Lavorare per un brand o da indipendenti? La difficile scelta del broker australiano

I broker indipendenti australiani sono già sul piede di guerra alla sola possibilità di finire sotto il controllo di un brand. È quanto afferma, MPA Top 100 Broker, la prestigiosa organizzazione che ogni anno definisce il ranking dei migliori broker del mercato dei mutui.
Tuttavia il mercato sembra dare indicazioni differenti: infatti sta per essere lanciata la linea business Liberty Financial, nuovo brand della società di mediazione creditizia Liberty Network Services. Nelle previsioni di Brendan O’Donnell – amministratore delegato di Liberty – il branding sarà il futuro di un’industria che sta cercando di rafforzarsi il più possibile.

Le opinioni sono però contrastanti, infatti David Westerman, uno dei broker indipendenti che fanno parte della MPA Top 100 Broker, è scettico circa l’uso dei marchi aziendali come strumento di business per il mercato dei mutui. All’organo d’informazione Australian BrokerNews Westerman ha raccontato che molti consumatori potrebbero avere difficoltà a identificare un prodotto mutuo con un marchio di un’azienda che può non essere immediatamente riconoscibile come player di questo mercato. “Penso che i broker saranno piuttosto scettici nel cedere il proprio nome a un’azienda per vendere un prodotto che magari contribuisce a non più del 10% del business – ha dichiarato –. Sfruttare il marchio Liberty, ad esempio, oltre a non dare alcun beneficio al broker, credo che non lo darà neppure al consumatore, che nel 99% dei casi non sa neanche chi sia Liberty”.

“La maggior parte dei broker – ha sottolineato Westerman – non ha esperienza e conoscenze di marketing, così come non hanno capitale sufficiente da investire nel lancio di un brand. Il risultato è che i singoli broker si troveranno in difficoltà ad affrontare un mercato caratterizzato da grandi marchi, perché loro possono contare solo sul loro nome, con cui sono riconoscibili immediatamente sul mercato, e non possono utilizzare brand affermati per generare business. Però non è di per sé una situazione negativa, se si è in grado di coniugare il marchio affermato con un servizio eccellente, portando il broker indipendente sotto il cappello del brand nazionale, allora sì che si otterrà successo, anche in misura maggiore”.

Brendan O’Donnell ha riconosciuto la capacità dei broker di aver ottenuto ottimi risultati e un successo personale non trascurabile, tuttavia sottolinea come lavorare “in proprio”, sarà sempre più difficile, e far parte di una struttura aziendale diventerà inevitabile: “Sono convinto che nel prossimo decennio – ha dichiarato O’Donnell – il settore si muoverà in una direzione che spingerà i broker ad accettare di lavorare per un brand che sarà anche in grado di fornire loro tutele e garanzie, senza ovviamente limitare i punti di forza e le qualità di ciascuno: condizioni essenziali per costruire grandi aziende”.

Secondo Westerman, tuttavia, i mediatori creditizia avranno poco da guadagnare passando sotto il cappello di un’azienda: “Limitatamente a questo caso, l’unico vincitore sarà Liberty, che otterrà pubblicità gratuita dal lavoro dei broker”.

Lavorare per un brand o da indipendenti? La difficile scelta del broker australiano ultima modifica: 2011-09-09T14:38:19+00:00 da Flavio Meloni

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