Armando Capone, chief commercial officer di Experian Italia: “I trend del credito nel I semestre 2021 e le nuove sfide per la mediazione creditizia”

Capone, ExperianCosa è accaduto nel mercato del credito nel primo semestre del 2021? Quali sono le tendenze e le sfide che il mondo dei prestiti e il comparto dell’intermediazione creditizia dovranno affrontare? Ne parliamo con Armando Capone, chief commercial officer di Experian Italia, partendo dal bilancio dei primi sei mesi di quest’anno.

Il semestre che si è appena concluso è stato caratterizzato da un trend generalmente positivo per il settore, sia nel confronto con lo stesso periodo del 2020 che nel raffronto con il 2019. In particolare, guardando al 2019 abbiamo avuto modo di osservare due elementi rilevanti: una crescita generalizzata per tutti i comparti, con la parziale eccezione dei prestiti personali, e l’aumento esponenziale dell’uso dei canali digitali”.

Partiamo dal primo aspetto: come mai i prestiti personali hanno sofferto più di altri indicatori?

I prestiti personali hanno fatto più fatica a recuperare perché strettamente legati al sentiment delle famiglie, ovviamente impattato dal clima di incertezza generale. Mentre i mutui sono stati sostenuti da una serie di iniziative di particolare attrattività, come le surroghe e il sostegno a famiglie e giovani, e mentre i prestiti finalizzati sono legati all’acquisto di beni di consumo o dell’auto, i prestiti personali rispondono a esigenze diverse, oltre a essere mediamente caratterizzati da un importo più elevato rispetto ai prestiti finalizzati dedicati all’acquisto di beni di consumo.

Parlava poi di un’accelerazione dell’uso dei canali digitali…

E questo è l’altro dato che colpisce nel confronto tra 2021 e 2019. Se nel 2019 il processo di digitalizzazione nell’ambito del credito era già avviato, in questi sei mesi abbiamo assistito a un vero e proprio boom. Superata la fase di necessità e urgenza determinata dal lockdown, i consumatori e gli imprenditori hanno sviluppato e rafforzato l’attitudine a gestire da remoto le proprie finanze e le operazioni più semplici, i piccoli ticket. Un esempio su tutti: i processi digitali consentono di chiedere un prestito e di avere l’importo sul proprio conto corrente anche nel giro di poche ore. Questo trend non solo resterà ma è destinato ad allargarsi, per una questione di comodità e velocità.

Quale sarà in questo nuovo contesto il ruolo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi?

L’avanzare del digitale non ridimensionerà il ruolo di agenti e mediatori, semmai lo modificherà. Le analisi ci restituiscono una tendenza evidente: per un finanziamento di importo elevato i consumatori preferiscono il canale relazionale. Se l’interazione con i clienti sarà sempre più un mix di fisico e digitale, il ruolo dell’agente, del collaboratore delle società di mediazione creditizia e del consulente assumerà una connotazione più focalizzata su prodotti complessi.

In questo momento tutti si stanno interrogando su cosa succederà alla fine delle moratorie sul credito. Cosa vi aspettate?

Come ha ricordato lo scorso 6 luglio il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione dell’assemblea annuale dell’Abi, stiamo attraversando un momento di grande incertezza. Il lockdown ha fatto crescere il risparmio e questo ha permesso alle banche di accumulare capitalizzazione. Se la fine delle moratorie porterà con ogni probabilità un aumento del default, un ruolo critico sarà giocato dalla magnitudo dell’evento che arriverà: se la magnitudo dell’evento  legato alla fine delle moratorie sarà in linea con gli accantonamenti e le svalutazioni effettuate nel bilancio del 2020, allora gli effetti sulle banche saranno limitati. Se la magnitudo supererà le aspettative, gli istituti di credito si troveranno a dover gestire una nuova crescita dei non performing loan (npl) e dovranno ripetere tutte le azioni già messe in campo per non appesantire bilanci. E cioè liberare i bilanci con la cessione degli npl. La difficoltà di previsione è inoltre strettamente legata a un altro importante fattore.

Quale?

L’efficacia delle misure di sostegno all’economia. È un mix di effetti, che vanno oltre le capacità delle imprese e possono cambiare le dinamiche in atto. Se dovessero avverarsi le previsioni di crescita del Pil del 5% ipotizzato il 6 luglio scorso da Visco e se le misure varate dovessero produrre effetti positivi in termini di sostegno all’economia, allora l’effetto dei crediti deteriorati potrebbe essere mitigato.