Un quarto delle banche europee prevede di stringere ulteriormente i requisiti di accesso al credito per le imprese, dopo aver già inasprito tali condizioni nell’ultimo trimestre del 2011. A dichiararlo è stata direttamente la Banca Centrale Europea che nei primi giorni di febbraio ha pubblicato la The Euro Area Bank Lending Survey (January 2012).L’indagine, quadrimestrale (viene rilasciata a fine gennaio, aprile, luglio e ottobre), ha coinvolto 124 banche dell’area euro.Secondo la survey, infatti, il 25% delle banche europee continuerà, nei confronti di imprese e consumatori, nella politica di contenimento del credito anche in questo primo trimestre del 2012. La Bank Lending Survey, completata tra il 19 dicembre e il 9 gennaio, non tiene però conto dei quasi 500 miliardi di euro (489,1) che dall’Euro Tower di Francoforte sono stati messi sul piatto a favore delle banche europee sotto forma di prestiti a tassi di favore all’1% (quattordici gli istituti italiani coinvolti per un ammontare complessivo di 40,4 miliardi di euro); tuttavia, c’è da credere che la paura di un nuovo credit crunch all’orizzonte spinga le stesse banche a tenere in cassaforte quel denaro: la sensazione, infatti, è che molti istituti di credito acquistino titoli di Stato con i soldi della Bce per sistemare i propri bilanci, invece che prestarli alle imprese e alle famiglie.
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