La Cina e lo spettro di una bolla immobiliare

Il mercato immobiliare cinese cresce ancora. Gli investimenti diretti sono aumentati del 103% annuo lo scorso dicembre, ma complessivamente sono scesi nel 2009.

Gli investimenti cinesi all’estero (non finanziari) sono aumentati del 6,5% annuo solo a dicembre. E gli impieghi bancari sono quasi raddoppiati nell’ultimo anno incoraggiati dal Governo con politiche espansive del credito per supportare il piano di rilancio dell’economia varato nel novembre 2008. Le vendite immobiliari, nonostante i continui e forti aumenti dei prezzi soprattutto nei grandi centri, sono cresciute del 75,5% nel 2009 rispetto al 2008. Il mercato immobiliare cinese oggi rappresenta ormai tra l’8% e il 10% del GDP, con circa il 20% dei prestiti bancari diretti.

I diffusi timori tra gli economisti riguardano soprattutto i rischi relativi a una eventuale bolla immobiliare cinese. A preoccupare sono soprattutto i prezzi degli immobili che stanno registrando una notevole crescita e i tassi di interesse fissati dalla banca centrale cinese ai minimi storici in risposta alla attuale crisi economica globale.

Nonostante la forte capacità di acquisto del mercato interno, i rischi di una bolla immobiliare, possono essere riconducibili, almeno in parte, anche ai flussi d’investimento speculativi provenienti dall’estero.

Per arginare tali rischi, l’Ufficio Generale del Consiglio di Stato cinese ha reso noto, lo scorso 10 gennaio, un comunicato sulla promozione dello sviluppo sano e stabile del mercato immobiliare. In tale comunicato si parla della necessità dell’aumento dell’offerta efficace di case popolari e di quelle ordinarie, l’innalzamento dell’offerta di terreni e lo sviluppo dell’efficienza di utilizzo, la ragionevolezza dei consumi, il rafforzamento ulteriore della gestione dell’offerta di terreni e della vendita delle case commerciali, nonché, l’accelerazione delle costruzione di progetti di case popolari.

La Cina e lo spettro di una bolla immobiliare ultima modifica: 2010-02-07T21:18:18+00:00 da Flavio Meloni

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