La FSA avverte i consulenti creditizi: “le banche non sono obbligate a spiegare le proprie decisioni”

La Financial Services Authority ha avvertito i consulenti creditizi facendo notare loro che non è buona abitudine chiedere alle banche il motivo per cui gli istituti di credito hanno rifiutato una loro pratica di mutuo.

In questi, la FSA ha proceduto quindi alla pubblicazione di un vademecum, il Mortgage Fraud Thematic Review, circa la policy e le regole di comportamento da mantenere. Lo scorso mese di giugno l’Authority aveva già dato alle stampe una prima versione della Review, nella quale veniva specificato che i consulenti creditizi, e gli intermediari in generale, avevano la facoltà di chiedere spiegazioni nel caso in cui le banche avessero dato parere negativo circa una richiesta di mutuo.

Tuttavia, nelle nuove disposizioni da poco rilasciate la FSA specifica: “Riconosciamo che gli istituti di credito possono avere buone motivazioni per non spiegare le motivazioni dietro il rifiuto a una domanda di mutuo, soprattutto se, ad esempio, non si fidano dei propri consulenti”.

La FSA ha ovviamente proceduto a chiarire la contraddizione tra le disposizioni rilasciate a giugno e in questi giorni di dicembre: infatti, secondo la Financial Services Authority, in linea teorica è corretto da parte dei consulenti creditizi chiedere spiegazioni alle banche se alcune pratiche dovessero venir rigettate, ma non è neanche pensabile che gli istituti di crediti siano costretti a giustificare ogni volta le proprie decisioni. La FSA ha modificato anche il report, riservato alle aziende, relativo alla gestione del flusso di informazioni e pubblicato questi dettami nell’Information From Lenders scheme. Il Regulator, in particolare, ha accolto le esigenze di quelle società, soprattutto le più piccole, che non sono in grado di sostenere le spese che richiederebbero una serie di attività finalizzate alla condivisioni di informazioni.

“Abbiamo cercato di rendere più chiare possibili le procedure relative alla condivisione del flusso informativo tra banca-consulente-cliente – fanno sapere dalla FSA –. L’ Information From Lenders scheme è stato pensato proprio per questo. Ovviamente sappiamo perfettamente che esistono realtà, soprattutto quelle più piccole, che possono avere difficoltà nell’accollarsi le spese per l’implementazione dell’information-sharing”.

La FSA avverte i consulenti creditizi: “le banche non sono obbligate a spiegare le proprie decisioni” ultima modifica: 2011-12-12T09:23:09+00:00 da Flavio Meloni

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