Inflazione al 2,7% in Europa. Bce: pronti a misure preventive

Cresce il rischio di un altro aumento del costo del denaro dopo quello del 7 aprile scorso, che ha portato i tassi di interesse dall’1% all’1,25%. A renderlo più concreto sono le dichiarazioni del vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, che in un’intervista concessa il 15 aprile a Market News International ha dichiarato che “la pressione inflazionistica nell’Eurozona è aumentata negli ultimi due mesi e rappresenta un motivo di preoccupazione”.

A determinare l’adozione di misure preventive da parte della Banca centrale europea potrebbe essere il pericolo di un “second round effect”, ovvero di un trasferimento dell’inflazione dai costi ai salari. Il banchiere portoghese ha tuttavia aggiunto che allo stato attuale non ci sono sintomi di un fenomeno di questo tipo. Rimangono però il problema degli effetti dei rincari delle materie prime e l’elevato prezzo del petrolio che “potrebbe causare una stagflazione”.

I dati sull’inflazione in Europa
Nello stesso giorno l’Eurostat ha comunicato che nel mese di marzo l’inflazione annua nell’Area Euro è arrivata al 2,7% dal 2,4% di febbraio, raggiungendo il livello massimo in 29 mesi. L’aumento è stato determinato principalmente dall’aumento del costo dell’energia, che è salito del 13% in 12 mesi. Escludendo questa componente, la crescita si sarebbe fermato infatti all’1,5%, un valore che rappresenterebbe comunque il top in 22 mesi. Su base mensile i prezzi sono saliti dell’1,4%, un evento che non si è mai verificato dall’introduzione dell’euro.
In Italia l’inflazione è salita al 2,8% dal 2,1% di febbraio, superando la media dell’Eurozona. Tocca livelli ancora più alti in Spagna, con +3,4%. È invece più bassa in Germania (+2,3%) e in Francia (+2,2%).

Inflazione al 2,7% in Europa. Bce: pronti a misure preventive ultima modifica: 2011-04-18T07:05:00+00:00 da Flavio Meloni

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