
Diminuisce il numero delle compagnie assicurative, aumentano la solidità patrimoniale, la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità. È quanto emerge dalla relazione annuale dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sule assicurazioni), presentata ieri a Roma.
Nel 2025 le assicurazioni italiane hanno ulteriormente rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità. Al 31 dicembre operano in Italia 85 imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa e riassicurativa, soggette alla vigilanza prudenziale dell’Ivass (erano 89 a fine 2024).
Dal 2013 il numero di imprese si è ridotto del 35%, prevalentemente per processi di fusione e riorganizzazione infragruppo. Anche le imprese dello Spazio Economico Europeo che operano in Italia in libera prestazione di servizi e in regime di stabilimento sono diminuite (le prime da 895 del 2024 a 885 del 2025 e le seconde da 85 a 84 nello stesso periodo).
La raccolta premi complessiva è 162,2 miliardi di euro (7,2% del Pil), di cui il 73,1% nei rami vita e il 26,9% nei rami danni. La redditività complessiva è in crescita, con risultati economici in miglioramento in entrambi i comparti vita e danni.
La posizione patrimoniale del settore resta solida: l’indice medio di solvibilità (Solvency ratio) delle imprese vigilate raggiunge il 273%, in aumento rispetto al 259,4% dell’anno precedente.
“Il settore assicurativo italiano è solido e profittevole, e la revisione di Solvency II si tradurrà agli inizi del prossimo anno in una consistente liberazione di capitale. Ciò crea le premesse per un ruolo più attivo delle assicurazioni nel finanziamento delle attività innovative, ruolo che se ben interpretato può portare vantaggi per i clienti, per l’economia reale e per le stesse compagnie – ha affermato il presidente Paolo Angelini -. Sul piano nazionale, nel 2025 la nostra azione si è arricchita di nuovi strumenti di tutela del consumatore. In prospettiva, per il settore assicurativo sono importanti le riforme in materia contabile e di r.c. auto, che presentano elementi obsoleti. Potrà essere opportuno completare il quadro regolamentare sull’assicurazione contro le calamità naturali, e utilizzare al meglio i margini di discrezionalità concessi dalla legislazione europea per disegnare un efficiente sistema di risoluzione delle crisi assicurative. Su questi temi siamo pronti a fornire consulenza tecnica al Governo e al Parlamento e a confrontarci con il mondo assicurativo. La crescente complessità delle tecnologie suggerisce di puntare su un approccio condiviso e collaborativo tra l’industria e le Autorità in questo campo, nella distinzione dei ruoli, in quanto solo attraverso un lavoro sinergico sarà possibile affrontare efficacemente le sfide future e perseguire l’interesse generale”.
Il mercato vita
Il comparto vita rappresenta la componente maggiore del mercato assicurativo italiano e nel 2025 è cresciuta del 7,3% rispetto al 2024, raggiungendo 121 miliardi di euro (di cui 118 miliardi di euro riferiti al portafoglio diretto e il resto a quello indiretto). L’offerta si orienta in misura prevalente sulle polizze vita intera (54,8%) seguite da forme miste (31,2%).
A trainare la crescita nel 2025 sono soprattutto le polizze unitlinked, legate all’andamento dei mercati finanziari, aumentate da 31,5 a 37,4 miliardi.
Nel primo trimestre 2026 la produzione vita (diretta e indiretta) è di 31,6 miliardi di euro, in leggera riduzione (‑1,2%) rispetto al primo trimestre 2025.
Sportelli bancari e postali restano il principale canale distributivo per le polizze vita (56,9%), seguono agenti assicurativi (23,7%) e consulenti finanziari (17%).
Sul mercato sono disponibili 517 prodotti assicurativi individuali Ibip – Insurance based investment products (rivalutabili, unit-linked e multi-ramo). I prodotti unit‑linked e multi-ramo prevedono una pluralità di opzioni di investimento (in media rispettivamente 104 e 60 opzioni) mentre i prodotti rivalutabili sono per la quasi totalità collegati a una singola gestione separata.
Il risultato di esercizio delle imprese vita è positivo (6,7 miliardi rispetto a 6 miliardi del 2024) per il terzo anno consecutivo.
Dopo anni caratterizzati da riscatti elevati, nel 2025 si osserva una certa stabilizzazione nel comportamento della clientela; il calo dei riscatti contribuisce a contenere le pressioni di liquidità. Nel 2025, si riduce di 10 punti al 67% il rapporto tra riscatti e premi, per effetto della contrazione dei riscatti e della crescita della raccolta premi. Il rapporto è in calo per i prodotti unit-linked e per quelli tradizionali. Ad aprile 2026, questo rapporto è al 69%, in diminuzione di 1 p.p. rispetto a marzo 2025.
Il mercato danni
La raccolta del comparto danni mostra una crescita robusta, con premi per circa 50 miliardi di euro (+ 6,4 rispetto al 2024). La crescita non è uniforme.
Il comparto auto, che rappresenta il 42% del totale danni, cresce più lentamente (+5,1%).
Nel ramo r.c. auto il premio medio per veicolo sale da 338 del 2024 a 353 euro del 2025 (+ 4,3%), mentre il numero dei veicoli assicurati (38 milioni) registra una lieve flessione (0,7%).
L’andamento del premio riflette una combinazione di fattori: inflazione dei costi, andamento dei sinistri e strategie tariffarie delle compagnie.
La raccolta dei rami danni diversi dalla r.c. auto e natanti è di poco superiore a 30 miliardi di euro (+7,9% rispetto al 2024).
I segmenti più dinamici sono i comparti property (+10,3%) e salute (+7,7%), che insieme rappresentano il 40,9% della produzione danni. Nel comparto salute, il ramo malattia è quello che cresce di più (+11,6%); nel property, incendio/catastrofi naturali fanno registrare un’accelerazione importante anche in relazione all’introduzione dell’obbligo di copertura contro i rischi catastrofali (+17,1).
Le agenzie sono il canale prevalente per la distribuzione delle polizze danni (76,6% della raccolta totale). Si ridimensiona lievemente l’incidenza dei broker e continua a svilupparsi la raccolta attraverso sportelli bancari e posta.
Il comparto danni si conferma solido con un risultato d’esercizio positivo di 4,9 miliardi di euro e in crescita rispetto ai 4,5 miliardi del 2024; il ROE raggiunge il 13,3% (12,9% nel 2024). Il rapporto tra sinistri e premi (loss ratio) è del 61,7%, in calo per il secondo esercizio consecutivo (63,7% nel 2024) a conferma del miglioramento della stabilità tecnica.






















