Intesa Sanpaolo, nel 2014 utile netto a 1.690 milioni

intesaIl consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2014. Il gruppo, si legge in una nota, ha registrato un significativo miglioramento della redditività – superiore agli obiettivi del Piano di Impresa 2014-2017 – nonostante il permanere di un contesto di mercato difficile, confermando la solidità dello stato patrimoniale: robusto utile netto: 1.690 milioni di euro nel 2014, se si esclude l’aumento retroattivo della tassazione – dal 12% al 26% – della plusvalenza registrata nel 2013 sulla quota detenuta in Banca d’Italia, in crescita del 38,8% rispetto ai 1.218 milioni del 2013 se si esclude l’impairment di goodwill e altre attività intangibili. L’utile netto contabile ammonta a 1.251 milioni nel 2014 (rispetto al risultato netto negativo di 4.550 milioni del 2013), nonostante un’aliquota fiscale effettiva pari al 52%, e a 48 milioni nel quarto trimestre 2014; utile ante imposte in forte crescita a 3.435 milioni di euro nel 2014, +36,5% rispetto al 2013;

risultato della gestione operativa “core” in significativo aumento: +11,6% rispetto al2013, escludendo il risultato dell’attività di negoziazione; risultato ante imposte positivo per tutte le business unit, con un apporto nel 2014 di1.663 milioni di euro da Banca dei Territori  (rispetto al saldo negativo per 239 milioni del 2013), 841 milioni da Private Banking (8) (+12,4% rispetto al 2013), 418 milioni da Asset Management (9) (+34,8%), 779 milioni da Insurance (+23,7%), 1.869 milioni da Corporate e Investment Banking (+7,5%) e 523 milioni da Banche Estere (+4,1%); forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 43 miliardi dinel 2014, con circa 18 miliardi convertiti da raccolta amministrata; supporto all’economia reale: circa 34 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungotermine erogato a famiglie e imprese nel 2014; andamento positivo degli interessi netti, 8.374 milioni nel 2014, +3,3% rispetto al 2013; sostenuta dinamica delle commissioni nette: 6.775 milioni nel 2014, le più elevate dal2007, +10,5% rispetto al 2013; elevata efficienza, con un cost/income al 50,6% nel 2014, tra i migliori nell’ambitodelle maggiori banche europee; costante controllo degli oneri operativi: +3% nel 2014 rispetto al 2013, con un aumentodelle spese del personale (+6%) – dovuto interamente agli incentivi per supportare la crescita, non presenti nel 2013 – a fronte di un calo dell’ 1,4% delle altre spese amministrative;

miglioramento nel trend del credito, con flussi di nuovi crediti deterioratiprovenienti da crediti in bonis che nel 2014 registrano il valore più basso dal 2011: flussi netti a 8,6 miliardi di euro nel 2014, rispetto agli 11 miliardi del 2013 (-22%); flussi lordi a 12,3 miliardi di euro, rispetto ai 15,5 miliardi del 2013 (-21%); diminuzione degli accantonamenti che riflette il miglioramento del trend del credito:

stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per 4.538 milioni di euro nel 2014 – in diminuzione del 36,2% rispetto ai 7.111 milioni del 2013 – che includono le rettifiche richieste dall’AQR (383 milioni, già inclusi negli accantonamenti dei primi nove mesi del 2014), un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 46,8% a fine 2014, rispetto al 46% di fine 2013 (media dei concorrenti italiani: 37% nel terzo trimestre 2014), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 62,7% a fine 2014, rispetto al 62,5% di fine 2013, un livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 136% a fine 2014 (al 158% considerando anche le garanzie personali), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 137% (al 158% considerando anche le garanzie personali), un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari a 80 centesimi di punto a fine 2014, invariati rispetto a fine 2013 (media dei concorrenti italiani: 52 centesimi di punto nel terzo trimestre 2014); patrimonializzazione molto solida e in ulteriore miglioramento: ulteriormenterafforzati i coefficienti patrimoniali (già su livelli largamente superiori ai requisiti normativi) al 31 dicembre 2014, tenendo conto dei dividendi maturati per l’esercizio 2014. Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 13,3%(11) , dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee. Il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2014 è risultato pari al 13,6% , rispetto all’ 11,9% pro-forma di fine 2013; elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 97 miliardi di euroed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 63 miliardi, a fine 2014; rispettati già i requisiti di liquidità

Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018); operazioni di finanziamento con Bce per ottimizzare il costo del funding: nel quarto trimestre del 2014 mediamente in essere 10,3 miliardi di euro (9,9 miliardi mediamente in essere nel primo trimestre 2014, 5 miliardi nel secondo trimestre e 3,1 miliardi nel terzo trimestre), costituite per 5,8 miliardi dall’operazione Tltro con scadenza quadriennale (cui il Gruppo ha partecipato a settembre per 4 miliardi e a dicembre per 8,59 miliardi) e per 4,5 miliardi da operazioni standard di mercato aperto con scadenza a una settimana.

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Intesa Sanpaolo, nel 2014 utile netto a 1.690 milioni ultima modifica: 2015-02-11T13:11:19+00:00 da Redazione

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