La Canada Mortgage and Housing Corporation, e la storia dell’immobiliare canadese

Quando la seconda guerra mondiale è terminata, il Governo federale canadese ha creato il CMHC con l’obiettivo di vigilare e amministrare il National Housing Act (approvato nel 1944 con l’obiettivo di promuovere la costruzione di nuove abitazioni e ristrutturare/ammodernare quelle già esistenti). In particolare la Canadian Mortgage and Housing Corporation aveva, nelle priorità dell’origine, il compito di sostenere i reduci della guerra nell’acquisto di mutui, e incentivare lo sviluppo residenziale nel Paese. Nel 1954, con l’aumento dei tassi di interesse, numerosi canadesi non furono più in grado di acquistare casa: il CMHC decise quindi di introdurre un’assicurazione sul mutuo per aiutare queste persone a basso reddito a diventare proprietari di case.

Il 1960 fu l’anno dell’esplosione del mercato immobiliare. Le città furono trasformate dal nuovo “urban design” del periodo, pensato per accogliere anche la crescita della popolazione: nuovi materiali e nuove architetture hanno profondamente cambiato e migliorato il real estate del mercato canadese nel corso degli anni, tanto che oggi il Canada è considerato uno dei Paesi migliori per investire nell’immobiliare.

Tuttavia, i tassi di interesse sui mutui sono gradualmente aumentati: nei primi anni ’70, i tassi hanno raggiunto l’8%, crescendo di anno in anno, e sono iniziati i primi problemi per i consumatori. Le possibilità di acquisto si sono infatti ridotte, e con esse anche il giro d’affari dei costruttori; ne è conseguito un nuovo modo di concepire la “casa”: più piccola come metratura e numero di stanza, in modo da “riportare” i canadesi sul mercato.

Sempre gli anni ’70 hanno conosciuto un nuovo interesse della comunità per la tutela e conservazioni del patrimonio storico-immobiliare, rivitalizzando anche i centri cittadini: è stato in questo periodo che Vancouver è diventato un centro turistico e di business. Nonostante questo, l’ottimismo stava per essere compromesso da un nuovo aumento dei tassi che ha raggiunto l’apice all’inizio degli anni ’80: fu l’inizio della recessione che portò i tassi a crescere fino addirittura al 22%, condizionando la costruzione di case nuove e mettendo in difficoltà i mutuatari, spesso incapaci di effettuare i pagamenti alle banche.

Nel 1984 il Governo ha affronto il problema varando un programma pensato per aiutare i tanti canadesi in difficoltà, tutelandoli dall’aumento dei tassi attraverso forme assicurative che hanno permesso ai mutuatari di affrontare con maggiore tranquillità i pagamenti.

La recessione, però, proseguì anche negli anni ’90, ma una luce cominciò a intravedersi alla fine del tunnel: i tassi di interesse cominciarono ad abbassarsi nuovamente: il Governo, insieme al CMHC, ha predisposto una manovra che ancora una volta veniva incontro ai neo proprietari di case, spianando la strada anche a nuovi first time buyers e dando un notevole impulso al mercato del real estate.

L’inizio degli anni 2000 è stato particolare, perché a una crescita rapida è seguita la più grande crisi economica della storia, scoppiata nel 2008. Tuttavia, in questi ultimi anni, con i tassi di interesse scesi al minimo storico qualcosa sembra cambiare, dando una speranza all’intero settore.

La Canada Mortgage and Housing Corporation, e la storia dell’immobiliare canadese ultima modifica: 2011-11-18T10:14:29+00:00 da Flavio Meloni

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