Islamic Banking, potenziale spinta per la finanza in Italia

Lo studio parte dall’evidenza della permanenza stabile nello Stivale di circa 1,3 milioni di persone, ormai ben integrate nel tessuto socio-economico, per interrogarsi sulle potenzialità dello sviluppo della finanza islamica, ossia quel complesso di pratiche e attività finanziarie (bancarie e non) che rispettano i dettami della legge islamica (Shari’a). “Nonostante il mercato finanziario islamico rappresenti soltanto l’1% delle attività finanziarie mondiali, il tasso di crescita degli assets è pari al 10-15% annuo e negli ultimi cinque anni, i ricavi dell’Islamic retail banking sono cresciuti del 44% annuo circa” si legge in una nota dell’istituto di credito.

Anche l’ambito di applicazione dei contratti finanziari islamici è in crescita. Proprio per la veloce espansione della domanda di tali prodotti, oltre ai contratti di tipo retail, si sta sviluppando “un’ampia varietà di strumenti finanziari appositamente realizzati per conciliare i dettami della Shari’a: tra questi una tipologia importante è quella dei Sukuku (certificati) che a fine 2008 hanno raggiunto un valore di 100 miliardi di dollari”.