Lo stato dell’economia Italiana: rapporto Istat 2015 e stime sul Pil

Il rapporto annuale dell’Istat  pubblicato lo scorso 20 maggio offre un’analisi dettagliata della situazione socioeconomica dell’Italia nel 2015.

Le famiglie
Le famiglie “senza lavoro” sono passate dal 9,4 per cento del 2004 al 14,2 per cento del 2015. Indicativo il dato registrato nel sud dell’Italia, con il 24,5 per cento di famiglie “senza un reddito derivante da fonti occupazionali”: quasi un nucleo su quattro. La quota scende all’8,2 per cento nel nord Italia e all’11,5 per cento nel centro Italia.

L’occupazione
Nel 2015 gli occupati in Italia sono 22,5 milioni: 186.000 in più rispetto al 2014 (più 0,8 per cento). Secondo quanto risulta dall’ultimo Rapporto Ocse su Giovani e occupazione pubblicato oggi, in Italia il tasso di occupazione dei giovani tra 15 e 29 anni è sceso di quasi 12 punti percentuali tra il 2007 e il 2013, passando dal 64,33% al 52,79%, il secondo peggior dato tra i Paesi Ocse, dietro alla Grecia (48,49%).

Le stime sul Pil 2016/2017
Standard and Poor’s ha pubblicato il rapporto “Flying on one engine: the Eurozone economy is fighting for altitude” sulle stime di crescita dell’Italia e degli altri Paesi della zona Euro per il 2016 e il 2017. Per l’Italia si stima una crescita pari all’1,1% e per il 2017 una crescita dell’1,3%. Per la Spagna si prevede un Pil a +2,6% nel 2016 e a +2,3% nel 2017. Per la Germania: si stima una crescita dell’1,6% per quest’anno e dell’1,7% per il 2017. In Francia è prevista una crescita dell’1,3% per il 2016 e dell’1,5% per il 2017. Tuttavia, considerando le stime precedenti nell’Eurozona Standars & Poor’s prevede un tasso medio di crescita dell’1,5% nel 2016 e dell’1,6% nel 2017, anziché dell’1,8% e dell’1,7% come precedentemente stimato.

Cattura

Le stime sul Pil del 2006
Se consideriamo i dati relativi al 2006, il tasso di crescita del Pil era del 1,5%, ovvero lo 0,04% in più rispetto a quanto previsto per il 2016.  I dati esposti dal rapporto Istat, associati alle stime di Standard and Poor’s, rappresentano uno scenario chiaro: l’Italia cresce, ma arranca di molto rispetto agli altri Paesi del Gruppo degli Otto (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia) e a quelli dell’Eurozona, che invece appaiono più solidi e preparati ad affrontare una ripresa economica stabile.

Lo stato dell’economia Italiana: rapporto Istat 2015 e stime sul Pil ultima modifica: 2016-05-26T13:25:39+00:00 da Salvatore Giannavola

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