Marco Limoncelli, presidente Cooperfin. “Vogliamo creare una rete delle eccellenze imprenditoriali presenti sul territorio italiano”

Marco LimoncelliSeimilaquattrocento chilometri percorsi, nove tappe dal Sud al Nord della penisola, centinaia di partecipanti e interlocutori coinvolti. Sono questi i numeri del roadshow “Credito e finanza per il sostegno e la crescita” organizzato da Cooperfin, società che ha tra i propri azionisti mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria, promotori, società industriali, società commerciali, imprenditori e liberi professionisti. Nata nel 2008, all’inizio del 2012 Cooperfin ha ottenuto l’azione dematerializzata accentrata presso Monte Titoli Spa, società del Gruppo London Stock Exchange (Borsaitaliana), e oggi è una public company a elevata capitalizzazione e azionariato diffuso con oltre 300 soci. Domani, a Roma, nella sede dell’Unicef, si svolgerà la tappa conclusiva della serie di appuntamenti che ha portato gli esponenti della società a incontrare le realtà imprenditoriali e le aziende presenti sul territorio italiano, avviando un confronto suoi nuovi modelli di business che stanno nascendo e possono nascere nel Paese. “Quello nella capitale sarà un incontro riepilogativo, durante il quale tireremo un po’ le somme del percorso fatto e dei risultati raggiunti”, ci spiega Marco Limoncelli, presidente della Cooperfin. “L’obiettivo del nostro roadshow era appunto quello di favorire un dialogo diretto con gli imprenditori, con gli operatori di settore e le associazioni di categoria, per capire quali possono essere le aree imprenditoriali su cui puntare e alle quali fornire un sostegno finanziario concreto e immediato”.

Siete riusciti nel vostro intento?
Assolutamente sì. Nel corso di questi appuntamenti siamo partiti dal Meridione e abbiamo poi risalito la penisola, entrando in contatto con le realtà dei diversi territori e delle diverse aree geografiche del Paese. Ognuna di esse presenta proprie specificità, ma c’è una cosa che le accomuna tutte: la necessità di credito e di finanziamenti per poter portare avanti l’attività imprenditoriale. Anche perché ormai gli istituti di credito sono orientati verso il gennaio del 2014, quando entreranno in vigore le regole di Basilea 3 e i parametri collegati alla nuova disciplina, che non potranno che accentuare l’attuale stretta creditizia. In questo quadro il nostro contributo consiste nell’individuare quelle che possono essere considerate le singole eccellenze dei diversi territori e di metterle in rete tra loro e con le banche, per fare sinergia e favorire l’erogazione finanziaria, portando avanti un’azione di tutoraggio e mentoring nei confronti delle imprese che ne hanno bisogno. Tutti questo utilizzando anche strumenti diversi da quelli tradizionali, come ad esempio il prestito su pegno.

Ci spiega di cosa si tratta?
È una soluzione semplice e immediata per ottenere una somma di denaro pari al valore di un oggetto dato in garanzia. Non prevede alcuna indagine patrimoniale, è veloce e sicuro, con custodia dei beni in ambienti protetti, trasparente nelle condizioni, comodo e rimborsabile in qualsiasi momento. Sto parlando di un prodotto altamente etico che oggi sta crescendo in maniera importante e che è arrivato a rappresentare un giro d’affari, secondo i dati della Banca d’Italia, del valore di un miliardo di euro. In più il prestito su pegno è utile a contrastare il fenomeno dell’usura e del riciclaggio.

A proposito, tra i relatori del convegno di domani ci sarà anche Ranieri Razzante, membro dell’Aira, l’Associazione italiana anti riciclaggio…
Sì, esattamente. È uno dei maggiori esperti italiani in quest’ambito e proprio per questo ci teniamo particolarmente ad averlo al nostro tavolo. Ogni volta che eroghiamo del credito una delle nostre prime preoccupazioni è quella di compiere adeguate indagini sulle finalità di impiego di questo denaro, per evitare che possa essere utilizzato per favorire appunto fenomeni di usura o riciclaggio. Non è un caso se uno degli altri relatori sarà Ercole Pietro Pellicanò, dell’Anspc, l’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito.

Vi definite artigiani del credito. Cosa intendete con questa espressione?
La nostra società si occupa di credito ma si differenzia notevolmente dalle banche, che del credito rappresentano i grandi industriali. Questo non significa naturalmente che ci sia contrasto tra noi e loro. Parlerei anzi di complementarità. In questi anni che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo accumulato molta esperienza e percorso molta strada, raggiungendo una serie di traguardi importanti che ci consentono oggi di porci come interlocutori validi e attenti di aziende e imprese. In questo senso siamo appunto “artigiani”, e partiamo dal presupposto che ogni nostro agente debba essere in grado di fornire ai clienti una serie di servizi che non potrebbe trovare in banca, primo tra tutti la possibilità di essere accompagnato e seguito nel suo percorso di richiesta e accesso al credito. Siamo convinti che in un momento in cui con sempre maggior frequenza ci si trova davanti ad aziende sottocapitalizzate e sottopatrimonializzate la nostra assistenza possa garantire alle imprese una maggiore solidità e un più ampio spazio di manovra per il proprio business. È importante sottolineare che nel nostro Paese sono presenti delle eccellenze che in questo momento così critico stanno tentando tra mille difficoltà e centinaia di impedimenti di risalire la china per tornare a fare impresa. La nostra volontà è quella di assistere e supportare da vicino questi soggetti.

Della rete che state istituendo fanno parte anche dei confidi?
Sì, abbiamo definito una partecipazione incrociata con Confcredito e con Colefin Fidi che ci garantisce una maggiore copertura finanziaria. Vorrei inoltre sottolineare che abbiamo concluso un accordo con Cabel sulle carte di credito, che ci consentirà di essere più performanti per il 2014.

Marco Limoncelli, presidente Cooperfin. “Vogliamo creare una rete delle eccellenze imprenditoriali presenti sul territorio italiano” ultima modifica: 2013-11-25T16:45:46+00:00 da Paolo Tosatti

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