Intesa Sanpaolo, utile netto in flessione nel 2010. Proposta di dividendo dal cda

Intesa Sanpaolo ha approvato il bilancio d’esercizio e consolidato 2010. Il consiglio di gestione presieduto da Andrea Beltratti ha presentato i risultati: al 31 dicembre dello scorso anno l’utile netto consolidato del Gruppo ha subito una flessione del 3,6% sul 2009, mentre è stata presentata dal cda una proposta di distribuzione di un miliardo di euro di dividendi, con 8 centesimi di euro per azione ordinaria e 9,1 centesimi di euro per azione di risparmio.

Nel dettaglio del bilancio, il quarto trimestre del 2010 si è chiuso a 505 milioni di euro, in linea con i 510 milioni di euro del precedente trimestre, mentre – come si diceva – l’esercizio 2010 ha raggiunto i 2.705 milioni, in flessione rispetto ai 2.805 milioni dell’anno prima.

L’utile netto consolidato normalizzato ammonta a 2.329 milioni, in linea con i 2.356 milioni del 2009. Per quanto riguarda invece la proposta di distribuzione di dividendo, verrà sottoposta alla prossima assemblea ordinaria e prevede l’attribuzione di un monte dividendi pari a 1.032.803.230 euro.

Nello specifico dell’anno che si è concluso il conto economico consolidato registra proventi operativi netti pari a 16.625 milioni di euro, in flessione del 5,9% rispetto ai 17.659 milioni del 2009. In quest’ambito, nel 2010 gli interessi netti ammontano a 9.768 milioni di euro, con una diminuzione del 7,2% rispetto ai 10.525 milioni del 2009 dovuta principalmente alla rilevante discesa dei tassi euribor, che – si legge nella nota di Intesa Sanpaolo – “ha particolarmente penalizzato il margine d’interesse data la decisione strategica di continuare a privilegiare il rafforzamento della liquidità del Gruppo in un contesto economico contraddistinto da una perdurante elevata incertezza; alla diminuzione degli interessi netti ha inoltre concorso per 178 milioni l’abolizione della commissione di massimo scoperto con decorrenza dal terzo trimestre 2009”.

Le commissioni nette sono pari a 5.671 milioni di euro, in aumento del 5,7% rispetto ai 5.364 milioni del 2009, con una crescita della componente da attività bancaria commerciale pari al 2,7% e della componente da attività di gestione, intermediazione e consulenza pari al 6,9%. Il risultato dell’attività di negoziazione ammonta a 464 milioni di euro, rispetto ai 1.122 milioni del 2009. Il Gruppo precisa però che “senza la riclassificazione Ias di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione pari a 92 milioni”.

I coefficienti patrimoniali: al 31 dicembre 2010 il Core Tier 1 ratio è pari al 7,9% per (7,1% nel 2009), il Tier 1 ratio ammonta al 9,4% per (8,4% a fine 2009) mentre coefficiente patrimoniale totale raggiunge il 13,2% (11,8% l’anno prima).

Un ultimo sguardo alle aspettative per quest’anno nelle parole di Banca Intesa: “il 2011 costituisce il primo anno dell’orizzonte pluriennale del nuovo piano d’impresa, che verrà reso noto al mercato a breve e in cui verranno dettagliate le linee strategiche che indirizzeranno le politiche gestionali del Gruppo Intesa Sanpaolo. In tale quadro, si ritiene che il Gruppo nel 2011 possa registrare, rispetto al 2010, una ripresa dei ricavi, un contenimento degli oneri operativi e una riduzione del costo del cattivo credito, con un conseguente miglioramento della redditività dell’operatività ordinaria”.

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Intesa Sanpaolo, utile netto in flessione nel 2010. Proposta di dividendo dal cda ultima modifica: 2011-04-04T15:53:02+00:00 da Flavio Meloni

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