Simone Ranucci Brandimarte, presidente Iia: “Mediatori creditizi e insurtech, piattaforme di polizze digitali accessibili al 30% delle reti entro il 2024”

Ogni anno l’Italian insurtech association (Iia) elabora un manifesto contenente gli obiettivi che l’associazione si prefigge di raggiungere nel biennio in corso. Nel 2021 il documento presentava 13 punti, che rispondevano ad esigenze divulgative legate alla scarsa diffusione dell’assicurazione digitale. Nell’arco di un anno l’applicazione delle tecnologie digitali al mondo assicurativo si è ampiamente affermata ed è arrivato il momento di fare un salto di qualità, che passa anche per il coinvolgimento di 500 operatori non assicurativi nella distribuzione di polizze entro il 2024. A prevederlo è il punto 9 del Manifesto 2022/2023, appena lanciato dall’Iia. L’iniziativa comporta una più ampia partecipazione di intermediari e reti di mediazione creditizia ai vantaggi offerti dall’insurtech. Ne abbiamo parlato con Simone Ranucci Brandimarte, presidente dell’associazione e di Yolo group.

Com’è cambiata la logica del manifesto nel 2022?
A due anni dalla sua fondazione, l’Iia si è ormai accreditata come punto di riferimento dell’assicurazione digitale in Italia. Quest’anno con i nostri 153 soci abbiamo perciò deciso di compilare il nostro manifesto in una logica più ambiziosa: vogliamo aiutare chiunque lavora nell’industria e l’industria a crescere in modo sostenibile. Per farlo perseguiremo scopi di natura quantitativa, quindi misurabili. Andremo molto nel dettaglio per sostenere le aziende, gli intermediari e le reti nelle loro scelte. Per questo realizzeremo ricerche che abbiano un risvolto pratico e siano utili per il comparto. Entro il 2023 ci proponiamo poi di formare 50.000 persone su tecnologia e digitale, di favorire l’uso della nostra Tech education academy (Tea), con i suoi strumenti di formazione rapidi e accessibili, presso 10.000 utilizzatori e di creare un polo insurtech nazionale. Riteniamo infine di poter ampliare la distribuzione dei prodotti assicurativi coinvolgendo almeno 500 nuovi partner non assicurativi entro il 2024.

Arriviamo così al punto 9 del vostro manifesto…
L’open insurance, trasposizione del modello dell’open banking nel mondo assicurativo, consente la vendita di prodotti assicurativi anche a soggetti che non operano in ambito assicurativo. A fare da apripista è stata la bancassicurazione, con la creazione di apposite joint venture tra istituti di credito e compagnie assicuratrici. Nel 2021 si è assistito poi all’ingresso della grande distribuzione nel comparto, con l’integrazione delle polizze nell’offerta tradizionale dei player distributivi a privati e aziende. Nel 2022 prevediamo che raddoppieranno o triplicheranno le grandi aziende che venderanno prodotti di assicurazione digitale. Nel 2022 e nel 2023 assisteremo anche allo sviluppo dell’offerta digitale per le reti assicurative e non assicurative.

Quindi anche per le società di mediazione creditizia. In che modo si svilupperà l’offerta?
Nell’ultimo anno gli intermediari finanziari hanno avuto accesso a un ventaglio di prodotti crescente. Oggi possono proporre alla propria clientela decine e centinaia di prodotti diversi.
Noi stimiamo che nei prossimi tre anni, cioè da qui al 2024, le reti di natura assicurativa e non assicurativa metteranno a disposizione dei loro clienti offerta di polizze digitali. In particolare, prevediamo che il 56% di agenti e subagenti venderà polizze digitali e il 30% delle reti non assicurative potrà fare segnalazioni di prodotti digitali. Di fatto, il mediatore avrà la possibilità di fare accordi in due logiche.

Quali?
Le società di mediazione creditizia potranno utilizzare le piattaforme di polizze digitali in veste di segnalatori oppure, nel caso dispongano dell’autorizzazione Ivass, potranno vendere le polizze digitali agendo come intermediari. In entrambi i casi il risultato non cambia: aumenteranno i prodotti a disposizione del comparto.

Come funzionerà nel dettaglio la possibilità di segnalare polizze digitali?
Il mediatore avrà la possibilità di dare al cliente un link specifico per collegarsi alla piattaforma di polizze digitali. Il cliente poi potrà collegarsi al sito per approfondire le informazioni disponibili, leggere nel dettaglio i fogli illustrativi e acquistare la polizza. Si tratta di un sistema molto efficace, poiché collega in modo univoco l’acquisto finale al collaboratore che ha assegnato il link all’utente.

E come si svilupperanno questi accordi?
Saranno le stesse banche con cui i mediatori collaborano o i nuovi player emergenti a proporre alle società l’uso delle piattaforme.

E l’Italian insurtech association come favorirà la collaborazione con i player non assicurativi?
Promuoveremo degli eventi dedicati, parleremo a grandi player e reti delle opportunità di vendere polizze digitali. Inviteremo operatori di mercato. Stiamo finalizzando il calendario degli incontri proprio in questi giorni.