Francesco Alfonso, presidente Oam: agenti e mediatori hanno intermediato il 63,9% delle cessioni del quinto nel 2021

Francesco Alfonso, presidente OamAgenti in attività finanziaria e mediatori creditizi hanno intermediato il 63,9% dei prestiti con cessione del quinto, con un aumento del 3,6% rispetto al 2020. E occupano una posizione forte anche nell’intero comparto del credito al consumo: il 20,6% del mercato (con una crescita dell’1,2%), nel quale sono secondi solo agli esercizi commerciali che coprono il 40,7% del totale. È la sintesi del mercato tracciata dal presidente dell’Organismo agenti e mediatori (Oam), Francesco Alfonso, al Leadership Forum 2022, tenutosi lo scorso 6 luglio a Roma.

OAM, dati su intermediari finanziari nel 2021

Dobbiamo partire da questi dati per guardare al futuro, senza nasconderci i rischi che l’innovazione digitale comporta. In questi anni si è confermata la riduzione degli sportelli bancari e dei dipendenti. Secondo Banca d’Italia nel 2021 il numero dei dipendenti e quello degli sportelli sono rispettivamente diminuiti del 2% e dell’8%; dal 2012, il calo è stato del 13% e del 34%. Sulla base degli ultimi dati disponibili per il confronto con gli altri principali paesi europei riferiti al 2020, il numero medio di abitanti per sportello è salito a oltre 2.500, un valore intermedio tra quello di Francia e Spagna (circa 2.100) e quello della Germania (superiore a 3.400)”, ha precisato Alfonso. Il presidente dell’Oam ha sottolineato come in passato era logico collegare la razionalizzazione della rete bancaria alla esternalizzazione e all’aumento delle opportunità di business per le reti terze. “Oggi questo collegamento è meno scontato. Secondo i dati contenuti nella relazione annuale di Banca d’Italia, l’erogazione di prestiti attraverso internet è in aumento, anche a seguito dell’impulso determinato dalla crisi pandemica. Questo servizio si è concentrato nell’offerta di credito con breve durata (al di sotto dei 3 anni) e di importo contenuto, come nel caso del credito al consumo per le famiglie e della cessione di fatture per le imprese”, ha aggiunto.

Nel 2021 la quota delle banche che offrivano prestiti a famiglie e imprese mediante canali digitali era pari rispettivamente al 44% e al 25%. “Questo può significare che una quota di lavoro svolto prima da dipendenti presso gli sportelli viene effettuato attraverso meccanismi di intelligenza artificiale”, ha spiegato.

Sullo sfondo c’è poi la potenziale pressione competitiva delle piattaforme digitali. Alfonso ha sottolineato la parola “potenziale” perché, secondo i dati presenti nella relazione, in Italia e negli altri principali paesi europei il credito erogato attraverso piattaforme digitali non bancarie rappresentava meno dell’1% del valore complessivo dei prestiti concessi dal settore finanziario. “Nonostante questi rischi di riduzione dello spazio di mercato, sono convinto che anche nel futuro agenti e mediatori potranno rimanere protagonisti del mercato dell’intermediazione del credito. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può infatti comportare, come più volte sottolineato dalla Banca d’Italia, discriminazioni illegittime (ad es. di genere o di età) della clientela, con conseguenti rischi legali e reputazionali per gli intermediari. Soprattutto può rimanere non presidiata una fascia della popolazione che avrebbe invece tutte le caratteristiche di solvibilità. È in questi spazi che agenti e mediatori possono fare la differenza, con una capacità di valutazione delle esigenze della clientela e dell’interesse dei finanziatori sicuramente superiore a quella di un algoritmo”, ha detto il presidente Oam.

C’è inoltre il grande mercato europeo dei finanziamenti da conquistare. “Il passaporto europeo per il credito immobiliare è il primo banco di prova per gli operatori italiani: ad oggi solo 2 agenti in attività finanziaria hanno manifestato l’intenzione di operare all’estero mentre sono 15 gli operatori europei che si sono affacciati sul mercato italiano – ha concluso Alfonso -. È evidente che gli altri mercati vanno studiati, compresi, testati. Ma non si può rinunciare a una simile opportunità. La revisione della Direttiva sul credito al consumo, sulla quale sta andando avanti il confronto tra le istituzioni europee, va d’altra parte nella stessa direzione. L’obiettivo di Bruxelles è quello di creare un unico mercato dell’Unione in questo settore. Il recepimento della Direttiva sarà l’occasione anche per riflettere sull’adeguatezza della normativa italiana al modello europeo e alle sfide competitive che innovazione tecnologica e operatività transfrontaliera comportano. L’oam, nell’ambito delle sue competenze, farà la sua parte per sensibilizzare il legislatore italiano sulle problematiche del settore”.