Le priorità per il mercato dell’intermediazione creditizia in Italia

Già dopo la prima domanda possiamo notare come la gran parte dei rispondenti ha una visione pessimistica della situazione attuale e di quella futura; infatti alla domanda: “Come vede il mercato del credito nel 2013?” il 55,6% del campione risponde in maniera negativa vedendo un ulteriore declino, il 36% prospetta una situazione stabile e solo l’8,3% vede un futuro in crescita.


Questo dato conferma il clima negativo che si respira sul mercato, e la difficoltà da parte degli operatori di trovare soluzioni. Va comunque sottolineato quell’8,3% del campione che nonostante tutto crede in una crescita del mercato del credito nell’anno corrente, cosa impensabile solo qualche mese fa.

Ma veniamo ora al cuore della ricerca e cerchiamo di capire quali sono le tre priorità per il 2013; da una rapida lettura del primo grafico, riportato in basso, notiamo che il 23,1% degli intervistati ha come priorità principale quella di sopravvivere, risposta sicuramente emblematica e che appare sicuramente indicativa della preoccupazione e del malcontento diffusi.


Al secondo posto, con una percentuale del 18,5%, si richiede una maggiore disponibilità delle banche ad erogare finanziamenti; a seguire una ripresa del mercato con una percentuale del 13% e poi, via via si indicano priorità con percentuali decrescenti. Sollevano qualche perplessità le basse percentuali collegate alle risposte avere maggiore professionalità dei mediatori creditizi e degli agenti attività finanziaria ed eliminare il sommerso. Altro dato fondamentale che emerge dall’incrocio di questi risultati è dato dal fatto che tra quelli che hanno espresso come prima priorità sopravvivere, numerosi hanno indicato come seconda avere maggiore disponibilità dalle banche e come terza una ripresa del mercato. Sicuramente priorità molto condivise dal mercato: gli intervistati chiedono semplicemente di continuare a svolgere il proprio lavoro sperando in una ripresa del settore, ma con l’aiuto delle banche.


Procedendo nella ricerca, come si vede nel grafico riportato qui in alto, scopriamo qual è la seconda priorità per il 2013 per gli intervistati. Dai dati risulta che la priorità che ha riscontrato una maggiore frequenza con una percentuale del 25% risulta essere quella di avere una maggiore disponibilità delle banche; a seguire, con il 14,8%, abbiamo la ripresa del mercato e al terzo posto con una percentuale del 6,5% si punta a eliminare la concorrenza sleale. È interessante osservare come la priorità di sopravvivere ha ottenuto una percentuale del 5,6% chiaramente più bassa rispetto al 23,1% che riscontrava come prima priorità. Un dato che dimostra come si tratti di un tipo di priorità a spiccato carattere emotivo, che o ha un grande peso nella visione del futuro oppure non viene percepita come fondamentale.

Dall’interpolazione dei risultati emerge che per i soggetti che hanno indicato come prima priorità quella di avere una maggiore disponibilità delle banche, la seconda priorità è una ripresa del mercato e la terza quella di avere margini di remunerazione per il futuro. Anche in questo caso si tratta di risposte assolutamente coerenti, che sembrano indicare un unico desiderio: in un mercato in ripresa le banche devono essere più disponibili ad erogare  credito, lasciando maggiori margini alle reti distributive.

La terza e ultima priorità che riscontriamo dalla ricerca con una percentuale più alta, precisamente del 17,6%, risulta essere, proprio come era capitato per la seconda priorità, quella di avere una maggiore disponibilità delle banche. Dal grafico si nota come in questo caso le risposte siano più polverizzate. Si può osservare come tra la seconda e terza priorità ci sia molto in comune e che al terzo posto tra le priorità diminuisce il peso del business in senso stretto e si avverte maggiormente la necessità di avere un quadro normativo più stabile e una maggiore azione di vigilanza e controllo sul mercato da parte dell’Oam e della Banca d’Italia.


All’interno della ricerca sono state inserite anche due ulteriori domande a risposta aperta. La prima è stata: “Cosa cambierebbe della normativa?”. Data la natura della domanda sono state categorizzate le risposte attraverso un’accurata analisi. Dal grafico si deduce che la maggior parte degli intervistati, il 32%, vorrebbe abolire il monomandato per gli Aaf (il 46% degli intervistati sono agenti); un 12% non cambierebbe nulla; un altro 12% cambierebbe tutto; un 9% vorrebbe la possibilità di segnalare le pratiche agli agenti; un il 6% non sa. Una grande fetta, il 30% degli intervistati, ha dato risposte non categorizzabili; tra le più gettonate abbiamo l’abolizione della norma, delle sanzioni severe per chi opera abusivamente e maggior controllo sulla formazione.


Interessante è osservare come il tema della segnalazione (ad esempio con gli agenti immobiliari) abbia perso di interesse. Questo ci fa pensare che il mercato abbia trovato altre formule per continuare questa attività, o che si sia adeguato a non ricevere più clienti da questo canale di acquisizione.


Alla seconda domanda a risposta aperta, “Cosa dovrebbe fare l’Oam nel 2013?”, il 28% degli intervistati è tornato sul tema maggiore vigilanza sull’abusivismo; il 20% ritiene, invece, che l’Organismo debba essere eliminato; l’11% che si debbano ridurre i costi per l’iscrizione, e a pari merito al 9% gli intervistati chiedono maggiore assistenza e una migliore strutturazione dell’Organismo. Anche in questo caso si riscontra una grande fetta di intervistati, il 23%, che ha fornito risposte non categorizzabili. Tra queste ricordiamo quelle di accelerare l’iter per l’iscrizione, semplificare il sito e far chiarezza sulla normativa.

Le priorità per il mercato dell’intermediazione creditizia in Italia ultima modifica: 2013-05-20T18:43:37+00:00 da Flavio Meloni

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