La circolare 288 di Bankitalia cambia la vita degli intermediari finanziari. L’opinione di Fabio Picciolini del Consumers’ Forum

piccioliniRisale a pochi giorni la pubblicazione della Circolare 288 di Banca d’Italia che ridisegna l’attività degli intermediari finanziari. Una norma destinata a portare quell’innovazione e quel cambiamento richiesti da anni dagli operatori. La limitazione della riserva di attività, l’istituzione di un albo unico cui devono iscriversi tutti gli intermediari finanziari e i confidi di dimensione superiore, i nuovi requisiti patrimoniali, il rafforzamento dell’impianto delle regole cui gli intermediari saranno sottoposti anche in termini di vigilanza e controlli sono i punti focali su cui la nuova norma pone la sua attenzione. Ne parliamo con Fabio Picciolini, presidente del Consumers’ Forum, che da tempo attendeva questa riforma.

Gli intermediari finanziari avranno a che fare con un nuovo quadro normativo. Cosa ne pensa?
Finalmente. Dopo due consultazioni pubbliche e anni di attesa finalmente la circolare è stata pubblicata da parte di Banca d’Italia. E certamente non è un caso che tale circolare sia uscita il giorno dopo la pubblicazione del regolamento del Mef n. 53 del 2 aprile 2015 che stabilisce cosa sia l’attività finanziaria e la concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico. Il legislatore, nel senso più ampio possibile, ha ritenuto di dover intervenire su un settore tanto importante quanto delicato.

Come cambia concretamente l’operatività degli intermediari?
La prima cosa da rilevare è che tutti gli operatori saranno sottoposti alla medesima vigilanza. Viene istituito un unico albo e sparisce la differenza tra società finanziarie, agenzie di pegno, tra confidi grandi e confidi minori, società fiduciarie. È ovvio che ci vorranno mesi per comprendere l’impatto reale della riforma che peraltro è molto ampia e va a toccare aspetti molto tecnici, statistici e di impatto sulla stabilità del mercato. Quello che maggiormente conta è, come sempre, il comportamento degli operatori.

In che senso?
Il mercato è cambiato, oggi ci confrontiamo con una realtà nuova. Il pre-crisi non è il post crisi. Il cittadino ha bisogno di regole diverse e di maggiore tutela rispetto al passato. Ciò significa che se l’intermediario, tutti gli intermediari, si comportano bene ciò che ne consegue si trasformerà in un valore positivo, altrimenti avremo a che fare ancora con un mercato opaco. Questa norma aiuta, quindi, a superare questa opacità e a tendere verso un settore più corretto e trasparente.

Quali sono i requisiti economici e organizzativi che gli operatori dovranno avere per accedere al nuovo albo?
Per alcuni soggetti si alza il tetto di capitale a due milioni di euro. Teniamo presente però che ci sono tutele per alcune categorie particolari, come le cooperative, i compro oro o i confidi di piccole dimensioni. Esiste ancora il piccolo prestito per comprare il frigorifero o i piccoli elettrodomestici, ma il prestito personale ed il prestito al consumo oggi cominciano ad avere ad oggetto degli importi più elevati rispetto al passato. Per cui avere un requisito patrimoniale più solido vuol dire avere stabilità del mercato e maggiore sicurezza per il cittadino.

Gli operatori hanno ben accolto la nuova circolare?
Sicuramente non tutti.  La mia soddisfazione deriva dal fatto che finalmente esiste una norma chiara. Ma la normativa è molto complicata e sicuramente non può essere digerita in pochi giorni. Gli operatori nel prossimo futuro dovranno capire e approfondire diversi aspetti e non sarà facile per tutti. Inoltre, passare da una vigilanza all’acqua di rose come quella effettuata in passato su alcuni intermediari ad una vigilanza come quella che Banca d’Italia dovrà fare da questo momento in poi non renderà tutti contenti in egual modo. Anche il cambiamento dei requisiti patrimoniali potrebbe rivelarsi un problema per alcuni intermediari. Probabilmente non tutti avranno i requisiti necessari o avranno davvero voglia di entrare nel nuovo albo. È quello che è accaduto ad una parte di mediatori al momento dell’avvio del decreto 141 del 2010.

Cosa accadrà allora a questi soggetti? Succederà come per quella parte di mediatori creditizi che al momento di iscriversi negli elenchi tenuti dall’Oam si sono dileguati nell’abusivismo?
Questo purtroppo è il rischio e la mia più grande preoccupazione. Dovrà necessariamente esserci un atteggiamento congiunto di correttezza da parte degli operatori affinché siano tutelati i consumatori e anche di correttezza nello svolgimento dei controlli. Banca d’Italia e la Guardia di Finanza dovranno fare la loro parte, ma dovrà farla anche il cittadino che dovrà sempre rivolgersi ad operatori seri e qualificati per non rischiare di trovarsi in situazioni di difficoltà. In passato è capitato che il consumatore, pur di ottenere un finanziamento, abbia accettato delle condizioni che non è stato poi in grado di sostenere nel lungo termine. Queste cose, con intermediari iscritti all’albo e in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa, non dovrebbero più accadere. 

Come vede il futuro della professione?
Sembrerebbe che un po’ di ripresa ci sia, è in atto un rilancio dei consumi. È certo che molte famiglie, nel lungo periodo di crisi, hanno rinviato le spese perché attanagliate dalla paura ma oggi hanno ripreso a spendere. Quindi è necessario che ci sia un mercato chiaro, limpido e trasparente dove operatori, controllori e consumatori possano serenamente confrontarsi.

 

 

La circolare 288 di Bankitalia cambia la vita degli intermediari finanziari. L’opinione di Fabio Picciolini del Consumers’ Forum ultima modifica: 2015-05-28T17:23:02+00:00 da Valentina Petracca

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