Intesa Sanpaolo: nel primo semestre gli utili crollano del 75%

Si è riunito oggi il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2013.I risultati del Gruppo nel primo semestre 2013, spiega una nota, riflettono un contesto di mercato difficile e l’attuazione di una politica particolarmente rigorosa e prudenziale di ulteriore rafforzamento dello stato patrimoniale già solido.? patrimonializzazione assai solida e in ulteriore miglioramento: ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali (già su livelli largamente superiori ai requisiti normativi) al 30 giugno 2013, tenendo conto dei dividendi maturati nel semestre. Il common equity ratio pro-forma secondo Basilea 3 a regime è salito all’ 11%, dal 10,6% di fine 2012, livello top tra le maggiori banche europee. Il Core Tier 1 ratio è salito all’ 11,7% dall’ 11,2% di fine 2012, considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, ed è risultato pari all’ 11,1%  considerando il nuovo regime. Il coefficiente EBA pro-formaè risultato pari al 10,8% considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012 e al 10,2% considerando il nuovo regime, rispetto al requisito minimo del 9%;

? elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 127 miliardi di euro ed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 85 miliardi di euro, a fine giugno 2013; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulle date previste per l’entrata in vigore a regime (2019 e 2018, rispettivamente), anche dopo il rimborso di 12 miliardi di euro dell’operazione di finanziamento con la BCE di durata triennale posta in essere nel dicembre 2011;

? conti correnti e depositi da clientela in crescita del 5,1% rispetto a fine 2012;

? risultati positivi da tutte le business unit;

? contributo importante e crescente del Wealth Management: 838 milioni di euro di utile ante imposte nel primo semestre 2013 (+19,7% rispetto al primo semestre 2012), di cui 151 milioni da Private Banking Italia (+26,4% rispetto al primo semestre 2012), 344 milioni da Assicurazioni (+4,5%), 116 milioni da Asset Management (+58,9%) e 227 milioni da Financial Advisors (+26,8%);

? forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 12 miliardi di euro nel semestre;

? sostenuta dinamica delle commissioni nette: 1.575 milioni di euro nel secondo trimestre 2013, in crescita del 7,4% rispetto al primo trimestre 2013, e 3.041 milioni nel primo semestre 2013, in aumento  del 15,2% rispetto al primo semestre 2012;

? elevata efficienza, con un cost/income al 50,1% nel primo semestre 2013, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

? accelerazione nella riduzione dei costi operativi: -7,7% nel primo semestre 2013 rispetto al primo semestre 2012, con un risparmio nominale di 341 milioni di euro;

? politica di accantonamenti particolarmente rigorosa e prudenziale:
– stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per 2.564 milioni di euro nel primo semestre 2013, in crescita del 24,8% rispetto al primo semestre 2012,
– un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati in crescita al 44,2% nel secondo trimestre 2013, rispetto al 43,3% del primo trimestre 2013 (media dei concorrenti italiani: 34,1% nel primo trimestre 2013), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze in aumento al 61,1%, rispetto al 60,6% del primo trimestre 2013 (media dei concorrenti italiani: 48,6% nel primo trimestre 2013),
– un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, mantenutosi nel secondo trimestre 2013 su un livello prudenziale dello 0,8% (media dei concorrenti italiani: 0,5% nel primo trimestre 2013).
La politica di accantonamenti rigorosa e prudenziale è dimostrata dall’ elevato tasso di recupero delle posizioni in sofferenza chiuse, pari mediamente al 144% del loro valore netto di carico nel periodo 2009 – primo semestre 2013;

? significativo “costo opportunità” per il conto economico, pari a circa 640 milioni di euro ante imposte – 450 milioni dopo le imposte – nel primo semestre 2013 (circa 390 milioni ante imposte nel secondo trimestre), per:
– circa 190 milioni di euro (di cui circa 90 milioni nel secondo trimestre) derivanti dalla riserva di liquidità straordinaria a rendimento zero pari a 20 miliardi di euro, costituita a inizio anno a fronte delle grandi e inattese incertezze del contesto esterno e assorbita in chiusura del semestre;
– circa 450 milioni di euro (di cui circa 300 milioni nel secondo trimestre) derivanti dall’aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati (già ai massimi livelli) per 150 punti base a fine giugno 2013 rispetto a fine anno 2012 (di cui 90 punti base nel secondo trimestre 2013), nonostante i segnali di stabilizzazione nel trend del credito (flussi lordi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis nel secondo trimestre 2013 in calo del 14,6% rispetto al quarto trimestre 2012 e in aumento del 3,7% rispetto al primo trimestre 2013).

I risultati di conto economico del secondo trimestre 2013

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2013(7) registra proventi operativi netti pari a 4.086 milioni di euro, in flessione dello 0,8% rispetto ai 4.119 milioni del primo trimestre 2013 e dell’ 1,1% rispetto ai 4.131 milioni del secondo trimestre 2012.

In quest’ambito, nel secondo trimestre 2013 gli interessi netti ammontano a 2.041 milioni, in aumento dello 0,9% rispetto ai 2.022 milioni del primo trimestre 2013 e in diminuzione del 16% rispetto ai 2.431 milioni del secondo trimestre 2012.

Le commissioni nette sono pari a 1.575 milioni di euro, in crescita del 7,4% rispetto ai 1.466 milioni del primo trimestre 2013. In dettaglio, si registra un aumento dello 0,7% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 16,2% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito la componente relativa al risparmio gestito cresce del 29,9%, quella relativa ai prodotti assicurativi sale del 14,7% e quella relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 13,1%. Le commissioni nette del secondo trimestre 2013 sono in crescita del 19,1% rispetto ai 1.322 milioni del secondo trimestre 2012. In dettaglio, si registra un aumento del 7,2% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 40,1% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da risparmio gestito sale del 43,2%, quello da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 36,8% e quello  da prodotti assicurativi aumenta del 34,4%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 235 milioni di euro  rispetto ai 455 milioni del primo trimestre 2013, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 87 milioni rispetto a 84 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende  a 10 milioni da 142 milioni, quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che diminuisce a 101 milioni da 199 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 37 milioni da 30 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 235 milioni del secondo trimestre 2013 si confronta con 161 milioni del secondo trimestre 2012, trimestre che includeva 94 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange e in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 65 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 89 milioni (comprensivi dei predetti 94 milioni di plusvalenza da cessione), quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria di 2 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 5 milioni. Senza la riclassificazione IAS – effettuata in anni passati – di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del secondo trimestre 2013 pari a 13 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 218 milioni di euro, rispetto ai 231 milioni del primo trimestre 2013 e ai 195 milioni del secondo trimestre 2012.

Gli oneri operativi ammontano a 2.013 milioni di euro, con una riduzione del 4% rispetto ai 2.096 milioni del primo trimestre 2013, a seguito di una diminuzione dell’ 8,7% per  le spese del personale e di un aumento del 3,8% per le spese amministrative e dell’ 1,2% per gli ammortamenti; rispetto ai 2.243 milioni del secondo trimestre 2012, si registra una riduzione del 10,3%, conseguente a una diminuzione del 14,6% per le spese del personale e del 6,4% per le spese amministrative e a un aumento del 9% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.073 milioni di euro, in crescita del 2,5% rispetto ai 2.023 milioni del primo trimestre 2013 e del 9,8% rispetto ai 1.888 milioni del secondo trimestre 2012, con un cost/income ratio nel secondo trimestre 2013 in miglioramento al 49,3%, dal 50,9% del primo trimestre 2013 e dal 54,3% del secondo trimestre 2012.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.583 milioni di euro, rispetto ai 1.260 milioni del primo trimestre 2013 e ai 1.155 milioni del secondo trimestre 2012. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 38 milioni, rispetto ai 26 milioni del primo trimestre 2013 e ai 34 milioni del secondo trimestre 2012; le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.398 milioni, rispetto ai 1.166 milioni del primo trimestre 2013 e ai 1.082 milioni del secondo trimestre 2012; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 147 milioni (comprendenti 58 milioni di impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali), rispetto ai 68 milioni del primo trimestre 2013 e ai 39 milioni del secondo trimestre 2012.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo negativo di 3 milioni di euro, rispetto a quello positivo di 5 milioni del primo trimestre 2013 e a quello negativo di 2 milioni del secondo trimestre 2012.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 487 milioni di euro, rispetto ai 768 milioni del primo trimestre 2013 (-36,6%) e ai 731 milioni del secondo trimestre 2012 (-33,4%).

L’ utile netto consolidato è pari a 116 milioni di euro, rispetto ai 306 milioni del primo trimestre 2013 e ai 470 milioni del secondo trimestre 2012 (che comprendeva 173 milioni di beneficio fiscale connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES), dopo la contabilizzazione di:
– imposte per 274 milioni di euro;
– oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 21 milioni;
– oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 73 milioni;
– una quota di pertinenza di terzi per 3 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, l’ utile netto normalizzato nel secondo trimestre 2013 è pari a 268 milioni di euro, rispetto ai 392 milioni del primo trimestre 2013 e ai 287 milioni del secondo trimestre 2012.

I risultati di conto economico del primo semestre 2013

Il conto economico consolidato del primo semestre 2013 registra proventi operativi netti pari a 8.205 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,3% rispetto agli 8.944 milioni del primo semestre 2012.

In quest’ambito, nel primo semestre 2013 gli interessi netti ammontano a 4.063 milioni, in calo del 17,6% rispetto ai 4.932 milioni del primo semestre 2012.

Le commissioni nette sono pari a 3.041 milioni di euro, in crescita del 15,2% rispetto ai 2.639 milioni del primo semestre 2012. In dettaglio, si registra un aumento del 9% per le commissioni da attività bancaria commerciale e del 25% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da prodotti assicurativi cresce del 32,6%, quello da risparmio gestito sale del 26%  e quello da intermediazione e collocamento di titoli aumenta del 12,8%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 690 milioni di euro rispetto agli 877 milioni del primo semestre 2012 (che includevano  274 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati Tier 1 e 94 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange), con la componente relativa alla clientela che si attesta a 171 milioni rispetto a 179 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che diminuisce a 152 milioni da 191 milioni (comprensivi dei predetti 94 milioni di plusvalenza da cessione), quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che scende a 300 milioni da 483 milioni (comprensivi dei predetti 274 milioni di plusvalenza da buy back) e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 67 milioni da 25 milioni. Senza la riclassificazione IAS – effettuata in anni passati – di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo semestre 2013 pari a 40 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 449 milioni di euro, rispetto ai 453 milioni del primo semestre 2012.

Gli oneri operativi ammontano a 4.109 milioni di euro, con un calo del 7,7% rispetto ai 4.450 milioni del primo semestre 2012, conseguente a una riduzione del 10,6% per le spese del personale e del 5,5% per le spese amministrative e a un aumento del 7,7% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.096 milioni di euro, in diminuzione dell’ 8,9% rispetto ai 4.494 milioni del primo semestre 2012, con un cost/income ratio nel primo semestre 2013 al 50,1%, in confronto al 49,8% del primo semestre 2012.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 2.843 milioni di euro, rispetto ai 2.224 milioni del primo semestre 2012. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 64 milioni, rispetto ai 71 milioni del primo semestre 2012; le rettifiche nette su crediti sono pari a 2.564 milioni, rispetto ai 2.055 milioni del primo semestre 2012; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 215 milioni (comprendenti 58 milioni di impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali), rispetto ai 98 milioni del primo semestre 2012.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 2 milioni di euro, rispetto a quello negativo di 8 milioni del primo semestre 2012.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.255 milioni di euro, rispetto ai 2.262 milioni del primo semestre 2012 (-44,5%).

L’ utile netto consolidato è pari a 422 milioni di euro, rispetto ai 1.274 milioni del primo semestre 2012 (che comprendeva 173 milioni di beneficio fiscale connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES), dopo la contabilizzazione di:
– imposte per 638 milioni di euro;
– oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 33 milioni;
– oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 147 milioni;
– una quota di pertinenza di terzi per 15 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, l’ utile netto normalizzato nel primo semestre 2013 è pari a 660 milioni di euro, rispetto ai 995 milioni del primo semestre 2012.

Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2013

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2013 i crediti verso la clientela sono pari a 358 miliardi di euro, in flessione del 4,8% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 4,5% rispetto al 30 giugno 2012 (in flessione del 5,2% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo, principalmente a seguito della contrazione dei crediti alle grandissime imprese). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta – al netto delle rettifiche di valore – a 29.657 milioni di euro, in aumento del 4,2% rispetto ai 28.472 milioni del 31 dicembre 2012. In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 12.055 milioni di euro rispetto agli 11.202 milioni del 31 dicembre 2012, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 3,4% (3% al 31 dicembre 2012) e un grado di copertura del 61,1% (60,5% a fine 2012). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 123%. Gli incagli salgono a 13.114 milioni di euro da 11.495 milioni di dicembre 2012, anche a seguito della riclassificazione di una singola posizione precedentemente inclusa nei crediti ristrutturati pari a circa 800 milioni di euro (al netto delle rettifiche, rimaste invariate), i ristrutturati diminuiscono a 1.999 milioni da 2.863 milioni di fine 2012 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 2.489 milioni di euro da 2.912 milioni di fine 2012.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 787 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dell’ 1% rispetto al 31 dicembre 2012 e in aumento dell’ 1,6% rispetto al 30 giugno 2012. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 372 miliardi, in flessione del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2012 e in crescita dello 0,9% rispetto al 30 giugno 2012 (con la componente costituita da conti correnti e depositi in aumento rispettivamente del 5,1% e del 9,4%), e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 86 miliardi, in aumento del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2012 e dell’ 11,9% rispetto al 30 giugno 2012; la raccolta indiretta ammonta a 414 miliardi, in aumento dello 0,1% rispetto a fine 2012 e del 2% rispetto al 30 giugno 2012. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 243 miliardi, in aumento del 5% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 9,3% rispetto al 30 giugno 2012; la nuova produzione vita nel primo semestre 2013 ammonta a 9,4 miliardi di euro (+56% rispetto al primo semestre 2012). La raccolta amministrata è pari a 171 miliardi, in diminuzione del 6,1% rispetto al 31 dicembre 2012 e del 6,7% rispetto al 30 giugno 2012.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2013 risultano (applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e SME retail – con floor all’85% – e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio), considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012, pari all’ 11,7% per il Core Tier 1 ratio (11,2% al 31 dicembre 2012), al 12,6% per il Tier 1 ratio  (12,1% a fine 2012) e al 14,1% per il coefficiente patrimoniale totale (13,6% a fine 2012) e, considerando il nuovo regime(8), rispettivamente pari a 11,1%, 12% e 14,1%. Tali coefficienti sono calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nel semestre per l’esercizio 2013, assumendo come tali la metà degli 832 milioni di euro distribuiti nel 2013 per l’esercizio 2012.

Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo secondo Basilea 3 a regime pari all’ 11%, applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2013 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e l’atteso assorbimento prima del 2019 delle DTA relative alle perdite pregresse, con effetti sui coefficienti patrimoniali nell’ordine di:
– 0,8 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia,
– 11,7 miliardi di euro aggiuntivi di RWA relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
– 2,2 miliardi di euro aggiuntivi di RWA riguardanti DTA incluse nei rischi con ponderazione al 100% (relative a rettifiche su crediti),
– 1,9 miliardi di euro di minori RWA derivanti dall’impatto regolamentare sui rischi;
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine dei 70 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia). L’impatto si riduce a circa 10 centesimi di punto considerando i previsti benefici derivanti dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale e dall’assorbimento dello shock sul rischio sovrano.

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza – oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali – sono costituiti da:

? robusta liquidità:
– elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali (inclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a un livello corrispondente a una liquidità di 85 miliardi di euro a fine giugno,
– elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili – esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale – e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 127 miliardi di euro a fine giugno,
– le operazioni di finanziamento poste in essere con BCE per ottimizzare il costo del funding erano pari a 24 miliardi a fine giugno, interamente costituite da LTRO con scadenza a 3 anni, dopo che nel corso del secondo trimestre 2013 sono stati rimborsati anticipatamente – senza impatti sulla liquidità del Gruppo – i 12 miliardi di euro dell’operazione di finanziamento con la BCE di durata triennale posta in essere il 21 dicembre 2011,
– fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta – bancaria – da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per circa l’ 80% dalla componente retail,
– ad oggi effettuata raccolta a medio-lungo termine per circa 15 miliardi di euro, di cui circa 10 miliardi relativi alla componente retail; includendo 5 miliardi di pre-funding effettuato nel 2012, è già stato interamente rifinanziato l’ammontare della raccolta a medio-lungo termine wholesale in scadenza nel 2013,
– sui mercati internazionali sono stati collocati – interamente nei primi quattro mesi dell’anno – eurobond per un miliardo di euro, covered bond per un miliardo di euro e US bond per 3,5 miliardi di dollari, con una domanda complessiva, per oltre il 95% estera, che ha superato il target di emissione di circa il 200%;
? leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
– leverage molto più basso e un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei,
– coefficiente EBA pro-forma al 30 giugno 2013(9) pari al 10,8% considerando il regime di deduzione degli investimenti assicurativi in vigore fino al 31 dicembre 2012 e al 10,2% considerando il nuovo regime, rispetto al requisito minimo richiesto del 9%;
? basso profilo di rischio:
– a fine giugno 2013, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 18 milioni di euro, irlandesi per 102 milioni e portoghesi per 228 milioni.

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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 11 milioni di euro al 30 giugno 2013. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata – come di consueto – nel resoconto approvato dal Consiglio di Gestione.

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Al 30 giugno 2013, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 6.452 sportelli bancari – di cui 4.939 in Italia e 1.513 all’estero – con 94.558 dipendenti.

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I risultati per area di Business

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
– Global Industries, cui compete la relazione con 200 gruppi industriali (50 italiani e 150 esteri) con un elevato livello di internazionalizzazione e che operano in sei settori chiave con elevato potenziale di crescita (oil & gas, power & utilities, automotive, infrastructures, telecom & media, luxury & consumer goods);
– Corporate Italia, cui compete la relazione con circa 2.000 aziende italiane di grandi e medie dimensioni non appartenenti ai segmenti Global Industries e Public Finance;
– Public Finance e Infrastrutture, operante al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
– Direzione Internazionale, cui compete la relazione con i gruppi corporate aventi casa madre estera non appartenenti al segmento Global Industries e con i clienti Public Finance esteri ed è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
– Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli italiani (local custody);
– Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
– Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel secondo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 1.017 milioni di euro, in diminuzione del 6,9% rispetto ai 1.092 milioni del primo trimestre 2013;
– oneri operativi per 222 milioni, in calo del 7,1% rispetto ai 239 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato della gestione operativa di 794 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto agli 853 milioni del primo trimestre 2013;
– un cost/income ratio al 21,8%, rispetto al 21,9% del primo trimestre 2013;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 401 milioni rispetto ai 283 milioni del primo trimestre 2013;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 2 milioni, rispetto al saldo nullo del primo trimestre 2013;
– un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 392 milioni, in diminuzione del 31,3% rispetto ai 571 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato netto pari a 261 milioni, in diminuzione del 32% rispetto ai 384 milioni del primo trimestre 2013.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo semestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 2.109 milioni di euro, pari a circa il 26% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (25% nel primo semestre 2012), in diminuzione del 5,8% rispetto ai 2.240 milioni del primo semestre 2012;
– oneri operativi per 462 milioni, in calo del 7,2% rispetto ai 498 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 1.647 milioni, in diminuzione del 5,5% rispetto ai 1.742 milioni del primo semestre 2012;
– un cost/income ratio al 21,9%, rispetto al 22,2% del primo semestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 682 milioni rispetto ai 565 milioni del primo semestre 2012;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 2 milioni, rispetto al saldo negativo per 9 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 963 milioni, in diminuzione del 17,6% rispetto ai 1.168 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato netto pari a 645 milioni, in diminuzione del 22,4% rispetto agli 831 milioni del primo semestre 2012.

La Divisione Banca dei Territori include:
– clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
– clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
–   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera – attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati – al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, Intesa Sanpaolo Vita e Intesa Sanpaolo Previdenza, operanti nel comparto assicurativo e previdenziale, la società fiduciaria SIREFID, Intesa Sanpaolo Personal Finance, specializzata nel credito al consumo, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 2.629 milioni di euro, in crescita dell’ 1,4% rispetto ai 2.592 milioni del primo trimestre 2013;
– oneri operativi per 1.249 milioni, in calo del 5,5% rispetto ai 1.321 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato della gestione operativa di 1.380 milioni, in crescita dell’ 8,6% rispetto ai 1.270 milioni del primo trimestre 2013;
– un cost/income ratio in miglioramento al 47,5% dal 51% del primo trimestre 2013;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 963 milioni rispetto ai 778 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 416 milioni, in diminuzione del 15,4% rispetto ai 492 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato netto pari a 196 milioni, in diminuzione del 12,3% rispetto ai 224 milioni del primo trimestre 2013.

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 5.221 milioni di euro, pari a circa il 64% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (56% nel primo semestre 2012), in crescita del 3,9% rispetto ai 5.024 milioni del primo semestre 2012;
– oneri operativi per 2.571 milioni, in calo dell’ 8,3% rispetto ai 2.805 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 2.650 milioni, in crescita del 19,4% rispetto ai 2.219 milioni del primo semestre 2012;
– un cost/income ratio in miglioramento al 49,2% dal 55,8% del primo semestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 1.742 milioni rispetto ai 1.171 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 908 milioni, in diminuzione del 13,4% rispetto ai 1.048 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato netto pari a 420 milioni, in diminuzione del 27,5% rispetto ai 579 milioni del primo semestre 2012; il risultato netto sarebbe in crescita dello 0,7% se si escludesse il beneficio fiscale del primo semestre 2012 connesso al rimborso della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES.

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, e Epsilon Associati, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

Eurizon Capital nel secondo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 91 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto ai 74 milioni del primo trimestre 2013;
– oneri operativi per 25 milioni, in calo del 4,8% rispetto ai 26 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato della gestione operativa di 66 milioni, in aumento del 38,2% rispetto ai 48 milioni del primo trimestre 2013;
– un cost/income ratio in miglioramento al 27,5% dal 35,1% del primo trimestre 2013;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette con una ripresa netta di 3 milioni, rispetto al saldo nullo del primo trimestre 2013;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 69 milioni, in crescita del 45% rispetto ai 48 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato netto di 42 milioni, in aumento del 52,5% rispetto ai 28 milioni del primo trimestre 2013.

Eurizon Capital nel primo semestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 164 milioni di euro, pari a circa il 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (1% nel primo semestre 2012), in aumento del 23,3% rispetto ai 133 milioni del primo semestre 2012;
– oneri operativi per 51 milioni, in calo del 13,6% rispetto ai 59 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 113 milioni, in aumento del 52,7% rispetto ai 74 milioni del primo semestre 2012;
– un cost/income ratio in miglioramento al 31,1% dal 44,4% del primo semestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette con una ripresa netta di 3 milioni, rispetto agli stanziamenti per un milione del primo semestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 116 milioni, in aumento del 58,9% rispetto ai 73 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato netto di 70 milioni, in aumento del 79,5% rispetto ai 39 milioni del primo semestre 2012.

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel secondo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 545 milioni di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai 518 milioni del primo trimestre 2013;
– oneri operativi per 297 milioni, in aumento del 3,8% rispetto ai 287 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato della gestione operativa di 248 milioni, in crescita del 7,1% rispetto ai 232 milioni del primo trimestre 2013;
– un cost/income ratio in miglioramento al 54,5% dal 55,4% del primo trimestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 223 milioni,  rispetto ai 157 milioni del primo trimestre 2013;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 2 milioni, rispetto al saldo nullo del primo trimestre 2013;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 23 milioni, in diminuzione del 69,9% rispetto ai 75 milioni del primo trimestre 2013; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato del secondo trimestre 2013 e del primo trimestre 2013 sarebbe rispettivamente pari a 153 milioni e 139 milioni, con un aumento del 10,1%;
– un risultato netto negativo per 25 milioni, rispetto a quello positivo per 37 milioni del primo trimestre 2013; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato del secondo trimestre 2013 e del primo trimestre 2013 sarebbe positivo rispettivamente per 119 milioni e 112 milioni, con un aumento del 6,3%.

La Divisione Banche Estere nel primo semestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 1.064 milioni di euro, pari a circa il 13% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (12% nel primo semestre 2012), in diminuzione del 2,5% rispetto ai 1.091 milioni del primo semestre 2012;
– oneri operativi per 584 milioni, in aumento dell’ 1,6% rispetto ai 575 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 480 milioni, in diminuzione del 7% rispetto ai 516 milioni del primo semestre 2012;
– un cost/income ratio al 54,9%, rispetto al 52,7% del primo semestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 379 milioni,  rispetto ai 381 milioni del primo semestre 2012;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 3 milioni, rispetto a un saldo positivo per 2 milioni nel primo semestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 98 milioni, in diminuzione del 28,5% rispetto ai 137 milioni del primo semestre 2012; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina, il risultato del primo semestre 2013 e del primo semestre 2012 sarebbe rispettivamente pari a 292 milioni e 276 milioni, con un aumento del 5,8%;
– un risultato netto di 12 milioni, in diminuzione del 77,8% rispetto ai 54 milioni del primo semestre 2012; se si escludesse l’apporto negativo delle controllate in Ungheria e Ucraina,  il risultato del primo semestre 2013 e del primo semestre 2012 sarebbe rispettivamente pari a 231 e 223 milioni, con un aumento del 3,6%.

Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel secondo trimestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 222 milioni di euro, in crescita del 13,8% rispetto ai 195 milioni del primo trimestre 2013;
– oneri operativi per 71 milioni, in diminuzione del 12,6% rispetto agli 81 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato della gestione operativa di 151 milioni, in crescita del 32,6% rispetto ai 114 milioni del primo trimestre 2013;
– un cost/income ratio in miglioramento al 32% dal 41,5% del primo trimestre 2013;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 20 milioni,  rispetto ai 19 milioni del primo trimestre 2013;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per un milione, rispetto al saldo nullo del primo trimestre 2013;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 132 milioni, in crescita del 38,2%  rispetto ai 95 milioni del primo trimestre 2013;
– un risultato netto di 77 milioni, in crescita del 35,8% rispetto ai 57 milioni del primo trimestre 2013.

Banca Fideuram nel primo semestre 2013 registra:
– proventi operativi netti per 418 milioni di euro, pari a circa il 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo semestre 2012), in crescita dell’ 1% rispetto ai 414 milioni del primo semestre 2012;
– oneri operativi per 153 milioni, in diminuzione del 10,5% rispetto ai 171 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato della gestione operativa di 265 milioni, in aumento del 9,1% rispetto ai 243 milioni del primo semestre 2012;
– un cost/income ratio in miglioramento al 36,6% dal 41,3% del primo semestre 2012;
– un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 39 milioni,  rispetto ai 60 milioni del primo semestre 2012;
– un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti positivo per un milione, rispetto a un saldo negativo per 4 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato corrente al lordo delle imposte di 227 milioni, in crescita del 26,8% rispetto ai 179 milioni del primo semestre 2012;
– un risultato netto di 134 milioni, raddoppiato rispetto ai 65 milioni del primo semestre 2012.

Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nell’anno 2013 rimarrà prioritario preservare il carattere di sostenibilità dei risultati da conseguire. Grande attenzione sarà rivolta, infatti, alle varie azioni volte al rafforzamento della solidità patrimoniale, all’ulteriore miglioramento del profilo di rischio e liquidità, oltre agli obiettivi reddituali. Rimarrà costante il presidio sull’efficienza e sulla produttività del Gruppo.

Le azioni di repricing consentiranno di contenere in parte le ripercussioni dello sfavorevole contesto atteso sui tassi di mercato. Lo stretto controllo dei costi permetterà di contrastare gli effetti indotti dall’inflazione e dagli automatismi. Il costo del credito rimarrà elevato.

* * *
Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale dei primi tre trimestri del 2012 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti un compendio di attività e passività proveniente da SediciBanca (istituto di credito facente parte del Gruppo Delta), il cui acquisto è stato perfezionato nel dicembre 2012.

I dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business non tengono ancora conto del cambiamento del perimetro della Divisione Banca dei Territori e della Divisione Corporate e Investment Banking deliberato dal Consiglio di Gestione del 21 maggio 2013.

* * *

L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel secondo trimestre 2013: 1) 58 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Assicurazioni Generali inclusi nelle rettifiche nette su altre attività, 2) 28 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 21 milioni e 3) 73 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2013: 1) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 12 milioni e 2) 74 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2012: 1) 274 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati Tier 1 inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 183 milioni,  2) 20 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 14 milioni e 3) 73 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2012: 1) 94 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione dell’interessenza in London Stock Exchange, inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione, e relativi effetti fiscali, che portano a una plusvalenza netta di 105 milioni, 2) 9 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti,  3) 173 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 14 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 10 milioni e 5) 76 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2012: 1) 327 milioni di plusvalenza derivante dal buy back di propri titoli subordinati e senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 219 milioni, 2) 17 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 71 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel quarto trimestre 2012: 1) 110 milioni di plusvalenza derivante dallo scambio di propri titoli subordinati con un nuovo titolo senior inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 74 milioni, 2) 107 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 26 milioni di beneficio fiscale, connesso al rimborso – per i periodi d’imposta dal 2007 al 2011 – della deducibilità dell’IRAP relativa al costo del lavoro dall’imponibile IRES, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente,  4) 136 milioni di oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 99 milioni e 5) 79 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

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Intesa Sanpaolo: nel primo semestre gli utili crollano del 75% ultima modifica: 2013-08-02T19:17:58+00:00 da Redazione

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