La Consulenza nella Mediazione Ceditizia

 

 

Quindi,  se la consulenza è parte della mediazione, anche il relativo compenso ne è parte, e pertanto deve essere comunicato alla banca perché possa essere ricompreso nel TAEG.

Il 125 novies del T.U.B. sempre post 141, infatti, recita: “… 3. L’intermediario del credito comunica al finanziatore l’eventuale compenso che il consumatore deve versare all’intermediario del credito per i suoi servizi, al fine del calcolo del TAEG, secondo quanto stabilito dal CICR.”

Consideriamo poi che il 116 del T.U.B. disciplina gli obblighi in materia di trasparenza, disponendo che: “Le banche e gli intermediari finanziari rendono noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti…” istituendo l’obbligo di pubblicizzare il tasso globale medio ai sensi della 108/96.

Riguardo a quest’ultimo parametro abbiamo un ulteriore riferimento normativo: le istruzioni di Banca d’Italia, che al punto C4, vi fanno rientrare: “…4) il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo e sostenuto dal cliente, in via diretta o tramite l’intermediario; nell’ambito del rapporto con il mediatore, gli intermediari provvedono ad acquisire le necessarie informazioni riguardo ai compensi corrisposti dal cliente;”

Per l’inosservanza di tale obbligo sono previste importanti sanzioni amministrative dal novellato articolo 144 del T.U.B.,  sia, ritengo, verso la banca (comma 3) che verso il mediatore creditizio (commi 5-bis e 6). Tutto questo senza considerare le conseguenze, penali e civili, nei casi in cui il tasso eventualmente ricalcolato con il successivo inserimento del compenso superi la soglia di usura.

Né certo vale come difesa per la banca che non inserisce tali spese nel TAEG il fatto di non esserne a conoscenza. E’ ben vero che nelle disposizioni di trasparenza di Banca d’Italia, nella Sezione 7, il paragrafo 4.2.4 recita:

Il TAEG è comprensivo degli interessi e di tutti i costi, inclusi gli eventuali compensi di intermediari del credito, le commissioni, le imposte e tutte le altre spese che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza, escluse le spese notarili.
Nel TAEG sono inclusi i costi, di cui il finanziatore è a conoscenza, relativi a servizi accessori connessi con il contratto di credito e obbligatori per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni offerte.

Ma subito dopo il paragrafo 4.2.5 precisa:

Il mediatore creditizio comunica al finanziatore, secondo le modalità tra loro concordate, l’ammontare del compenso che il consumatore è tenuto a versargli, comunque in tempo utile affinché il finanziatore possa includerlo nel calcolo del TAEG secondo quanto previsto dal paragrafo 4.2.4.

In pratica si ammette il caso in cui la banca non conosca le spese, ma, viste le ultime disposizioni riportate, ciò discenderebbe solo da comportamenti omissivi, non evitando certo ad entrambi le sanzioni previste dal TUB, che è norma primaria, nonché le conseguenze dell’eventuale sforamento della soglia di usura.

Esiste in realtà una Faq di Banca d’Italia di orientamento opposto a quanto esposto fin qui:

Risposte ai quesiti pervenuti in materia di rilevazione dei TEG ai sensi della legge sull’usura – novembre 2010

Eventuali servizi di consulenza prestati dal mediatore vanno inclusi nella rilevazione a fini anti-usura?

No, sempre che si tratti di servizi fatturati a parte e non direttamente collegati all’attività di mediazione. Laddove non fosse possibile distinguere in modo chiaro tra consulenza e mediazione, i relativi oneri vanno inclusi nel TEG e nel MED.

Ma, stante il contesto delle norme sovra esposte, di ben maggiore importanza giuridica, sembra una stortura derivante dalle molte stratificazioni normative succedutesi nel tempo. Senza poi dimenticare che il TEG non è il TAEG o ISC, anche se si vorrebbe evitare una moltiplicazione degli indici di tasso simile a quanto vissuto per anni nel comparto della cessione del quinto.

In conclusione il tema è certo di assoluto rilievo, anche per la diffusione che sta trovando nelle prassi del mercato, e meriterebbe una specifica e chiara regolamentazione. Certo la materia non è di competenza dell’Oam, a cui impropriamente qualcuno chiede di intervenire su questo e altri simili argomenti. E’ augurabile insomma un regolamento, o quantomeno un’interpretazione, da parte di Banca d’Italia, prima di averne una da parte di qualche Procura della Repubblica…


Giancarlo Cupane – Relazioni Istituzionali Assoprofessional

La Consulenza nella Mediazione Ceditizia ultima modifica: 2012-11-22T22:49:52+00:00 da Flavio Meloni

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