Charlie Cinolo, head of sales Italy di Casavo: “Vogliamo diventare la Compass europea del proptech. Entro il 2028 raddoppieremo gli agenti della nostra rete”

Charlie Cinolo

Un nuovo modello di business, investimenti in intelligenza artificiale, obiettivi ambiziosi: sono gli ingredienti del piano di crescita che Casavo ha inaugurato nel 2026. Dopo la trasformazione avviata nel 2025 attraverso la costruzione di una piattaforma immobiliare all in one, basata su un modello ibrido nel quale la proposta online si integra con una rete fisica di agenti, l’azienda sta costruendo un ecosistema che aiuta gli agenti a moltiplicare i propri ricavi, eliminando al contempo complessità e costi fissi.

L’asso nella manica? Il lancio di un movimento di aggregazione capace di coinvolgere agenzie immobiliari di piccole, medie e grandi dimensioni all’interno di una rete che, a differenza del franchising, si basa su un modello diretto.

Ne abbiamo parlato con Charlie Cinolo, head of sales Italy di Casavo, che ci ha raccontato il processo avviato nel 2026 con l’acquisizione di Casando Agency, che sarà accompagnato da forti investimenti in intelligenza artificiale e sostenuto dalla capacità del gruppo di avvicinare i mercati finanziari (tramite raccolte di capitali) al mondo immobiliare.

“Il 2026 è per noi l’anno dell’accelerazione: abbiamo intensificato il nostro percorso di crescita con l’obiettivo di espanderci sul territorio in un’ottica di sostenibilità economico-finanziaria, raddoppiare il network di agenti immobiliari, raggiungere e superare i 50 milioni di ricavi nel 2030. Fondata a Milano da Giorgio Tinacci, dal 2017 ad oggi Casavo ha gestito compravendite immobiliari per quasi 2 miliardi di euro, è attiva in Italia e Francia e conta circa 350 tra dipendenti e collaboratori. È inoltre supportata da primari investitori istituzionali e privati, che lo scorso anno hanno contribuito a un’iniezione di capitale da 12 milioni per rafforzarne la struttura finanziaria”, spiega.

Qual è oggi il vostro modello di business?
Casavo punta a creare la Compass europea. Il nostro modello, come quello della proptech americana, si basa su due cardini: la centralità della tecnologia a supporto degli agenti e la crescita attraverso fusioni e acquisizioni.
Un obiettivo che nasce dall’osservazione del mercato. A inizio anno Compass ha acquisito Anywhere Real Estate con un’operazione da 1,6 miliardi di dollari, creando una rete di 340.000 agenti in grado di distribuire i costi tecnologici su scala globale. In Europa il fondo Insight Partners ha valutato la rete francese IAD circa 1,2 miliardi di euro. Permira ha rilevato la maggioranza di Engel & Völkers in un’operazione che sfiora il miliardo. Nel Regno Unito Connells ha inglobato il rivale storico Countrywide creando la più grande rete su strada del Paese.
Tutte operazioni che hanno uno scopo comune: comprare laddove il mercato è frammentato per generare un ritorno maggiore per tutti.

L’acquisizione di Casando Agency, annunciata lo scorso aprile, rappresenta quindi solo la prima di una serie di nuove operazioni?
L’operazione con Casando è stata la pietra miliare, il nostro primo test. Abbiamo già nuove acquisizioni in pipeline. A luglio abbiamo acquisito un’agenzia immobiliare a Cagliari, che verrà inaugurata il 18 settembre. E stiamo analizzando oltre 10 agenzie, che rappresentano altrettante operazioni in fase di due diligence.

Partiamo allora dalla crescita della rete, quali direttrici di crescita seguirete?
Siamo perfettamente organizzati per operare su tre linee parallele. Una è la crescita organica, che viene portata avanti da un team di recruiting interno composto da 20 agenti.
Procediamo inoltre all’integrazione di agenzie che fatturano meno di 1 milione di euro, attraverso l’acquisto di un ramo d’azienda.
Mentre con le agenzie che fatturano oltre un milione mettiamo in piedi un’operazione strutturata di m&a, attraverso la quale acquistiamo il 100% delle quote.

Quali risultati vi aspettate di raggiungere nel panorama immobiliare italiano?
Il mercato immobiliare italiano risulta sostanzialmente fermo da 30 anni. E delle 50.000 agenzie immobiliari esistenti, meno dell’1% supera il milione di fatturato. Questo è un dato rilevante: significa che il mercato è altamente frammentato e presenta pochi ricavi. Di conseguenza ha anche poche disponibilità liquide da investire in marketing digitale e tecnologia.
Per questo motivo siamo ottimisti. Siamo convinti di poter guidare nei prossimi anni un movimento di aggregazione basato sull’offerta di servizi che permettono di aumentare, da un lato, gli investimenti per restare competitivi e, dall’altro, i ricavi. 

A proposito di tecnologia, su quali servizi state lavorando per le vostre agenzie?
Abbiamo effettuato importanti investimenti in intelligenza artificiale. In particolare, stiamo implementando i servizi necessari per fornire all’agente un coach virtuale in grado eliminare gradualmente tutto il suo lavoro manuale, indicargli le aree di miglioramento e predirgli anche un po’ il futuro, anticipandogli dove atterrerà compiendo determinate azioni. Un percorso che avverrà attraverso rilasci progressivi e per step: da piattaforma CRM a copilot; da copilot a coach.
In questo momento sono in fase di test alcune funzioni: la creazione di annunci automatici; la risposta automatica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ai messaggi dei clienti; la possibilità di fissare appuntamenti; la lettura e il controllo dei documenti caricati sulla piattaforma e l’alert in caso di problematiche legate all’immobile.
Entro il 2028 tutti i nostri agenti avranno il proprio coach virtuale, che ricorderà chiamate, appuntamenti e attività dimenticate.

Il vostro non è un franchising, giusto?
È l’opposto del franchising. Il nostro è un modello diretto. Casavo sostiene tutti i costi di struttura, gli oneri burocratici e amministrativi, nonché le spese legate al marketing, alla formazione, agli eventi. Quando si entra in una agenzia a marchio non ci sono fee di ingresso, né costi di ristrutturazione per gli uffici. Nel momento in cui individuiamo una persona valida per aprire un punto vendita, apriamo o store e il nostro ufficio recruiting la supporta anche nella creazione di uno o più team.
All’interno dell’azienda poi si può fare una carriera orizzontale o verticale, diventando top producer oppure manager, e guadagnare a scaglioni in base a quanto si fattura.

Un’ultima domanda su un tema centrale del nostro quotidiano, il credito. Casavo ha una sua società di mediazione creditizia. Che ruolo ha in questa fase e che ruolo avrà in futuro Casavo Mutui?
Al momento i nostri sforzi sono dedicati al consolidamento della parte agency, che è già profittevole poiché abbiamo un Ebitda positivo. Abbiamo perciò deciso di mettere temporaneamente in stand by l’attività di mediazione creditizia per riprenderla una volta raggiunti i risultati che ci siamo prefissati.
Ad oggi tutti i clienti acquirenti che ci contattano per i nostri immobili in commercializzazione, vengono gestiti da Vorrei.it, che li prequalifica e li distribuisce a società di mediazione creditizia partner, tra cui anche Casavo Mutui.