Italian Tech Landscape: boom del software italiano nel 2025. I 9 unicorni che insieme valgono 28 mld

Locandina dell'Italian tech landscape (edizione aprile 2026)

Il settore delle soluzioni tech made in Italy sta vivendo un vero e proprio boom: ammontano a 15,2 miliardi di euro i ricavi complessivi, con una media di 9,2 milioni per ogni a soluzione e 215.000 euro generati da ogni singolo lavoratore impiegato. Con un impatto sul Pil pari allo 0,78%.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla terza edizione dello studio Italian Tech Landscape, giunto alla sua terza edizione e presentato a Milano in occasione dell’evento “The year of solidified transformation”. L’analisi ha mappato i settori più remunerativi, le regioni più attive e ha individuato i nove unicorni italiani che, insieme, valgono oltre 28 miliardi. Quattro appartengono al comparto credito e assicurativo.

Il rapporto, realizzato in collaborazione con AltermAInd, è nato per iniziativa di La Tech Made in Italy, realtà che si pone l’obiettivo di rendere il tech italiano visibile, riconoscibile e competitivo su scala globale.

Quella del settore tech italiano è un’eccellenza che merita di entrare a pieno diritto nella narrazione del nostro sistema economico e produttivo. Non si tratta più di parlare di una promessa da mantenere, ma di un ecosistema maturo, capace di generare valore reale, occupazione stabile e attrattività internazionale. Prendere consapevolezza di questa realtà significa prendere consapevolezza del valore che questa stessa realtà può dare al sistema Paese”, afferma Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy.

Gli 11 ambiti più remunerativi

Sono undici gli ambiti più remunerativi secondo l’Italian Tech Landscape:

  1. intelligenza artificiale (4 miliardi);
  2. gestionale (3,1 miliardi);
  3. hr (1,3 miliardi);
  4. insurancetech (1,3 miliardi);
  5. servizi (1 miliardo);
  6. martech (937 milioni);
  7. deeptech (756 milioni);
  8. erp (462 milioni);
  9. trasformazione digitale (343 milioni);
  10. fintech (300 milioni);
  11. robotica (297 milioni).

Le regioni più attive

La classifica per regioni vede invece in testa la Lombardia (7,3 miliardi) seguita da: Piemonte (3,7 miliardi); Marche (1,1 miliardi); Emilia Romagna (1,1 miliardi); Toscana (597 milioni); Veneto (178 milioni); Lazio (176 milioni); Friuli Venezia Giulia (137 milioni); Campania (96 milioni); Puglia (43 milioni).

Complessivamente, i dipendenti nel settore sono quasi 71.000, impiegati principalmente tra Lombardia (oltre 24.000) e Piemonte (19.000).

Il panorama italiano e i 9 unicorni

Nell’ultimo anno analizzato le soluzioni tech italiane censite sono più che raddoppiate, passando da 456 a oltre 1.000, distribuite su più di 20 categorie, con l’ingresso di nuovi segmenti ad alto valore come quello degli unicorni, start up con un valore che supera il miliardo di euro.

Secondo l’Italian Tech Landscape gli unicorni italiani sono 9. Sei hanno sede a Milano. In totale hanno una valutazione complessiva di 28,8 miliardi di euro e pesano sul Pil nazionale per lo 0,28%. Generano ricavi complessivi pari a 5,67 miliardi di euro, con una media di 630 milioni a testa e impiegano oltre 23.000 persone.

Le 9 aziende, due delle quali si sono aggiunte solo nell’ultimo anno, sono:

  1. Bending Spoons (valore 11 miliardi, fatturato 1,1 miliardi);
  2. Technoprobe (valore 7,9 miliardi, fatturato 756 milioni);
  3. Reply (valore 2,4 miliardi, fatturato 2,6 miliardi);
  4. Domyn (valore 1,7 miliardi, fatturato 5,6 milioni);
  5. Satispay (valore 1,6 miliardi, fatturato 46 milioni);
  6. Namirial (valore 1,1 miliardi, fatturato 74 milioni);
  7. Scalapay (valore 1,1 miliardi, fatturato 57 milioni);
  8. Facile.it (valore 1 miliardo, fatturato 140 milioni);
  9. Prima (valore 1 miliardo, fatturato 1,3 miliardi).

Siamo convinti che questa panoramica contribuirà a stimolare ulteriori sviluppi nel settore, attrarre investimenti, farci diventare una potenza europea ed essere al passo con le altre nazioni. Abbiamo tutto per poterlo fare. Quella dei ‘fiduciosi’ nelle prospettive del settore tech italiano, per fortuna, è una comunità in forte crescita, costruita attorno alla convinzione che il Tech meriti di entrare a pieno titolo tra le eccellenze del made in Italy”, ha concluso Max Brigida.