Massimo Marchesi, segretario generale Ufi: “Attendiamo dal prossimo board dell’Oam un segnale forte in tema di abusivismo”

Marchesi, UfiL’Ufi, Unione finanziarie italiane, è una associazione volontaria senza finalità di lucro, costituta il 3 aprile 1993 su iniziativa di 14 intermediari finanziari con lo scopo di tutelare gli interessi generali degli appartenenti alla categoria. Nell’ambito della sua attività l’Unione cura il costante contatto con le autorità preposte e con gli enti pubblici e privati comunque interessati all’intermediazione finanziaria, come l’Oam, nella cui assemblea siede accanto ad altre undici associate. Abbiamo chiesto al segretario generale Massimo Marchesi di tracciare un sintetico bilancio delle attività portate avanti dall’Organismo nel corso del suo primo mandato e dei risultati conseguiti.

Come si è comportato l’Oam in questi tre anni? È riuscito a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati?
A nostro avviso l’Oam ha due compiti fondamentali: gestire gli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi ed esercitare la vigilanza. Se sul primo punto l’attività fino ad oggi svolta è stata assolutamente positiva, sul secondo si riscontrano non pochi problemi. L’attuale board dell’Organismo è composto da persone che stimiamo e che hanno avuto il grande merito di aver concretamente messo in piedi la struttura operativa e mosso i primi passi, peraltro in un momento congiunturale estremamente complicato. La fase di “rodaggio”, però, adesso si deve considerare chiusa e il prossimo board dovrà imprimere una forte spinta all’attività dell’Oam, specie per quanto riguarda la lotta all’abusivismo.

Quindi siete tra quelli che pensano che in tema di lotta all’esercizio abusivo della professione l’Organismo dovrebbe fare di più…
Noi abbiamo un’unica preoccupazione: che l’Organismo funzioni nel migliore dei modi, tutelando i consumatori e i suoi iscritti e assistendo il più possibile questi ultimi nell’esercizio della loro professione. L’auspicio è che dall’Oam arrivi un segnale forte e inequivocabile al mercato e agli operatori, ai quali è necessario far capire senza mezzi termini che l’abusivismo non sarà più tollerato e che a partire da questo momento si comincerà a fare sul serio nel perseguire chi viola la legge.

Su cosa si dovrà concentrare l’Organismo nel prossimo triennio?
Sono diversi i nodi che ancora restano da sciogliere. Ad esempio non è ancora stato affrontata la questione della promozione dei prodotti tramite internet. Quali sono i soggetti abilitati a farlo? E come si interviene nei confronti di quelli non autorizzati? Inoltre è necessario procedere a una razionalizzazione delle spese. Osservando il bilancio alcune voci hanno suscitato non poche perplessità, e non solo da parte della nostra associazione, per la notevole quantità di risorse impiegate. A questo proposito vorrei sottolineare che nei giorni scorsi è stata pubblicata dalla Banca d’Italia la circolare che dà attuazione alla riforma del Titolo V del T.u.b., e che si può dunque presumere che nel prossimo periodo diversi operatori che sono attualmente ex 106 e risultano iscritti all’elenco generale cessino l’attività. Ciò determinerà un ulteriore calo degli iscritti e, conseguentemente, un’ulteriore riduzione delle risorse a disposizione.

Massimo Marchesi, segretario generale Ufi: “Attendiamo dal prossimo board dell’Oam un segnale forte in tema di abusivismo” ultima modifica: 2015-05-16T10:34:48+00:00 da Paolo Tosatti

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