L’Abf tira le orecchie alle banche. Il bilancio di un anno di attività

Ha ricevuto 3.100 ricorsi nel suo primo anno di vita. È questo il bilancio dell’attività dell’Arbitro bancario finanziario, sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra i clienti e gli intermediari istituito ai sensi dell’art. 128-bis del Testo unico bancario.

Al 30 novembre 2010 l’Abf ha adottato oltre 1.500 decisioni: nel 60% dei casi il ricorso ha avuto esito favorevole per il cliente; poco meno del 10% delle richieste sono state ritenute non giudicabili nel merito; mentre hanno raggiunto il 30% le pronunce di rigetto. “Non si registrano casi di inadempimento degli intermediari alle decisioni dell’Abf” precisa una nota della Banca d’Italia.

Le ragioni del contendere
Le controversie hanno riguardato prevalentemente le banche, per lo più per problemi legati a operazioni sui conti correnti, modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, portabilità dei finanziamenti, segnalazioni negli archivi dei sistemi di informazione creditizia, frodi in materia di carte di pagamento e di conti online.

Le raccomandazioni
In linea con quanto previsto dalle disposizioni in materia, alcune decisioni contengono indicazioni volte a migliorare le relazioni tra intermediari e clienti.
In particolare, l’Abf ha ricordato che gli intermediari sono tenuti a rispondere entro un massimo di 30 giorni ai reclami presentati dai propri clienti. Tempistiche sforate puntualmente da molte banche. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’opportunità di semplificare le clausole contrattuali dei conti correnti e di integrare l’offerta alla clientela con il conto corrente semplice introdotto dalle disposizioni sulla trasparenza.

Le ispezioni
L’Abf ha proseguito nel 2010 l’attività di verifica del rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza presso gli sportelli degli intermediari. Ha effettuato circa 300 accertamenti su 110 intermediari bancari e finanziari. Ne è emerso un livello di adeguamento alla disciplina vigente “ancora non pienamente soddisfacente”. Sono risultati carenti la pubblicità e l’informazione precontrattuale: in molti casi Principali diritti del cliente, Guide e fogli informativi non erano in linea con i modelli predisposti dalla Banca d’Italia. Non solo, spesso i fogli informativi non erano aggiornati e presentavano delle criticità sotto il profilo del contenuto, “con conseguente applicazione, nell’ambito dei singoli rapporti contrattuali, di condizioni non pienamente corrispondenti a quelle pubblicizzate”.

Il testo delle decisioni è disponibile sul sito dell’Abf.

L’Abf tira le orecchie alle banche. Il bilancio di un anno di attività ultima modifica: 2011-04-08T07:03:00+00:00 da Flavio Meloni

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