Intesa Sanpaolo: utile netto sfiora i 2 mld nel primo trimestre 2023

Nel primo trimestre 2023, il gruppo Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto di 1,956 miliardi di euro, in crescita a da 1.076 milioni del quarto trimestre 2022 e 1.043 milioni del primo trimestre 2022.
Lo ha reso noto oggi l’istituto di credito, precisando che “Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno Esg del gruppo: in particolare, 1,4 miliardi di euro di dividendi maturati, 1,4 miliardi di euro di imposte generate e aumentate di circa 300 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2022per effetto della crescita degli interessi netti che ha trainato l’aumento di circa 900 milioni di euro dell’utile netto, espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà (circa 24,3 milioni di interventi tra il 2022 e il primo trimestre 2023), rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale (10,5 miliardi di euro di credito sociale e rigenerazione urbana tra il 2022 e il primo trimestre 2023)”.

I principali risultati

  • risultato corrente lordo in crescitaa 3.363 milioni di euro, da 1.293 milioni del quarto trimestre 2022 e 2.129 milioni del primo trimestre 2022 (+58%);
  • risultato della gestione operativa in aumento del 38,8% rispetto al quarto trimestre 2022 e del 22% rispetto al primo trimestre 2022;
  • proventi operativi netti in crescita del 6,9% rispetto al quarto trimestre 2022 e dell’11,9% rispetto al primo trimestre 2022;
  • costi operativi in diminuzione del 19% rispetto al quarto trimestre 2022 e in aumento dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2022;
  • elevata efficienza, con uncost/income al 41,9% nel primo trimestre 2023, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
  • costo del rischionel primo trimestre 2023 annualizzato a 17 centesimi di punto (da 70 nel 2022, 30 se si escludono gli stanziamenti per l’esposizione a Russia e Ucraina, per overlay e per favorire il de-risking, al netto del rilascio a valere sulle rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), con 0,9 miliardi di euro di overlay per accantonamenti generici ancora disponibili;
  • qualità del credito: lo stock di crediti deterioratia fine marzo 2023, rispetto a fine dicembre 2022, diminuisce del 2,1% al netto delle rettifiche di valore e aumenta dell’ 1,2% al lordo; l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari all’ 1,2% al netto delle rettifiche di valore e al 2,4% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari all’ 1% al netto delle rettifiche di valore e al 2% al lordo;
  • livelli di copertura dei crediti deteriorati: livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 50%a fine marzo 2023, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 70%; robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine marzo 2023;
  • patrimonializzazione, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 marzo 2023, deducendo dal capitale 1,4 miliardi di dividendi maturati nel primo trimestre,  il Common Equity Tier 1 ratioa regime è risultato pari al 13,7% senza considerare circa 125 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA)di cui circa 30 nell’orizzonte compreso tra il secondo trimestre 2023 e il 2025, rispetto a un requisito SREP – comprensivo  di  Capital Conservation  Buffer,  O-SII  Buffer  e  Countercyclical  Capital  Buffer (*) – da rispettare nel 2023 pari all’ 8,93% (**). Nel primo trimestre, impatti negativi regolamentari pari a circa 60 centesimi di punto;
  • elevata liquidità e forte capacità di funding:al fine marzo 2023, attività liquide per 272 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 166 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 176%) e Net Stable Funding Ratio (pari a 125%). Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 31 marzo 2023 a circa 76 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;
  • supporto all’economia reale: circa 15 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo terminenel primo trimestre 2023, con circa 10 miliardi in Italia, di cui circa 9 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 900 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo trimestre 2023 e oltre 000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 4.500 e 691.000 posti di lavoro.