Alessandro Turra, cmo ViteSicure: “I progetti in cantiere dopo il primo seed round di investimento”

Prosegue senza sosta la crescita di ViteSicure. Lo scorso 28 settembre l’insurtech ha annunciato un primo seed round di investimento di 500.000 euro con l’obiettivo di continuare a sviluppare sistemi di open insurance per soddisfare tutti i bisogni di protezione finanziaria dei clienti. Oltre al consolidamento dei soci storici, come Aleph Finance Group che sostiene la start up dagli esordi e Digital Magics, sono entrati nella società il riassicuratore internazionale Rgax e Reale Mutua. Per conoscere i prossimi progetti in cantiere, abbiamo intervistato il founder e cmo Alessandro Turra.

A quali esigenze risponde l’operazione conclusa un mese fa?
Innanzitutto rafforza il posizionamento strategico dell’insurtech, che nata è meno di due anni fa e presenta di mese in mese una crescita a doppia cifra, pur registrando ovviamente volumi embrionali rispetto a quelli dei grandi operatori. ViteSicure è proprietaria di una piattaforma open api sulla quale si può perfezionare l’acquisto di una polizza vita completamente online in 4 minuti. Dietro a un processo estremamente veloce e intuitivo c’è un’infrastruttura sofisticata, che richiede l’apporto di nuove risorse per progredire mantenendo inalterata la propria etica. Questo round di investimento ci consentirà di migliorare la nostra capacità distributiva, con nuove partnership e prodotti, nonché la customer experience.

Quali saranno i prossimi passi?
La nostra strategia di crescita poggia su due elementi: lo sviluppo delle tecnologie, finalizzato a garantire una struttura sempre più efficace e adeguata al mercato, da un lato, e lo sviluppo dei prodotti, dall’altro. Alla base di ViteSicure c’è la volontà di tutelare con prodotti di protezione la parte più vulnerabile della popolazione italiana, tradizionalmente trascurata dal settore assicurativo. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo semplificato l’esperienza di acquisto: consentendo di assicurarsi contro il caso morte in modalità paperless, senza firme, in pochi minuti. La piattaforma offre due prodotti immediati ed efficaci, uno a capitale costante e uno a capitale decrescente, legato alla protezione di mutui. Centrato l’obiettivo sul mercato delle polizze temporanee caso morte, vogliamo espanderci ad altri ambiti relativi alla protezione della persona: infortunio e malattia.

ViteSicure ha puntato su una comunicazione diretta, che non è passata inosservata. Siete soddisfatti dei risultati raggiunti e proseguirete in questa direzione?
Abbiamo deciso di cambiare il meccanismo di ingaggio del consumatore, incentrando il nostro messaggio sul bisogno piuttosto che sul prodotto. È un atteggiamento che avevamo anche prima di aprire la start up: con i clienti non attiviamo discorsi parlando di polizze ma facciamo educazione, spiegando che, in caso di fine vita, una polizza può essere di grande aiuto per una famiglia con figli. Uno degli elementi di innovazione del nostro messaggio è il linguaggio, che usa un tono diretto. Non abbiamo problemi a parlare di morte, perché sappiamo che la preoccupazione principale di un padre di famiglia è quella che i suoi cari possano trovarsi in difficoltà nel caso dovesse accadergli qualcosa di male. E siamo molto soddisfatti per le risposte che stanno arrivando dai nuovi clienti. Iniziano ad arrivare i primi riconoscimenti anche dalla community legata al mercato, tanto che l’Italian Insurtech Association (Iia, ndr) ci ha conferito il premio per la categoria “Migliore collaborazione compagnia startup” nella seconda edizione dell’Italian Insurtech Summit. L’award riguarda, nello specifico, la collaborazione tra noi e Squarelife, la compagnia che emette le polizze “caso morte” di ViteSicure. E siamo stati premiati per la capacità di collaborare nel disegno del prodotto e del processo, coniugando le esigenze del cliente con le necessità legali e assuntive e arrivando così a creare una nuova modalità di approccio al mercato.