Istat: con coronavirus 50% di fatturato in meno per 4 imprese su 10. Oltre la metà prevede mancanza di liquidità

Imprese Operaio impegnato in una saldaturaNella fase 1 dell’emergenza sanitaria (tra il 9 marzo e il 4 maggio) il 45% delle imprese con 3 e più addetti (458.000, che assorbono il 27,5% degli addetti e realizzano il 18,0% del fatturato) ha sospeso l’attività. Per il 38,3% (390.000 imprese) la decisione è stata presa a seguito del decreto del governo mentre il 6,7% (68.000) lo ha fatto di propria iniziativa. Lo sottolinea l’Istat nello rilevazione “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19”, condotta tra l’8 e il 29 maggio 2020.

Secondo l’analisi oltre la metà delle imprese (37,8% di occupati) prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020.

Il 38,0% (con il 27,1% di occupati) segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito (DL 18/2020 e DL 23/2020).

Riorganizzazione di spazi e processi (23,2% delle imprese) e modifica o ampliamento dei metodi di fornitura dei prodotti/servizi (13,6%) le principali opzioni adottate per far fronte alla crisi.

A livello settoriale, sono soprattutto le aziende delle costruzioni e dei servizi ad aver sospeso l’attività: rispettivamente il 58,9% e il 53,3% rispetto al 36,0% dell’industria in senso stretto e al 30,3% del commercio.

Oltre il 70% delle imprese (che rappresentano il 73,7% dell’occupazione) dichiara una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: nel 41,4% dei casi il fatturato si è più che dimezzato, nel 27,1% si è ridotto tra il 10% e il 50% e nel 3% dei casi meno del 10%; nell’8,9% delle imprese il valore del fatturato è invece rimasto stabile.