Le banche si curano più dei potenti che delle famiglie. Il giudizio degli italiani sugli istituti di credito

Gli italiani sono scettici, quando non apertamente critici, nei confronti delle banche. L’86,1% ritiene che il sistema bancario non sia in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie; l’8,8% che sia abbastanza in grado e solo lo 0,7% molto in grado. Mentre il 4,5% non esprime un proprio giudizio a riguardo. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes.

Si tratta di un giudizio trasversale nel nostro Paese “poiché riscontrabile, seppur in misura differente, nei diversi contesti geografici (con percentuali comprese tra l’83,6% del Nord-Est e il 90,5% delle Isole), così come nelle diverse fasce di età (con percentuali comprese tra il 76,3% tra i giovani di 18-24 anni e l’89,9% dei 35-44enni)” si legge nell’indagine dell’istituto di ricerca. Il 46,4% degli intervistati dichiara poi di non condividere per niente l’affermazione secondo cui le banche sono sensibili nei confronti delle necessità delle famiglie, mentre il 39,4% se ne dichiara poco convinto. “È possibile che la fiducia dei cittadini nel sistema creditizio sia stata profondamente incrinata dalla recente crisi finanziaria globale e che ciò incida anche sull’opinione diffusa che le banche siano orientate a tutelare innanzitutto i propri interessi, richiedendo garanzie per i prestiti ai piccoli, ma omettendo di richiederle o richiedendone di meno ai potenti” spiega la nota dell’Eurispes.

Due pesi e due misure: la scarsa attenzione per i piccoli risparmiatori

La maggioranze degli intervistati (55,2% ) inoltre ritiene che le banche diano credito solo a chi dimostra già di possedere beni e ne è “abbastanza convinto il 33,6%. Il 47,7% è molto convinto del fatto che le banche siano troppo esose, mentre il 36,4% ne è abbastanza convinto, dunque questa opinione sembra essere piuttosto diffusa dal momento che cumulativamente raggiungono una percentuale dell’84,1%. È diffusa anche l’opinione secondo la quale le banche raccolgano i risparmi dei piccoli e finanzino i grandi: ne è molto convinto il 43,4% degli intervistati e abbastanza convinto il 32,3%. Per di più i cittadini pensano che le banche diano credito ai potenti indipendentemente dalle garanzie, dal momento che il 40,1% condivide molto questa affermazione ed un ulteriore 31,4% si dichiara abbastanza convinto.

La qualità dei servizi

Molto negativo anche il giudizio sulla qualità dei servizi offerti dagli istituti di credito. Il 78,4% dei cittadini ha espresso un parere molto negativo, negativo o solo sufficiente. Solo il 12,3% degli intervistati ne ha un’opinione positiva e il 2,5% molto positiva. Tuttavia, nel 52,1% dei casi i clienti ritengono che i servizi offerti dalle loro banche siano qualitativamente adeguati alle loro esigenze (giudizio sufficiente) e questo a prescindere dall’area geografica di appartenenza (con percentuali comprese tra il 51,6% del Centro e il 53,7% delle Isole).

Nessuno slancio alla ripresa economica

Gli italiani non sembrano condividere molto l’idea che le banche siano importanti perché finanziano le imprese e la crescita dell’economia, ed infatti se ne dichiara abbastanza convinto il 34,2% e poco convinto il 32,1%, mentre solo 16,5% condivide molto tale affermazione.

Il giudizio dei giovani

I ragazzi tra i 18 e 24 anni spesso non sono in grado di esprimere alcun giudizio sui servizi bancari, perché non si sono mai direttamente relazionati con le banche o si sono limitati all’apertura di un conto corrente. Più si va avanti con l’età, maggiore è l’esperienza con gli istituti di credito e la capacità di giudicarne l’operato. La qualità dei servizi è valutata in maniera negativa o molto negativa da una più alta percentuale di intervistati rispetto a quanto avviene tra i giovani.

Le banche si curano più dei potenti che delle famiglie. Il giudizio degli italiani sugli istituti di credito ultima modifica: 2010-02-03T09:30:27+00:00 da Flavio Meloni

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