La direttiva europea non deve penalizzare i mercati nazionali in nome di principi comuni. Il pare dell’Association of Mortgage Intermediaries

La recente direttiva della Commissione Europea relativa alla regolamentazione delle modalità di erogazione del credito non è una prima bozza, ma il risultato di una lunga contrattazione tra tutti gli stakeholder coinvolti, inclusa la Association of Mortgage Intermediaries (AMI).

La direttiva è stata pensata sulla base di un modello bancario di vendita tale per cui la consulenza sui debiti non è fornita in maniera standard. I finanziamenti sono controllati e credit-approved, e in particolare i mutui vengono venduti attraverso un’interessante campagna promozionale e di marketing. Notevole attenzione viene posta all’accertamento del rischio, importante per entrambe le parti che sottoscrivono il finanziamento.

L’Unione Europea riconosce la necessità di parità di condizioni. Tuttavia gli intermediari dovranno assicurare un livello qualitativo più elevato e stringente per quanto riguarda la completezza di informazione, l’autorizzazione, la registrazione e la supervisione rispetto alle unità di vendita degli istituti di credito.

Gli stati membri dovranno a loro volta rendere note le modalità con cui gli istituti di credito procederanno al pagamento dei propri team di vendita, e garantire che gli intermediari non vedano limitata la propria funzione nello svolgere gli interessi dei consumatori.

Per fornire adeguata consulenza, i mediatori dovranno far ricorso a una quantità sufficientemente ampia di prodotti disponibili.

La Key Facts Illustration (una scheda mutuo completa per i consumatori, ndr) verrà sostituita da un foglio informativo europeo comune per tutti gli stati membri che dovrà essere consegnato al consumatore insieme a ogni prodotto venduto. Il Regno Unito non potrà quindi conservare la KFI come la propria versione del prospetto ESIS (prospetto informativo europeo standardizzato, ndr). Tutto questo comporterà costi significativi e prestazioni limitate, ma è il prezzo da pagare per il miglioramento della concorrenza cross-border.

In linea con la Mortgage Market Review (MMR), la direttiva stabilisce il principio secondo cui prima di concedere il finanziamento, sarà obbligatorio procedere a un’attenta analisi della capacità di credito del cliente. Se il consumatore stesso non dovesse essere riconosciuto come affidabile, il finanziamento non verrà concesso. Tuttavia il cliente ha il diritto di chiedere le motivazioni che hanno portato l’istituto erogante a rifiutare il prestito.

Come in ogni direttiva, il livello di armonizzazione (standard minimi stabiliti o massimi obbligatori) è cruciale. Per questo, e per la natura di molte proposte della direttiva, la Federation Services Authority (FSA) può sentirsi libera di continuare il proprio iter sulla MMR.

Sarà interessante capire come gli stati membri adotteranno la direttiva. Per quanto riguarda il nostro mercato, c’è da credere che le imprese britanniche si troveranno in condizione di svantaggio rispetto alle altre europee che, con regolamenti e normative meno stringenti, saranno maggiormente competitive all’interno del mercato inglese.

La Association of Mortgage Intermediaries continuerà a far valere e a proteggere gli interessi degli intermediari; l’Unione Europea a promuovere la competizione negli interessi del consumatore e a tutelare la comunità degli intermediari, i migliori facilitator per il raggiungimento di quest’obiettivo.

La direttiva europea non deve penalizzare i mercati nazionali in nome di principi comuni. Il pare dell’Association of Mortgage Intermediaries ultima modifica: 2011-06-09T17:06:21+00:00 da Flavio Meloni

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