Immobiliare.it: domanda cresciuta del 7,2% nel I semestre 2021. Prezzi medi richiesti +0,9%

Immobiliare.it LogoNei primi sei mesi del 2021 il mattone ha confermato la sua resilienza alla difficile situazione economica dovuta alla pandemia: secondo l’osservatorio di Immobiliare.it, curato dalla nuova business unit Immobiliare Insights specializzata in analisi e dati di mercato, i prezzi medi richiesti per le abitazioni in vendita in Italia hanno continuato a crescere, segnando un +0,9% nel semestre. Per comprare casa oggi la cifra media necessaria è pari a 2.044 euro al metro quadro.

La casa si conferma ancora una volta il porto sicuro degli italiani, anche in un periodo di crisi economica e incertezze – dichiara Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it -. Il costante incremento della domanda di abitazioni da acquistare mostra anche come le misure adottate per sostenere il mercato abbiano funzionato: bonus ristrutturazioni e mutui con la garanzia dello Stato stanno portando sempre più italiani a valutare l’idea di comprare una casa più adatta alle nuove esigenze oppure di fare il grande passo del primo acquisto”.

I valori immobiliari nelle diverse aree del Paese

Secondo l’analisi di Immobiliare.it, il Nord-Ovest fa da traino alla crescita, con un aumento dei prezzi pari al 2,8% rispetto al semestre precedente; segue il Nord-Est con un aumento dell’1,3%. Sostanzialmente stabili il Centro e il Sud con oscillazioni – positive per il primo, negative per il secondo – intorno allo 0. Nettamente in negativo, invece, le Isole, dove i prezzi degli immobili sono scesi del 2,7% nel primo semestre dell’anno rispetto al precedente.

Richiesta più elevata nelle grandi città

Le grandi città rimangono le più quotate: i centri con più di 250.000 abitanti, infatti, hanno fatto registrare un aumento dei prezzi pari al 2,4% rispetto al periodo luglio-dicembre 2020 e, di media, il valore al metro quadro di una casa (3.093 euro/mq) supera di circa il doppio quello di un immobile situato in un piccolo centro urbano (1.734 euro/mq). Nelle cittadine i prezzi rimangono sostanzialmente stabili, con un lieve decremento dello 0,1%.

Milano è il capoluogo più caro d’Italia (4.831 euro/mq) e la sua crescita sembra non volersi arrestare: nei primi sei mesi del 2021 i prezzi delle case in vendita sono aumentati del 2,3%. Segue, con un distacco di quasi 1.000 euro, Firenze (3.967 euro/mq) che invece apre l’anno con un trend leggermente negativo (-0,3% su base semestrale). Sul terzo gradino del podio Roma: i prezzi sono cresciuti dello 0,5% e ci vogliono, di media, 3.286 euro/mq per comperare casa nella Città Eterna. Sopra i 3.000 euro/mq anche Bologna (3.049 euro/mq) dove anche questo semestre le oscillazioni dei prezzi continuano ad essere positive (+0,3%). 3.000 euro/mq per Venezia.

La perla del Nord-Est, tuttavia, è fanalino di coda per quanto riguarda la crescita: in questo inizio del 2021 la città lagunare presenta un decremento dei prezzi pari al 3,7% rispetto allo scorso semestre.

La vivacità della compravendita immobiliare del capoluogo veneto è da anni fortemente legata agli acquirenti internazionali. La pandemia, bloccando di fatto la possibilità per gli stranieri di spostarsi, ha causato un deprezzamento degli immobili, continua Carlo Giordano.

Secondo il report di Immobiliare.it, a livello di prezzi il capoluogo più economico d’Italia, e unico sotto i 1.000 euro/mq, è Catanzaro, dove ci vogliono solamente 986 euro/mq per acquistare casa (in calo dello 0,3% rispetto allo scorso anno).

Da evidenziare, infine, l’importante crescita di due capoluoghi del Nord-Ovest e del Centro Italia: Aosta e Ancona, +3,9% e +3% rispettivamente.

Focus sulla domanda

Nei primi sei mesi del 2021 la domanda è cresciuta del 7,2% rispetto al secondo semestre 2020, con tutte le zone in positivo. Molto bene la richiesta di immobili nelle regioni del Sud, con un incremento dell’11,9% se confrontato con il periodo luglio-dicembre 2020.

Secondo l’osservatorio di Immobiliare.it, le città medio-piccole sono le più interessanti: in questo primo semestre i centri con meno di 250.000 abitanti hanno visto un incremento della domanda pari all’8,8%, a fronte del +4,5% delle metropoli. A differenza di quanto avviene nei piccoli centri, nelle grandi città – dove gli spazi sono tendenzialmente ridotti – gli acquisti sono spesso dettati dal desiderio di migliorare la propria qualità della vita, optando per una casa più grande e vivibile.

“Il trend in crescita è ancora più evidente se si confronta il primo semestre del 2021 con lo stesso periodo del 2020, caratterizzato fortemente dallo scoppio della pandemia. Si tratta di differenze molto più alte di quelle a cui eravamo abituati in passato in quanto risentono di un periodo storico del tutto inaspettato e turbolento – conclude Giordano -. Le variazioni fortemente positive di domanda (+20%) e prezzi (+3%) rispetto all’anno scorso però svelano che il mercato immobiliare è sano, pronto alla ripartenza, e che rispetto ad altri settori dell’economia ha confermato di avere un’ottima capacità di resilienza.