Cristian Bertilaccio, presidente Unirec: “Dalla gestione del credito alla creazione di valore. Sfide e proposte al centro dell’annual 2026”

Cristian Bertilaccio, presidente Unirec

Il prossimo 20 maggio, l’industria della gestione del credito si riunisce per l’Annual 2026 di Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito), intitolato “Il contributo della credit industry alla crescita del Paese. Dalla gestione del credito alla creazione di valore per imprese, cittadini e istituzioni”. In un contesto macroeconomico incerto, l’evento punta a ridefinire il ruolo del comparto non più come semplice servizio di recupero, ma come asset strategico capace di generare valore per imprese, cittadini e istituzioni. Al centro del dibattito, l’integrazione del settore nella riscossione dei crediti erariali e le nuove sfide della compliance digitale.

Per saperne di più abbiamo intervistato il presidente Cristian Bertilaccio, che traccia la rotta di un comparto che punta a trasformare la gestione dei crediti deteriorati in un investimento strategico per l’economia reale.

Partiamo dal titolo dell’Annual 2026, che parla di “creazione di valore”. In che modo la credit industry incide concretamente sulla crescita economica nazionale?
Le società che operano nel settore rappresentano un elemento integrante del ciclo debito-credito, con un effetto moltiplicatore su numerose filiere e un contributo significativo all’economia del Sistema Paese e al mercato del lavoro: grazie ai crediti recuperati, le imprese clienti possono preservare liquidità e tutelare posti di lavoro, mentre le famiglie, ristabilendo gradualmente la propria affidabilità finanziaria, possono tornare ad accedere al credito, sostenendo così nuovi consumi e la crescita economica.

Il settore è investito da profonde trasformazioni. Quali sono i nodi principali da sciogliere?
Il settore della gestione del credito si trova oggi ad affrontare una serie di nuove sfide, legate soprattutto all’evoluzione normativa e tecnologica. In particolare le aziende dovranno adeguarsi a normative sempre più attente in materia di compliance, protezione dei dati personali, cybersecurity e resilienza operativa digitale. L’aumento dei rischi informatici, la necessità di gestire grandi volumi di dati in modo sicuro ed efficiente e l’esigenza di adottare tecnologie avanzate — come intelligenza artificiale e automazione — mantenendo al tempo stesso elevati standard di trasparenza e controllo, sono, infatti, le sfide del presente e del futuro. Infine, il contesto economico incerto rende più complessa la valutazione del rischio di credito e richiede modelli di gestione sempre più flessibili, evoluti e predittivi.

Un focus dell’evento sarà dedicato alla gestione dei crediti erariali. Qual è la proposta di Unirec in merito alla legge di Bilancio 2026?
Il tema è oggetto di attenzione e di dibattito nel settore dallo scorso anno, in particolare a seguito dalla approvazione della Legge di bilancio 2026 che prevede la possibilità – e in alcuni casi l’obbligo – per gli enti locali di affidare ad Amco il servizio di riscossione coattiva delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, prevedendo altresì che Amco possa servirsi di uno o più operatori esterni iscritti all’albo della riscossione per lo svolgimento delle attività. Riteniamo che sarebbe essenziale ampliare il perimetro dei soggetti coinvolgibili da Amco, consentendo che, tramite gara, Amco possa affidare parte delle attività non solo ai riscossori dell’albo 53, ma anche alle società vigilate 106 e 114 Tub, e che queste possano esternalizzare parte dei servizi alle 115 Tulps, mantenendone la piena responsabilità e il controllo.

Con quale scopo?
L’obiettivo è molto semplice: mettere a valore l’intera filiera della gestione del credito, composta da operatori che garanti­scono solidità patrimoniale, requisiti organizzativi stringenti, esperienza nel recupero coattivo e standard elevati di tutela del debitore.  L’esperienza degli ultimi dieci anni sui crediti deteriorati bancari ha dimostrato che la gestione specializzata dei servicer, l’intervento di operatori vigilati, l’industrializzazione dei processi e la presenza di player strutturati a supporto sono stati la chiave per un successo che l’Europa ci riconosce.
Secondo l’ultimo Marketwatch pubblicato da Banca Ifis, la nostra industry altamente specializzata ha assicurato la riduzione di circa 293 miliardi di euro di npe tra il 2015 e il 2025.
Oggi quella stessa expertise può essere messa al servizio dello Stato, soprattutto in una partnership pubblico–privato che punta a recuperi più efficaci, riduzione delle perdite per l’erario, maggiore equilibrio dei conti pubblici e minore necessità di interventi straordinari a copertura dei mancati incassi. Un tema così importante non può che essere trattato con relatori di rilievo, per questo saremo lieti di avere con noi a dibattere del tema Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera dei deputati e Renato Loiero, consigliere economico della presidenza del Consiglio dei Ministri. Accanto alla politica e ai tecnici, poi, non mancherà il parere di Amco stessa in merito al possibile coinvolgimento degli operatori del settore. Per questo sarà con noi il condirettore generale Katia Mariotti.

Quali sono le tendenze che vedete all’orizzonte? E come si sta muovendo l’Unirec?
Come accennato in precedenza, il settore da qualche tempo vede una sempre maggiore attenzione ai temi della compliance. Le normative europee in materia di privacy, cybersecurity e AI imporranno standard sempre più elevati di trasparenza e sicurezza in tutti i processi aziendali. Per gli operatori del settore sarà quindi fondamentale coniugare innovazione, qualità del servizio e attenzione al cliente/debitore. La gestione del credito deve mantenere al centro l’attenzione al debitore e l’Associazione ritiene essenziale contribuire alla costruzione di una cultura finanziaria più solida e diffusa, capace di prevenire il sovraindebitamento e promuovere comportamenti economici consapevoli. Di qui una serie di iniziative che verranno messe in piedi in ambito di educazione finanziaria dedicate ai giovani, grazie alla collaborazione con le istituzioni scolastiche.

La tavola rotonda finale pone una domanda provocatoria: “la gestione del credito, da commodity a investimento strategico?”. Qual è la sua visione in merito al pricing?
Nel dibattito sul pricing dei servizi di recupero crediti è importante partire dalla distinzione tra commodity e servizio strategico. La gestione e tutela del credito è un servizio complesso, professionale e organizzato, il cui valore non può essere ricondotto solo alla dimensione economica. La qualità del servizio è fondamentale per ottenere buoni risultati. La seniority e l’inquadramento delle risorse, nonché la loro formazione, devono accompagnarsi a investimenti tecnologici e a carichi di lavoro adeguati, se si vuole arrivare a un recupero efficace che preservi la relazione con il debitore. A questo si aggiunge la conformità normativa. Gli investimenti in ambiti quali compliance, risk management, data protection, antiriciclaggio e cyber security costituiscono componenti strutturali del servizio, che garantiscono la piena aderenza al quadro regolamentare, la tutela dei dati, della reputazione degli operatori e dei committenti, nonché la sostenibilità dell’intero sistema. In questo contesto, gare basate sul massimo ribasso rischiano di non cogliere la natura del servizio, riflettendosi negativamente sulla qualità, gli investi menti e i risultati attesi.