Leasing, approvata con il Ddl concorrenza la nuova disciplina. Soddisfazione di Assilea

Assilea LogoCon l’approvazione definitiva da parte del Senato del Ddl Concorrenza la nuova disciplina del contratto di leasing è legge. “Chiarezza, norme certe per le parti e nuove tutele del cliente rendono il leasing uno strumento trasparente e ancora più competitivo per imprese e privati con partita Iva”, ha commentato Enrico Duranti, neo presidente dell’Assilea, Associazione italiana del leasing.

Il legislatore ha introdotto una disciplina di diritto comune in linea con le disposizioni presenti nella legge fallimentare, relativa ai rapporti pendenti nel fallimento e nel concordato preventivo e nel c.d. leasing abitativo, in modo da avere una disciplina univoca del leasing coerente anche alla natura dei soggetti eroganti, che possono essere solo banche e intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Come già in Europa, il leasing cessa quindi di essere annoverato tra i contratti atipici, regolati solo fra le parti.

La nuova normativa fa chiarezza sui doveri del concedente e quelli dell’utilizzatore del bene in locazione
finanziaria, estendendo la tutela del cliente anche all’inadempiente.

I commi da 136 a 140 dell’art.1 del Ddl Concorrenza introducono la nuova definizione del leasing, come il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario vigilato dalla Banca d’Italia si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del diritto, l’obbligo di restituirlo.

In caso di risoluzione per inadempimento, il concedente ha diritto alla restituzione del bene, ma è tenuto a corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da un’altra collocazione, che deve essere effettuata ai valori di mercato. Sono dedotte le somme pari all’ammontare dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere, solo in linea capitale, e del prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto, nonché le spese anticipate per il recupero del bene, la stima e la sua conservazione fino alla vendita.

La maggior tutela del cliente si attua anche attraverso l’obbligo per la società di leasing di procedere alla vendita o ricollocazione sulla base dei valori di pubbliche rilevazioni di mercato, elaborate da soggetti specializzati. Quando non sia possibile farvi riferimento, si procede sulla base di una stima effettuata da un perito scelto in comune dalle parti. Nella vendita o ricollocazione, la società di leasing si deve anche attenersi a criteri di celerità, trasparenza e pubblicità, adottando modalità tali da consentire l’individuazione del miglior offerente possibile, informando l’utilizzatore.

Il ddl Concorrenza, con una specifica norma che quantifica il numero delle rate non pagate per far scattare la risoluzione per inadempimento, colma un vuoto normativo a tutela dell’utilizzatore, seppur inadempiente, prevedendo il concetto di grave inadempimento. Attualmente non esiste una norma che quantifica il numero di rate non pagate che fanno scattare la risoluzione per i mutui o finanziamenti chirografari alle imprese, per cui questa potrebbe essere dichiarata anche in caso di mancato pagamento di una sola rata. In questo modo viene previsto un inadempimento qualificato, in analogia a quanto disposto nell’art. 1525 c.c. o in materia di mutuo fondiario dall’art. 40, comma 2, delt.u. bancario (7 rate anche non consecutive pagate in ritardo da 30 a 180 gg).

Il mancato pagamento di almeno sei canoni mensili o due canoni trimestrali anche non consecutivi o un importo equivalente per i leasing immobiliari, ovvero quattro canoni mensili anche non consecutivi o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria determinano grave inadempienza dell’utilizzatore. Questa ultima parte della norma non si applica al nuovo leasing prima casa, che mantiene le sue specifiche garanzie del cliente fissate per legge che, fra l’altro, prevedono la sospensione del pagamento dei canoni fino a 12 mesi, su richiesta dell’utilizzatore, in caso di perdita del lavoro anche non subordinato.

“Grazie al governo e ai due relatori Marino e Tomaselli, quella di oggi è una notizia rilevante per operatori e clienti, ma più in generale per il Paese, visto che il leasing è uno degli strumenti che più concretamente sta contribuendo alla ripartenza dell’economia, spingendo le aziende a investire – ha sottolineato Duranti -. I dati di giugno lo dimostrano, con +11,65% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati poco meno di 3,8 miliardi di euro di finanziamenti leasing per beni strumentali, di cui il 30% per Industria 4.0”.

Leasing, approvata con il Ddl concorrenza la nuova disciplina. Soddisfazione di Assilea ultima modifica: 2017-08-04T11:57:25+00:00 da Redazione

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