Intesa Sanpaolo conferma i piani di rafforzamento patrimoniale e di crescita senza ricorrere ai “Tremonti bond”

Potendo quindi contare su risorse patrimoniali adeguate alla crescita, i Consigli hanno deciso di non dare ulteriore corso alla procedura avviata lo scorso 20 marzo per l’emissione delle obbligazioni bancarie speciali destinate alla sottoscrizione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (i cosiddetti “Tremonti Bond”) e di non presentare pertanto la relativa richiesta di sottoscrizione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca d’Italia.

I Consigli hanno rinnovato il loro apprezzamento per l’iniziativa del Governo, la cui dichiarata disponibilità a sottoscrivere i Tremonti Bond nel momento di massima incertezza della crisi ha concretamente aiutato il sistema bancario italiano nel superare una fase di mercato molto difficile e rischiosa.

I precedenti passi in merito ai Tremonti Bond
Il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza del 20 marzo 2009 avevano assunto la decisione, secondo le rispettive competenze, di avviare la procedura per emettere fino a un massimo di 4 miliardi di euro di Tremonti Bond, come “polizza di assicurazione” contro tre rischi principali:

  • collasso ulteriore dei mercati e impossibilità per il Gruppo di fare fronte per tale via a eventuali fabbisogni interni e/o dovuti a richiesta di credito;

  • impossibilità per il Gruppo di procedere alle operazioni di capital management previste dal Piano d’Impresa;

  • svantaggi competitivi per il Gruppo derivanti dalla presenza di aiuti pubblici al rafforzamento patrimoniale dei principali gruppi bancari concorrenti.

L’emissione dei Tremonti Bond era stata inoltre considerata come “ponte” – e quindi da restituirsi nei tempi più brevi possibili – fino alla finalizzazione delle operazioni di capital management (dismissioni totali o parziali, creazioni di partnerships, quotazioni, ecc.) riguardanti attività non strategiche, ossia come provvisorio rafforzamento patrimoniale del Gruppo, in attesa del definitivo rafforzamento da attuarsi – secondo quanto previsto dal Piano d’Impresa – attraverso le predette operazioni di capital management.
La decisione in merito all’invio della richiesta formale di sottoscrizione si è collocata il più vicino possibile alla scadenza dei termini – appunto la fine di settembre – per poter tenere conto di tutte le evoluzioni interne e di mercato. Nel frattempo, Intesa Sanpaolo ha lavorato anche con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze per predisporre la documentazione necessaria nel caso si fosse deciso di procedere con tale richiesta.

Principali considerazioni in merito all’eventuale emissione di Tremonti Bond
La principale considerazione a favore dell’emissione di Tremonti Bond era stata l’opportunità offerta al Gruppo Intesa Sanpaolo di poter rafforzare ulteriormente il Core Tier 1 ratio e il Tier 1 ratio, nell’ordine dei 100 centesimi di punto.
A fronte di tale considerazione, si è oggi tenuto presente che – sulla base delle evoluzioni sia interne sia di mercato – il Gruppo è in grado di raggiungere e andare oltre gli obiettivi di patrimonializzazione con risorse proprie:

  • i coefficienti patrimoniali del Gruppo hanno raggiunto un livello superiore a quanto ci si potesse aspettare a inizio anno. Al giugno scorso, il Core Tier 1 ratio era pari al 6,9% (Tier 1 ratio al 7,7%). Si tratta di un livello di patrimonializzazione del tutto coerente con il profilo di rischio di un gruppo bancario come Intesa Sanpaolo e con le ipotesi e gli obiettivi che il Gruppo ha preso a riferimento. Si ritiene che il Gruppo possa rimanere con ratios intorno al 7% per il Core Tier 1 e all’8% per il Tier 1 nei prossimi 12/18 mesi anche senza il contributo di operazioni rilevanti di capital management (dismissioni parziali o totali, partnerships, quotazioni, ecc.) e pur riprendendo la distribuzione di dividendi alle azioni ordinarie;

  • in base alle ultime analisi, Intesa Sanpaolo ha a disposizione ben oltre 200 centesimi di punto di Core Tier 1 ratio e Tier 1 ratio da ottenersi attraverso operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche. La fattibilità di queste operazioni è oggi molto superiore a quella di inizio anno. L’ammontare delle attività non strategiche è salito rispetto alle stime iniziali a oltre 11/15 miliardi di euro, a seconda che si consideri il valore di libro o un ragionevole valore di mercato;

  • con i livelli di Core Tier 1 ratio e Tier 1 ratio attuali e inerziali e con il contributo anche solo di metà delle operazioni possibili (ossia almeno 100 centesimi di punto), il Gruppo Intesa Sanpaolo è patrimonialmente in grado di far fronte al livello di crescita prevedibile dei crediti e a un ulteriore aumento degli impieghi di oltre 60 miliardi di euro, incremento per altro difficilmente immaginabile a breve termine anche in caso di un riavvio dell’economia molto sostenuto.

Un’altra considerazione a favore dell’emissione dei Tremonti Bond era stata la possibilità per il Gruppo di compensare eventuali svantaggi competitivi derivanti dalle iniezioni di fondi che molti gruppi bancari concorrenti avevano ricevuto da parte dei rispettivi Governi; peraltro, le banche che hanno ricevuto aiuti di Stato li stanno ormai in larga misura rimborsando.
Anche dal punto di vista del costo del funding la situazione si è evoluta a favore di Intesa Sanpaolo: il Gruppo gode di un CDS (Credit Default Swap, premio assicurativo per il rischio richiesto dal mercato) che è significativamente diminuito ed è attualmente il più basso tra le principali banche
europee.
Al di là del fatto che un’emissione di Tremonti Bond non appare più indispensabile per garantire la solidità e lo sviluppo del Gruppo, sono state tenute presenti le seguenti considerazioni:

  • i Tremonti Bond, con il progressivo calo dei tassi di mercato e con il riavvio delle emissioni di strumenti ibridi di capitale, sono diventati relativamente più costosi. Il costo di 4 miliardi di Tremonti Bond sarebbe stato pari a un minimo di 340 milioni all’anno (massimo di 600 milioni), corrispondente a un costo ante imposte – e quindi confrontabile con gli altri strumenti di mercato – minimo del 12,6% (massimo del 22,2%). Inoltre, il mercato tende a considerare i Tremonti Bond come disponibilità di risorse patrimoniali in senso lato più che come Core Tier 1: quindi, sotto questo profilo, risulta in sostanza equivalente emettere strumenti Tier 1 che hanno oggi costi effettivi significativamente inferiori ai Tremonti Bond;

  • in tutto il mondo numerose banche aiutate dai rispettivi Governi hanno iniziato a restituire i fondi ricevuti; il mercato avrebbe quindi avuto notevole difficoltà a interpretare la decisione di ricorrere oggi ad interventi dello Stato da parte di Intesa Sanpaolo, che si è contraddistinta – anche e soprattutto durante le fasi più acute della crisi finanziaria internazionale – per il basso indebitamento (Intesa Sanpaolo ha oggi – tra le principali banche europee – il miglior rapporto di leverage, ossia il rapporto più elevato tra patrimonio netto tangibile e totale attivo tangibile), la liquidità (Intesa Sanpaolo ha oggi, tra le principali banche europee, una delle migliori situazioni di liquidità a breve e a medio termine) e il basso profilo di rischio.

Il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza odierni, secondo le rispettive competenze, hanno deciso – alla luce dei risultati conseguiti dal Gruppo e del prevedibile andamento dell’economia – di non ricorrere all’emissione dei Tremonti Bond e di:

  • confermare l’intendimento di mantenere comunque strutturalmente il Gruppo Intesa Sanpaolo su livelli non inferiori al 7% di Core Tier 1 ratio e all’8% di Tier 1 ratio per i prossimi anni anche in caso di riavvio della crescita nell’attività creditizia, senza necessità di procedere ad aumenti di capitale e riprendendo la distribuzione dei dividendi anche alle azioni ordinarie già nel 2010 per l’esercizio 2009;

  • cogliere le favorevoli condizioni di mercato per emettere fino a 1,5 miliardi di euro di Tier 1. In questo modo il Tier 1 ratio si accrescerebbe da subito fino a un massimo di circa 40 centesimi di punto. La qualità della patrimonializzazione del Gruppo rimarrebbe tra le migliori del settore, con un’incidenza del core capital sul patrimonio di vigilanza totale nell’ordine del 60-65% destinata a rafforzarsi nei prossimi mesi anche a seguito degli effetti delle previste operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche;

  • accelerare il processo delle azioni di capital management riguardanti le attività non strategiche individuate dal Piano d’Impresa, scegliendo i tempi e le modalità più adeguate, con l’intendimento di addivenire entro i prossimi mesi ad almeno metà delle operazioni previste – tra dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc. – che consentano di conseguire un beneficio per i coefficienti patrimoniali del Gruppo di almeno 100 centesimi di punto in termini di Core Tier 1 e di Tier 1.


Sebbene l’attuale situazione patrimoniale di Intesa Sanpaolo possa essere considerata già oggia deguata al profilo di rischio del Gruppo e alla volontà di crescere nell’attività creditizia, si è deciso di:

  • aggiungere da subito un rafforzamento patrimoniale importante – fino a 40 centesimi di punto – attraverso l’emissione di Tier 1;

  • sostituire in tempi brevi l’effetto “provvisorio” dei Tremonti Bond di 100 centesimi di punto con effetti strutturali – almeno di pari importo – derivanti da operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche;

  • perseguire ulteriori azioni di capital management capaci di portare un rafforzamento patrimoniale di almeno altri 100 centesimi di punto, nel caso in cui la crescita dell’attività creditizia fosse superiore alle attese e/o i Regolatori richiedessero capital ratios relativamente più elevati rispetto ai valori raggiungibili dal Gruppo a seguito delle predette decisioni.

Il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo hanno confermato l’impegno sempre dimostrato dal Gruppo a supportare l’economia anche nelle fasi più critiche e a promuovere tutte le possibili iniziative per favorire la crescita.

Intesa Sanpaolo è da tempo il Gruppo Bancario più impegnato ad assicurare credito alle famiglie, alle imprese, alle Pubbliche Amministrazioni e al Terzo Settore in Italia. Ad oggi, gli affidamenti complessivi del Gruppo Intesa Sanpaolo al Sistema Italia ammontano a importi non lontani da un terzo del PIL del Paese.
Negli ultimi mesi sono state numerose le nuove iniziative. A tale proposito si rammentano:

  • l’accordo intervenuto tra la Divisione Banca dei Territori e Confindustria per le piccole e medie imprese in merito alla moratoria sulle rate, alla ripatrimonializzazione e al finanziamento dei crediti anche insoluti, stipulato prima degli accordi che hanno interessato l’intero settore;

  • gli accordi analoghi stipulati con il mondo del commercio e dell’artigianato e che saranno estesi a breve anche al mondo dell’agricoltura;

  • gli interventi di settore, ad esempio nel turismo, nell’agri-business, nella promozione fieristica e nell’aggiornamento congressuale;

  • l’incremento del credito alle infrastrutture e al settore pubblico allargato, tramite la controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS): dalle autostrade alla sanità, dalle ferrovie regionali all’Alta Velocità, dalle scuole all’edilizia pubblica, dalle energie alternative ai servizi idrici;

  • il credito all’innovazione, oltre al programma in essere delle linee “Nova+” della controllata Mediocredito Italiano anche mediante le iniziative sviluppate assieme alla Banca Europea per gli Investimenti;

  • il credito all’internazionalizzazione, oltre al proseguimento delle iniziative sviluppate assieme a SACE e a SIMEST anche mediante gli accordi tra Intesa Sanpaolo, la controllata BIIS e Assocamerestero;

  • il credito alle imprese sociali e il microcredito, anche con l’accordo tra Intesa Sanpaolo, la controllata Banca Prossima e la Conferenza Episcopale Italiana in merito al Prestito della Speranza.

Queste ed altre iniziative del Gruppo mettono a disposizione del Sistema Italia diverse decine di miliardi di euro, utili per avviare una nuova fase di crescita nel nostro Paese.

Intesa Sanpaolo conferma i piani di rafforzamento patrimoniale e di crescita senza ricorrere ai “Tremonti bond” ultima modifica: 2009-09-30T09:16:42+00:00 da Flavio Meloni

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