Legge3.it, il 6 giugno a Vicenza la V convention. Le anticipazioni del dossier decennale 2016–2026 e la mappa del sovraindebitamento regione per regione

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Sabato 6 giugno 2026, a Vicenza, Legge3.it celebra 10 anni di procedure di esdebitazione con la quinta convention nazionale: una festa aperta ai protagonisti della rinascita finanziaria, con storie reali, dati inediti e il Dossier decennale 2016–2026, la prima analisi sistematica del sovraindebitamento in Italia costruita su centinaia di fascicoli con sentenza favorevole, disaggregata regione per regione.

Vicenza, spiega la società, non è una scelta casuale. È la città che il 24 settembre 2020 ha emesso la sentenza che ha cambiato la giurisprudenza italiana sul sovraindebitamento da ludopatia: “Il tribunale berico ha stabilito che la dipendenza patologica da gioco d’azzardo è una malattia, non una colpa, e che chi ne è affetto ha diritto all’esdebitazione. Una sentenza che ha aperto la strada a migliaia di persone in tutto il Paese, ed è oggi citata come precedente fondamentale da tribunali di ogni regione”.

È la città che ospita il primo foro del Veneto per numero di pratiche portate avanti da Legge3.it, circa 22 fascicoli, pari al 29% del portafoglio regionale veneto.

Dieci anni di risultati

Legge3.it è stata fondata nel 2016 quando le procedure di sovraindebitamento erano ancora uno strumento quasi sconosciuto. Dieci anni dopo festeggia 551 persone liberate dai debiti, 239.776.000 di euro di passività cancellate, il 100% di casi portati a buon fine presso i tribunali di tutta Italia, 2.625 pratiche oggi in lavorazione.

Dieci anni fa abbiamo scommesso su qualcosa di semplice: che la legge esistesse davvero e funzionasse davvero. Allora quasi nessuno ci credeva – dichiara Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it -. Oggi abbiamo 551 persone liberate dai debiti, 239,7 milioni di euro di passività cancellate e un tasso di successo del 100% in giudizio. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. L’altra parte sono le facce. Il pensionato genovese che aveva firmato garanzie per l’azienda del padre e si è ritrovato con 676.000 euro di debiti a 70 anni. La donna vicentina abbandonata con cinque figli che faceva le pulizie per sopravvivere mentre il tribunale le cancellava 357.000 euro di passività. Il militare di La Spezia con una figlia malata e una dipendenza da gioco che aveva trasformato la sua vita in un incubo. Il lavoratore di Lecce tornato al Sud per assistere il fratello disabile e finito sommerso da debiti per amore. Queste sono le storie che il 6 giugno portiamo a Vicenza. Non per fare un convegno. Per fare una festa”.

Il dossier decennale 2016–2026: la prima mappa regionale del sovraindebitamento

A Vicenza verrà presentato il Dossier decennale 2016–2026, la prima analisi sistematica del sovraindebitamento in Italia costruita non su stime o campioni statistici generali, ma su centinaia di fascicoli reali con sentenza favorevole, disaggregati regione per regione, tribunale per tribunale. “Una fonte primaria che nessun osservatorio bancario o istituzionale ha mai prodotto prima, perché le statistiche ordinarie escludono il debito fiscale, che nei fascicoli Legge3.it rappresenta in media oltre il 50% del passivo totale”, precisa la società.

Il dossier rivela un’Italia del sovraindebitamento profondamente diversa da quella che emerge dai dati bancari. Non è solo questione di numeri: è questione di cause, di profili, di storie. Il debitore tipo ha 52 anni, è uomo nel 72% dei casi, “quasi sempre ex imprenditore o lavoratore autonomo che quando la sua attività è andata in crisi si è trovato con cartelle fiscali impagabili e, spesso, una separazione in corso”. Vive al Nord nel 69% dei casi: “non perché al Sud non ci sia il problema, ma perché al Nord il ricorso al credito e all’impresa è storicamente più alto”.

La geografia del debito

Il Dossier decennale fornisce una classifica del sovraindebitamento per debito medio regionale.
Il quadro sorprende: le regioni più ricche non sono necessariamente quelle con i debiti medi più alti, e la composizione del passivo cambia radicalmente da Nord a Sud”, si legge nel report.

La classifica del debito medio regionale

Regione

Debito medio in euro

Fascicoli

Liguria

457.000

5

Piemonte

420.000

47

Sardegna

404.000

11

Veneto

300.000–350.000

75

Emilia-Romagna

320.000

25

Lombardia

320.000

126

Puglia

314.300

17

Toscana

270.000

19

Lazio

276.000

51

Campania

250.619

13

Elaborazioni proprietarie Legge3.it sul portafoglio assistito 2016–2026. Dati esclusivamente da fonte Legge3.it Non comparabili con statistiche bancarie o dati OCC nazionali, che escludono il debito fiscale

Veneto e Vicenza, il tribunale che ha cambiato le regole. Il Veneto è la seconda regione d’Italia per numero di pratiche (16,84% del portafoglio nazionale, 75 fascicoli). Vicenza è il primo foro veneto con 22 casi. Il debito medio regionale (300.000–350.000 euro) è tra i più alti, trainato da cartelle fiscali che pesano per il 60–65% del totale: quasi sempre il portato della chiusura di una partita Iva.

Liguria, debito medio più alto d’Italia: 457.000 euro. Con un debito medio di 456.998,67 su 5 fascicoli distribuiti su tutti e 4 i tribunali regionali, la Liguria è la regione con il valore medio più elevato del portafoglio nazionale. Il fisco pesa per il 58,8% del totale. Il caso massimo: 676.091 euro a Genova; il caso minimo: 149.675 euro a La Spezia. L’80% dei debitori liguri vive solo, divorziato, celibe o vedovo.

Sardegna, il 36% dei casi nasce da un errore del professionista.  Con un debito medio di 404.000 euro su 11 fascicoli, la Sardegna è terza nella classifica nazionale. Ma il dato che distingue davvero l’isola è un altro: nel 36% dei fascicoli sardi la causa principale o concorrente è un errore di un terzo professionista. Notai che tardano le trascrizioni permettendo pignoramenti su terreni acquistati in buona fede, commercialisti che omettono dichiarazioni dei redditi generando cartelle massive, consulenti finanziari arrestati per scandali. Una percentuale senza paragoni nel resto del portafoglio nazionale. Un caso a Oristano è emblematico: 139.479 di debito generato da una dichiarazione sbagliata di un consulente nel 2007.

Puglia e Lecce, la solidarietà familiare che diventa trappola. Il Veneto e il Nord sovraindebita per il fisco (60–65%). La Puglia sovraindebita per le banche (65–70% del debito). Il motivo: quasi sempre una fideiussione firmata per aiutare un familiare, un fratello, un marito, un padre, la cui azienda è poi fallita. Il debito medio pugliese è 314.300 euro su 17 fascicoli in 6 tribunali.

Lazio e Roma, il territorio più capillare del portafoglio. Con 51 fascicoli su 8 tribunali, il Lazio è la quarta regione per numero di pratiche. Il debito medio è 276.000 euro, tra i più contenuti del portafoglio dell’azienda, ma con punte fino a 1,28 milioni di euro. Il fisco pesa per il 55–60% del totale: “quasi sempre cartelle di piccoli commercianti e lavoratori autonomi romani che hanno chiuso la partita Iva lasciando accumuli di Iva non versata e contributi Inps”. La distribuzione è capillare: Roma 53%, poi Tivoli, Latina, Velletri, Viterbo, Cassino, Civitavecchia, Frosinone.

Emilia-Romagna e Ferrara, la regione dell’outlier da 13 milioni. Venticinque fascicoli su 8 tribunali. Debito medio 320.000 euro, ma con un outlier straordinario: il caso di un imprenditore liberato da oltre 13 milioni di debito, il più alto mai gestito da Legge3.it.

Il debito che nessuno conta: 1.200 miliardi di cartelle esattoriali

La società segnala un dato che manca quasi sempre dal dibattito pubblico sul sovraindebitamento: il debito medio citato dagli osservatori (banche, Banca d’Italia, Crif), si riferisce esclusivamente agli strumenti finanziari: prestiti, mutui, carte di credito. Non include il debito fiscale.

Eppure in Italia esistono 1.200 miliardi di euro in cartelle esattoriali, dato ufficiale, certificato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. “I fascicoli Legge3.it lo confermano regione per regione: il fisco è presente come creditore nell’82% dei casi del portafoglio nazionale. In Veneto pesa per il 60–65%, in Liguria per il 58,8%, nel Lazio per il 55–60%. In Puglia — dove le banche dominano — pesa comunque per il 25–30%. Non esiste un fascicolo del portafoglio Legge3.it in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non compaia”, prosegue l’analisi.

Non si tratta di evasione fiscale, precisa la società. Si tratta di persone che hanno smesso di poter pagare: cartelle generate da redditi d’impresa cessata, contributi Inps non versati quando la ditta stava affogando, ravvedimenti tardivi che nessuna busta paga può coprire. “Queste persone esistono. Le statistiche bancarie non le vedono. Legge3.it le segue ogni giorno”, conclude la società.