
Trasformarsi da fornitore di coperture assicurative in partner attivo nella vita delle persone, lungo tre nuovi ecosistemi: salute, vita e longevità. È la sfida più ambiziosa che il settore assicurativo è chiamato ad affrontare per accompagnare i cambiamenti in atto nella società. Un passaggio cruciale che sarà al centro dell’Insurtech Day 2026, l’evento promosso da IIA (Italian Insurtech Association) che analizzerà l’evoluzione del mercato assicurativo e che è in programma il 2 e il 3 luglio presso Le Village by CA Milano.
Il focus quest’anno non sarà solo sull’innovazione tecnologica, ma sul modo in cui l’innovazione sta modificando il ruolo stesso dell’assicurazione all’interno della vita quotidiana delle persone e delle attività delle imprese. L’iniziativa esplorerà le caratteristiche di questa evoluzione verso modelli più ampi e integrati, che combinano protezione, prevenzione e servizi.
Abbiamo chiesto a Liliana Troaca, segretario generale di Italian Insurtech Association, di fornirci qualche anticipazione sui temi più caldi che saranno oggetto del dibattito delle due giornate.
La prima giornata “Protecting risk in a connected world” sarà dedicata agli ecosistemi di protezione, piattaforme integrate che combinano garanzie assicurative, tecnologia, dati in tempo reale e servizi a valore aggiunto. Da quale prospettiva verrà affrontato l’argomento?
Uno degli aspetti più interessanti che affronteremo riguarda la personalizzazione della protezione. Per molti anni il settore assicurativo ha lavorato sulla base di grandi cluster statistici: clienti appartenenti alla stessa categoria ricevevano spesso offerte molto simili tra loro. Oggi, grazie alla disponibilità di dati e tecnologie, è possibile costruire modelli molto più aderenti al comportamento reale delle persone e delle imprese.
L’obiettivo della giornata sarà capire come compagnie, intermediari e nuovi attori tecnologici possano collaborare per costruire queste nuove forme di protezione e quale impatto avranno sul futuro del settore.
La seconda giornata “From insurance to health & wealth partner” sarà dedicata a temi di stretta attualità: salute, vita e longevità. Considerati però come ecosistemi. Cosa cambia?
Sta cambiando radicalmente il punto di osservazione. Per diversi anni il settore assicurativo ha affrontato questi ambiti attraverso una logica prevalentemente di prodotto.
L’aumento dell’aspettativa di vita, l’invecchiamento della popolazione, la crescita della spesa sanitaria privata e la diffusione di tecnologie digitali stanno creando le condizioni per la nascita di ecosistemi molto più ampi, nei quali assicurazione, sanità, servizi di assistenza, prevenzione e pianificazione finanziaria tendono a convergere.
La vera novità è che il valore non risiede più soltanto nella copertura economica di un evento avverso, ma nella capacità di accompagnare il cliente lungo tutto il suo percorso di vita. In questo scenario le compagnie possono assumere un ruolo nuovo, diventando soggetti in grado di mettere in relazione diversi servizi e diversi operatori per costruire esperienze più complete e personalizzate.
La longevità sta inoltre favorendo una convergenza tra ambiti che tradizionalmente erano separati: salute, protezione assicurativa, gestione patrimoniale e servizi di assistenza. Questo porta alla nascita di ecosistemi sempre più integrati che accompagnano il cliente lungo tutto il ciclo di vita.
Tutto questo si configura come un vero e proprio un cambio di paradigma. Come si sostanzia questo cambiamento e dove ci porterà?
Storicamente il settore assicurativo è intervenuto quando il problema si era già manifestato e il valore della polizza si concretizzava nel momento del sinistro o della richiesta di rimborso.
Oggi la disponibilità di dati e tecnologie consente di ribaltare questa impostazione, passando da una logica di semplice copertura a una logica di gestione attiva del rischio. Wearable, dispositivi connessi, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale permettono di monitorare comportamenti, individuare segnali di rischio e costruire percorsi personalizzati di prevenzione.
Per il cliente il beneficio è evidente: maggiore tutela, maggiore consapevolezza e servizi più vicini alle esigenze reali. Per il settore assicurativo significa costruire relazioni più frequenti e continuative, superando un modello che per anni è stato caratterizzato da interazioni sporadiche.
Credo che questa sia una delle trasformazioni più importanti che vedremo nei prossimi anni. L’assicurazione sarà sempre meno percepita come uno strumento che interviene dopo il problema e sempre più come un soggetto capace di contribuire concretamente al benessere delle persone. La prevenzione non genera valore soltanto per il singolo individuo, ma contribuisce anche alla sostenibilità complessiva dei sistemi sanitari e assicurativi. Intervenire prima significa ridurre la frequenza e la gravità degli eventi, migliorando l’efficienza dell’intero ecosistema.
Quali sono i trend che Italian Insurtech Association intravede nei modelli assicurativi in ambito vita, salute e longevità?
I trend principali sono cinque. Il primo riguarda la crescente integrazione tra assicurazione e servizi di salute. Il secondo è l’utilizzo sempre più diffuso dei dati per personalizzare l’offerta e migliorare la capacità di prevenzione. Il terzo è rappresentato dalla diffusione di piattaforme digitali che rendono la relazione più continua e immediata. Il quarto riguarda la longevità, che rappresenta una delle grandi sfide economiche e sociali dei prossimi decenni.
Accanto alla salute e alla prevenzione, vediamo emergere con forza il tema della longevity economy. Vivere più a lungo comporta nuove esigenze di protezione, assistenza, pianificazione finanziaria e gestione del patrimonio. Per questo il settore vita sta evolvendo verso modelli sempre più integrati tra protezione, investimento e consulenza.
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e questo comporta nuove esigenze in termini di assistenza, prevenzione, protezione patrimoniale e pianificazione finanziaria. Il mercato assicurativo sarà chiamato a sviluppare risposte nuove rispetto a bisogni che fino a pochi anni fa erano marginali.
Proprio per questo motivo nell’evento del 3 luglio approfondiremo il modo in cui assicurazioni, operatori sanitari, piattaforme digitali e servizi finanziari stanno costruendo modelli sempre più integrati per rispondere a queste esigenze.
La final session del 3 luglio ha un titolo dal sapore sfidante e prospettico al tempo stesso “Health & longevity ecosystem: chi vincerà?”. Quali domande vi porrete?
La provocazione contenuta nel titolo è volutamente forte, perché il mercato sta entrando in una fase di ridefinizione degli equilibri competitivi. Quando parliamo di salute e longevità non stiamo più parlando esclusivamente di compagnie assicurative. All’interno di questi ecosistemi troviamo operatori sanitari, piattaforme tecnologiche, provider di servizi, aziende specializzate nell’analisi dei dati, realtà del mondo finanziario e nuovi player digitali.
La domanda che ci porremo non è quindi chi venderà più polizze, ma chi riuscirà a presidiare la relazione con il cliente e a diventare il punto di riferimento all’interno dell’ecosistema.
Nel settore assicurativo a competizione, storicamente focalizzata sul prodotto, si sta spostando sulla capacità di conoscere il cliente, interpretarne i bisogni e costruire esperienze personalizzate. È qui che si giocherà gran parte della partita nei prossimi anni.
Ritengo che il vero elemento distintivo sarà la capacità di integrare servizi, dati e competenze in un’esperienza semplice e coerente per il cliente finale. Chi riuscirà a farlo otterrà un vantaggio competitivo molto significativo nei prossimi anni.
Più che un vincitore unico, probabilmente emergeranno nuovi equilibri tra attori diversi. La vera competizione non sarà sul possesso del prodotto, ma sulla capacità di orchestrare ecosistemi complessi mantenendo fiducia, semplicità e centralità del cliente.
In particolare, la sessione in sé stessa e la prima parte dell’appuntamento dedicata a “From payer to partner: chi presiede l’ecosistema salute e longevità?” ha un richiamo etico. In qualche modo ci riporta all’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas” dello scorso 15 maggio dedicata al’IA…
I nuovi ecosistemi salute e longevità saranno sempre più basati su dati, tecnologie avanzate e modelli di intelligenza artificiale. Questo rende fondamentali aspetti come la trasparenza, la governance, la protezione dei dati e la centralità della persona.
Sono temi che attraverseranno inevitabilmente molte delle discussioni della giornata, perché oggi innovazione e responsabilità non possono più essere considerate dimensioni separate. La sfida non è soltanto costruire ecosistemi più efficienti, ma costruire ecosistemi che generino fiducia e valore nel lungo periodo.
L’innovazione tecnologica non può essere valutata esclusivamente in termini di efficienza. Quando parliamo di salute, longevità e benessere delle persone, la questione centrale diventa come utilizzare dati e tecnologia per ampliare le possibilità di scelta, migliorare la qualità della vita e rafforzare l’autonomia delle persone. In questo senso, la centralità della persona rappresenta non solo un principio etico, ma anche una condizione essenziale per costruire modelli sostenibili e duraturi.
Credo che la domanda sia legata non tanto a chi detenga il potere all’interno dell’ecosistema, ma a come questo potere venga esercitato e quali meccanismi di trasparenza, responsabilità e controllo vengano messi a disposizione dei cittadini.
Il futuro dell’assicurazione non consiste nel pagare meglio un sinistro, ma nell’aiutare persone e imprese a evitarlo, gestirlo e affrontarlo in modo più consapevole.
























