Imprese, Crif: giù le richieste di valutazione dei crediti nel I semestre 2019

53

Crif LogoNei primi sei mesi del 2019 sono diminuite del 3,9% le richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane. È sceso dell’1,2% anche l’importo medio richiesto. I dati derivano dal Barometro Crif e si basano sulle elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie dell’azienda.

Il calo sorprende dopo un 2018 che si era concluso in crescita, grazie alla performance positiva all’ultimo trimestre (che aveva fatto segnare un +4,1%). A determinare questa dinamica involutiva può aver contribuito l’incertezza del quadro macroeconomico generale e il peggioramento degli indicatori di fiducia, con le imprese italiane orientate ad adottare un approccio più attendista in questo in questo prima metà d’anno.

In questa prima metà dell’anno si evidenzia un rallentamento del numero di interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese italiane. Sull’inversione di tendenza rispetto ai trimestri precedenti pesa anche l’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico, che potrebbe aver indotto le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, ad adottare un atteggiamento attendista e a rinviare gli investimenti a momenti più favorevoli – commenta Simone Capecchi, executive director di Crif -. Sul fronte dell’offerta va sottolineato come il mercato del credito alle imprese stia vivendo una fase di forte cambiamento, accelerata dall’avvento di nuove normative e nuove tecnologie guidate da logiche di Big Data e Machine Learning. Nello specifico, si sta assistendo non solo a una innovazione nei processi di valutazione del merito di creditizio, ma anche alla ridefinizione della relazione tra imprese e aziende di credito, in uno scenario sempre più competitivo. In questo contesto, l’affermarsi dei paradigmi dell’open banking, con la diffusione di soluzioni business financial management (bfm), consentirà alle aziende di credito di raggiungere le imprese in real-time e di comporre nuove offerte a valore aggiunto, ad esempio soluzioni per la gestione del credito commerciale o l’anticipo fatture”.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da Crif distingue l’andamento delle richieste da parte delle imprese individuali e delle società capitali, evidenziando una performance negativa per entrambi i segmenti. In particolare, sono state le Imprese individuali ad aver fatto registrare la flessione più marcata, con un -7,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le società di capitali hanno fatto segnare un calo più contenuto, pari a -1,7%.

Nel I semestre 2019 calano anche gli importi medi richiesti

Un’ulteriore evidenza significativa che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif è rappresentata dal calo dell’importo medio delle richieste, che nei primi sei mesi dell’anno nell’aggregato di imprese individuali e società si attesto a 64.833 euro (a livello di intero anno 2018 era risultato pari a 68.301 Euro, seppur in flessione rispetto al 2017).  Si tratta dell’importo medio più basso degli ultimi 6 anni.

Nello specifico, le richieste presentate dalle Imprese individuali hanno visto un importo medio pari a 29.697 Euro, in calo del -4,4% rispetto al I semestre del 2018, contro gli 87.633 Euro delle Società di capitali (-1,9% rispetto al I semestre 2018).

La distribuzione per classi di importo

Relativamente alla distribuzione per classi di importo, nel primo semestre 2019 quasi un terzo del totale delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese (il 32,2% del totale, per la precisione) si colloca nella fascia al di sotto dei 5.000 euro in virtù del peso preponderante delle richieste presentate da ditte individuali e micro imprese. Peraltro il dato risulta in lieve diminuzione (-1,5 punti percentuali) rispetto allo stesso periodo del 2018.