L’agente e le sfide dell’economia digitale. Il convegno del Simedia

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Simedia 3“L’incontro di oggi serve ad avviare una riflessione sulla figura dell’agente, sotto pressione per i problemi collegati al rinnovo del contratto nazionale di categoria e alla concorrenza da parte delle piattaforme tecnologiche per la vendita di prodotti e servizi. A questo si aggiunge la necessità di ricostruire un’immagine di affidabilità e professionalità della categoria e dei suoi rappresentanti, troppo spesso messa in discussione. In questo contesto il sindacato è chiamato a proseguire il grande sforzo che porta avanti ormai da diversi anni per migliorare continuamente il lavoro e le condizioni degli agenti”. Con queste parole Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, ha dato il via al convegno “L’agente tra nuove tecnologie e contrattazione collettiva”, organizzato a Roma dal Simedia, sindacato di riferimento per agenti in attività finanziaria, facente parte di Ugl Terziario.

Il convegno, che secondo le parole di Luca Matrigiani, segretario del Simedia “è stato pensato come un confronto con le istituzioni, i regulator e i rappresentanti della categoria in merito alla figura dell’agente”, ha visto come relatori Tiziano Treu, presidente del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro; Gianroberto Costa, presidente della Fondazione Enasarco; Antonio Catricalà, presidente dell’Oam, Organismo agenti e mediatori; Luca Malcotti, segretario generale Ugl Terziario; Claudio Durigon, sottosegretario del Ministero del Lavoro. A moderare i lavori è intervenuto Flavio Meloni, amministratore delegato di SimplyBiz.

Dopo l’introduzione di Capone la parola è passata a Treu, che ha spiegato come l’avvento delle nuove tecnologie abbia avuto un impatto particolarmente forte per la categoria degli intermediari finanziari, tanto da spingere il Cnel a pensare di “costituire un gruppo di lavoro e di analisi per approfondire questo specifico tema”. Oggi, ha sottolineato l’ex ministro del Lavoro, “è necessario elaborare nuove regole che siano adeguate al mutato contesto che l’avvento dell’e-commerce e delle piattaforme tecnologiche per la vendita di prodotti e servizi hanno determinato. Una piattaforma, ad esempio, rappresenta un tipo di committente molto diverso da quelli tradizionali. Sono tutti temi su cui è necessario riflettere”.

Simedia 2Delle nuove tecnologie ha parlato anche Luca Malcotti, segretario generale di Ugl Terziario, spiegando che il progresso tecnologico “è un processo inarrestabile”, che non ha senso provare a contrastare. “Semmai è necessario rifletterci e cercare di governarlo”. Malcotti ha avanzato due proposte concrete: coinvolgere l’Abi al tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli agenti, in modo da trattare specificamente il tema degli agenti in attività finanziaria, e obbligare attraverso la legge le piattaforme di e-commerce a costituirsi come agenti in attività finanziaria operativi sul territorio italiano, in modo che siano sottoposte agli stessi oneri e obblighi.

“Non credo sia una cattiva idea – ha dichiarato Claudio Durigon, sottosegretario del Ministero del Lavoro, parlando della seconda proposta –. Possiamo analizzarla, facendo però una valutazione complessiva del quadro in cui l’attività delle piattaforme di e-commerce si inserisce. Questi strumenti, infatti, possono anche offrire opportunità importanti al nostro Paese”. Durigon ha poi affrontato il tema di quota 100 per gli agenti in attività finanziaria, spiegando che il Mef ha preparato una circolare per specificare che gli agenti che aderiscono a quota 100 non dovranno tener conto di eventuali compensi fatturati e non percepiti nel corso dell’anno precedente a quello in cui vanno in pensione per calcolare il limite di 5.000 euro lordi per lavoro autonomo occasionale previsto dalla legge. L’ultimo punto toccato dal sottosegretario è stato quello della formazione continua “la vera carta vincente per essere competitivi. Anche per questo nel Decreto Crescita abbiamo inserito un emendamento che consente alle casse previdenziali di investire il 5% del loro patrimonio in formazione”.

Gianroberto Costa, presidente dell’Enasarco, ha ragionato sul problema della disintermediazione “che riguarda tutti gli ambiti della nostra società, politica, economia, finanza, cultura” e che porta ogni anno il numero degli iscritti alla fondazione a diminuire, mentre crescono le quote versate. “Questo vuol dire che il mondo intorno a noi sta cambiando e ciò determina un aumento delle ‘zone grigie’.  Un esempio pratico sono gli influencer che operano in rete: che tipo di figure sono? E come si risponde alle sfide che questi pongono? Sicuramente una parte della risposta viene dalle competenze e dalle capacità professionali che gli agenti sapranno sviluppare e dimostrare”.

Nel corso del suo intervento Antonio Catricalà, presidente dell’Oam, ha invece richiamato l’attenzione sulla necessità di rinforzare l’Organismo, che è “figlio di una riforma che risale al 2010. Nel frattempo è successo di tutto. Con la legge attuale non andremo molto lontano, perché la realtà intorno a noi è cambiata e continua a cambiare velocemente. Per questo servono nuove regole”. L’Oam potrebbe trasformarsi da associazione a fondazione, ha aggiunto Catricalà durante il convegno del Simedia, un cambiamento che “offrirebbe maggiori garanzie di solidità agli iscritti e ci consentirebbe anche di fare alcuni investimenti”. Per il numero uno dell’Oam l’avvento dell’e-commerce è un processo irreversibile ma alle piattaforme elettroniche deve affiancarsi una rete fisica di agenti preparati e attenti, capaci di offrire ai clienti quell’assistenza e quella consulenza che la tecnologia da sola non può fornire. “Il nostro principale nemico non è la tecnologia ma l’abusivismo – ha concluso Catricalà –. A riguardo servono regole certe per estirpare questo fenomeno, che nuoce non solo a coloro che svolgono il proprio lavoro nel rispetto delle regole ma anche ai consumatori”.