L’Oam mette in moto la macchina delle sanzioni. Pubblicato il Regolamento con la Procedura sanzionatoria per agenti e mediatori

Oam QuadratoSempre più affilate le armi dell’Organismo degli agenti e mediatori in tema di vigilanza e controllo. L’Oam ha emanato il Regolamento integrativo che contiene la Procedura sanzionatoria (e la Procedura di cancellazione dagli elenchi) che scatta per agenti e mediatori nei confronti dei quali siano state accertate delle violazioni. Tale Regolamento è entrato in vigore il 13 febbraio 2015 con la pubblicazione sul portale dell’Oam ed è rivolto ad agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, agenti dei servizi di pagamento iscritti nella sezione speciale, agenti che prestano servizi di pagamento per conto di istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento comunitari e cambiavalute iscritti in apposito registro.

Si tratta di un regolamento che spiega analiticamente i principi e le modalità con le quali l’Organismo, concluso il processo istruttorio di raccolta informativa e documentale, decide di sanzionare un intermediario che abbia commesso delle infrazioni giuridiche o amministrative. Ma è anche, e soprattutto, uno strumento pratico per gli operatori del credito per capire quali siano i tempi e le modalità con cui l’operatore stesso può “difendersi”, presentare le sue memorie, chiedere di essere ascoltato in audizione e proporre, documentandola, la sua versione dei fatti. Qualora dovessimo trovarci una comunicazione nella casella Pec con la quale l’Organismo ci informa di aver avviato una procedura sanzionatoria, o peggio l’irrogazione di una sanzione, questo regolamento risulterà una guida utile dal punto di vista della metodologia e della tempistica cui attenersi per sostenere la propria difesa.

Vediamo nello specifico cosa accade quando l’Oam, una volta accertato che l’intermediario ha commesso delle infrazioni, mette in moto la machina che eroga le sanzioni.

Conclusa la fase istruttoria che ha portato all’accertamento di una violazione, ha inizio la procedura sanzionatoria con la contestazione formale degli addebiti rilevati dall’Organismo nei confronti degli iscritti interessati. La contestazione è predisposta dal Responsabile dell’ufficio di Vigilanza, il quale appone il suo visto sugli atti istruttori. Da tale data, che sarà comunicata nella lettera di contestazione all’operatore, decorrono i termini per la notifica della contestazione delle violazioni che deve avvenire entro 120 giorni dalla conclusione dell’accertamento, oppure 240 se l’interessato vive all’estero. La comunicazione viene spedita all’indirizzo Pec dell’interessato e l’Organismo la intenderà comunque “ricevuta” anche se l’operatore non ne abbia materialmente preso visione perché magari ha l’abitudine di consultare poco la sua Pec, o perché magari la Pec è scaduta e non è stata rinnovata, oppure è piena. La Pec resta uno dei requisiti obbligatori per l’esercizio della professione e l’Oam intende assolto l’obbligo di notifica con l’invio della lettera anche se, di volta in volta, potrà stabilire altre forme di comunicazione con le quali contattare l’interessato.

La lettera di notifica deve contenere tutti gli elementi utili all’attività istruttoria e di controllo svolta, la data in cui si è concluso l’accertamento, la descrizione specifica delle violazioni commesse e delle norme sanzionatorie a esse collegate.

Dal canto loro, gli interessati possono difendersi partecipando attivamente alla procedura e prendendo visione degli atti istruttori che l’Organismo ha raccolto sul loro conto (cfr. anche il Regolamento integrativo pubblicato sempre il 13 febbraio 2015 sul portale Oam riguardante l’accesso agli atti), di presentare controdeduzioni entro il termine di 45 giorni (90 per chi abbia la residenza all’estero), e di chiedere un’audizione personale.

I termini per la presentazione di documenti difensivi (documenti o deduzioni scritte) decorrono, come detto, dalla data di notifica inviata tramite Pec e possono essere prorogati solo per una volta per un periodo massimo di 45 giorni a seguito di motivata richiesta degli interessati. Questi possono anche chiedere di avere accesso agli atti del procedimento sanzionatorio, purché ne facciano richiesta con apposita istanza separata. L’attività difensiva si svolge nel rispetto del principio della leale collaborazione delle parti e la documentazione allegata deve essere pertinente ai fatti contestati e gli allegati devono essere presentati in maniera ordinata e corredati da un elenco. Altra possibilità a disposizione dell’interessato è richiedere un’audizione personale, che può essere richiesta entro 45 giorni successivi presso la sede dell’Organismo. Tali audizioni vengono sinteticamente verbalizzate e sottoscritte dalle parti.

Il termine stabilito per la conclusione della procedura sanzionatoria può essere sospeso per una sola volta e per non più di 120 giorni qualora si renda necessario a seguito dell’esame delle controdeduzioni o dell’audizione personale che si è svolta. Tale sospensione serve per richiedere ulteriori informazioni o certificazioni relative a fatti o stati non attestati nei documenti già in possesso dall’Organismo o non direttamente acquisibili presso altre amministrazioni; effettuare approfondimenti istruttori tramite accertamenti o acquisizioni di pareri di altre amministrazioni o autorità; effettuare contestazioni integrative. Il termine stabilito per la conclusione della procedura sanzionatoria può essere sospeso nel caso in cui vengano effettuate contestazioni integrative e per tutto il periodo in cui l’interessato ha la facoltà di presentare le relative controdeduzioni. Nel caso in cui nel corso di ulteriori accertamenti dovessero essere rilevate nuove violazioni, l’Ufficio vigilanza potrà integrare le contestazioni già avanzate nei confronti dei responsabili. Restano ovviamente salve, le possibilità dei soggetti di presentare ulteriori controdeduzioni e di richiedere un’audizione personale entro i 45 giorni successivi, ovviamente motivando tale nuova richiesta.

Una volta conclusa la fase istruttoria, l’Ufficio di Vigilanza formula una proposta di irrogazione di sanzione oppure di archiviazione. La proposta di irrogare la sanzione deve essere corredata dall’indicazione dei presupposti e delle ragioni giuridiche che hanno portato a quella conclusione e, validata dal direttore generale, sarà sottoposta al Comitato di gestione (insieme a tutti gli atti della procedura), affinché sia presa la decisione finale entro 240 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle controdeduzioni.

Resta sempre ferma la possibilità da parte dell’Oam di disporre la sospensione dagli elenchi per ragioni cautelative per un periodo massimo di 8 mesi qualora sussistano elementi che facciano presupporre gravi violazioni legislative o amministrative.

Una volta che la decisone di sanzione o di archiviazione sia stata presa, sarà comunicata all’interessato via Posta certificata. I provvedimenti sanzionatori sono impugnabili e l’Organismo nel costituirsi in giudizio presenta le sue memorie e produce gli atti a difesa della legittimità del provvedimento sanzionatorio che ha adottato.

Segue articolo sulla Procedura di cancellazione.

Leggi il Regolamento

L’Oam mette in moto la macchina delle sanzioni. Pubblicato il Regolamento con la Procedura sanzionatoria per agenti e mediatori ultima modifica: 2015-03-19T11:05:41+00:00 da Valentina Petracca

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