performa positivamente, evidenziando un +7%.

I prezzi si impennano

Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights Genova è la città ad aver conosciuto il più alto incremento dei prezzi nell’ultimo anno per gli affitti transitori (+29%, da 9,3 a 12 euro/mq), ma i costi restano comunque ben più bassi rispetto a quelli di quasi tutte le altre aree analizzate, e ciò sostiene una domanda in salita. Solo Catania rimane al di sotto di tali cifre, con 11,2 euro/mq e un +4,5% nel periodo.

Al secondo e al terzo posto, a livello di incremento dei canoni, si trovano rispettivamente Bologna (+26,5%) e Roma (+23%). La prima passa così da 19,3 a 24,4 euro/mq, la seconda da 17,1 a 21,1 euro/mq. Rialzi a due cifre anche per Torino (+16%) e Venezia (+12%).

Nel resto delle aree considerate, i prezzi sono saliti con percentuali inferiori al 10%. È il caso di Verona (+7,5%), Milano e Palermo (+6%), Catania (+5%), Firenze (+4%) e Bari (+3%). Solo in un caso non si notano scostamenti rispetto alle cifre dello scorso anno: si tratta di Napoli, che rimane stabile a 16,7 euro/mq medi.  

L’andamento dell’offerta

Rispetto a domanda e prezzi, l’offerta di affitti transitori, se si guarda agli annunci pubblicati su Immobiliare.it, mostra un andamento ben più variegato, con alcuni incrementi corposi e altri decumuli significativi. Tra le ascese, quella più marcata si nota a Catania (+75%), ma anche a Bari (+66%) e Napoli (+57%) le crescite sono solide. La disponibilità si amplia poi anche a Palermo (+39,5%), Firenze (+32%), Milano (+26%) e Venezia (+8%).

Per contro, in 5 grandi centri lo stock in offerta si contrae. Oltre al dato già menzionato di Genova (-56%), la disponibilità scende anche a Torino (-33%), Bologna (-23%), Roma (-21%) e Verona (-16%).