La Bce non tocca i tassi. Fermi all’1%

Il Consiglio direttivo della Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse. Nella riunione del 4 marzo si è deciso che restino all’1% i saggi sulle operazioni di rifinanziamento principali, all’1,75% quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale e allo 0,25% quelli sui depositi presso la banca centrale.

Un livello “adeguato”, secondo il presidente della Banca centrale Jean-Claude Trichet, che ha ribadito l’invito ai governi affinché si sforzino per risanare i propri bilanci rispettando i dettami del Patto di Stabilità e per accelerare le riforme strutturali e in particolare quella della spesa pubblica. Il presidente ha inoltre sottolineato la necessità di ridurre gradualmente le misure straordinarie di sostegno all’economia in vista della ripresa dell’economia, che pure procede secondo un andamento moderato e soggetto a molte incertezze. In particolare, nel corso della riunione è stato deciso all’unanimità di riportare dal tasso fisso a quello variabile le operazioni di pronti contro termine a 3 mesi, dalla fine aprile. Una misura voluta per drenare liquidità dal mercato, rendendo più costoso per le banche prendere denaro in prestito dalla Bce.

Infine, commentando la situazione della Grecia, Trichet ha confermato che “l’ipotesi che il paese lasci l’area euro è un’ipotesi assurda”, aggiungendo che “il consiglio direttivo della Bce giudica in modo positivo le decisioni prese dal governo greco” e le considera “convincenti”.

La Bce non tocca i tassi. Fermi all’1% ultima modifica: 2010-03-09T10:09:36+00:00 da Flavio Meloni

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