Ivass, in vigore dal primo gennaio i nuovi standard organizzativi, tecnologici e professionali riguardanti la formazione per gli intermediari assicurativi

Ivass LogoDal primo gennaio 2015 entrerà a pieno regime il nuovo regolamento n. 6 dell’Ivass, riguardante i requisiti professionali degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Il regolamento dà attuazione all’art. 22, comma 9, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (sviluppo-bis), che assegna all’Istituto il compito di definire “gli standard organizzativi, tecnologici e professionali riguardanti la formazione e l’aggiornamento degli intermediari, con riferimento ai prodotti formativi, ai requisiti dei soggetti formatori e alle caratteristiche tecniche e funzionali delle piattaforme di e-learning”. 

L’obiettivo del regolamento n. 6, che è rimasto in pubblica consultazione dallo scorso gennaio, è quello di favorire il rafforzamento dei requisiti professionali degli intermediari assicurativi, di prendere in considerazione la crescente diffusione dei rapporti assicurativi da gestire in via telematica e di armonizzare la disciplina esistente in materia. Il nuovo regolamento è adeguato all’obiettivo previsto dal decreto “sviluppo-bis” e produce per i soggetti vigilati un sostanziale beneficio dall’innalzamento della market quality, grazie a standard professionali più elevati e maggiore flessibilità organizzativa a fronte di costi di adeguamento variabili in dipendenza delle diverse scelte operative. Gli obblighi formativi devono essere finalizzati al conseguimento delle competenze e capacità necessarie a fornire consulenze specializzate, a valutare l’adeguatezza dei prodotti in relazione alle esigenze del consumatore e alla comparazione dell’offerta esistente di altri prodotti analoghi, nonché ad assistere il consumatore nella gestione del rapporto, sia in fase precontrattuale che contrattuale. Sono inoltre previsti percorsi formativi modulari, di base e integrativi, anche in relazione alle caratteristiche soggettive degli intermediari e alle caratteristiche oggettive dell’attività svolta.

In sintesi, il regolamento stabilisce che il compito di impartire la formazione e l’aggiornamento è espressamente rimesso alle imprese e agli intermediari iscritti nelle sezioni A, B e D del RUI per la rete dei collaboratori di cui si avvalgono; alle imprese per i produttori diretti e gli addetti dei propri call center. È prevista la possibilità di attuare forme di coordinamento nel caso di collaboratori con pluralità di incarichi. La logica ispiratrice è conforme al dettato del Cap (art. 119, art. 325) che pone in capo alle imprese e agli intermediari “di primo livello” la responsabilità delle reti verticali di cui si avvalgono.

Le imprese e gli intermediari iscritti nelle sezioni A, B e D del Rui possono impartire direttamente la formazione, oppure affidarla in outsourcing avvalendosi di soggetti formatori, individuati con criteri selettivi volti a garantire standard elevati (enti certificati, Università riconosciute dal Miur, associazioni di categoria di intermediari assicurativi, creditizi e finanziari). Prioritaria attenzione viene attribuita alla formazione iniziale, la quale secondo il Regolamento può essere impartita solo da enti in possesso di precise certificazioni di qualità. Tale obbligo di certificazione non è invece richiesto per i corsi di aggiornamento, in conformità con la disciplina dettata dall’Oam, l’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi, e al fine di contenere l’impatto sul mercato procedendo con gradualità all’innalzamento degli standard. L’aggiornamento sarà però impartito da enti che svolgano l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.

Il Regolamento disciplina anche i requisiti dei docenti, i quali devono essere scelti in base a criteri di esperienza e attinenza per materia: docenti universitari, formatori e professionisti, operatori qualificati del settore assicurativo.

Per quanto riguarda gli standard tecnologici richiamati dal decreto sviluppo-bis, è prevista la piena equiparazione tra corsi in aula e formazione a distanza (videoconferenza, webinar, e-learning), con l’introduzione di una disciplina specifica, a presidio della tracciabilità, effettività e interattività della FAD. Attraverso la piena equiparazione della formazione a distanza ai corsi in aula, si persegue anche il fine di contenimento dei costi logistici e organizzativi.

Per ciò che riguarda il monte ore, i corsi e il test finale, si conferma l’impianto del regolamento Isvap 5/2006 con alcune significative modifiche che da un lato apportano maggiore flessibilità, dall’altro introducono una disciplina più rigorosa per l’organizzazione dei corsi e per le modalità di valutazione delle competenze acquisite, in analogia con le circolari Oam in materia. Viene introdotta una maggiore flessibilità negli obblighi di aggiornamento previsti su base biennale anziché annuale, mantenendo intatto il monte-ore complessivo ma con una più libera distribuzione nell’arco del biennio (almeno 15 ore in un anno su 60 totali, come prevede anche l’Oam). L’obbligo di aggiornamento è riferito all’anno solare dal 1° gennaio dell’anno successivo all’iscrizione o all’inizio dell’attività, al fine di allineare le diverse scadenze, con semplificazione dell’attività di programmazione dei corsi. Sono puntualmente disciplinate le cause di sospensione e le condizioni per la ripresa dell’attività. L’art. 8 fissa le modalità di accertamento delle competenze acquisite, stabilendo i contenuti e le regole di svolgimento del test di verifica, che deve essere effettuato in aula per la formazione iniziale. Il regolamento disciplina inoltre i contenuti dell’attestato e la documentazione necessaria a dimostrare il corretto svolgimento del test. Per favorire il contenimento dei costi, la norma chiarisce che tanto l’attestato quanto la documentazione atta a dimostrare il corretto svolgimento del test possono essere rilasciate in formato digitale.

Per quanto riguarda i contenuti dei prodotti formativi, si individuano quattro aree tematiche (giuridica, tecnica, amministrativo-gestionale e informatica) suddivise in moduli, che costituiscono il “pacchetto base” della formazione iniziale e degli approfondimenti mirati da sviluppare in sede di aggiornamento. Inoltre sono previsti percorsi formativi integrativi in relazione alle caratteristiche soggettive degli intermediari e ai connotati oggettivi dell’attività svolta (collocamento a distanza, riassicurazione, collocazione di forme pensionistiche complementari, gestione sinistri).

Le disposizioni transitorie e finali riconoscono validità fino al 30 giugno 2015 alle attività formative e di aggiornamento svolte e completate ai sensi del regolamento Isvap 5/2006.

Consulta il regolamento n.6 dell’Ivass

Ivass, in vigore dal primo gennaio i nuovi standard organizzativi, tecnologici e professionali riguardanti la formazione per gli intermediari assicurativi ultima modifica: 2014-12-09T13:06:10+00:00 da Valentina Petracca

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