Massimo Marchesi, segretrio generale Ufi: “Catricalà regalerà autonomia e autorevolezza all’Oam. Ora serve estendere l’attività di vigilanza e rivedere l’impianto operativo e normativo”

Marchesi, UfiIl neo presidente Antonio Catricalà e i nuovi membri del comitato di gestione dell’Organismo agenti e mediatori eletti lo scorso 30 giugno si sono ufficialmente insediati. Sulle loro scrivanie, ad attenderli tante nuove sfide, nuovi obiettivi da raggiungere, ma anche vecchi problemi che da tempo richiedono una soluzione. L’Ufi, Unione finanziarie italiane, associazione di categoria degli intermediari finanziari non bancari, ha fortemente voluto alla guida dell’Organismo Antonio Catricalà. Parliamo di questa nomina con il suo segretario generale, Massimo Marchesi.

Perché l’Ufi ha proposto alla guida dell’Oam proprio Catricalà?
Abbiamo puntato su una figura di altissimo livello professionale e istituzionale perché ci siamo resi conto durante l’assemblea di approvazione del bilancio di aprile scorso che l’Organismo presentava alcune criticità che avrebbero potuto determinare problematiche nel futuro. L’Ufi ha profondo rispetto per il lavoro svolto finora per l’avviamento dell’Organismo dal vecchio board, ma il bilancio presentato non ha consentito all’Ufi di esprimere un voto favorevole tant’è che si è astenuta.

Quali problematiche avevate riscontrato?
Le finalità di interesse generale che la legge ha affidato all’Oam sono la gestione degli elenchi e lo svolgimento dell’attività di vigilanza finalizzata alla lotta all’abusivismo. Le risorse preventivamente indicate da destinare all’attività di vigilanza sono apparse incongrue anche alle altre Associazioni presenti, da qui l’esigenza di trovare una figura istituzionale che fosse autorevole, qualificata e in grado di favorire concretamente il raggiungimento delle finalità assegnate all’Organismo. Il prof. Catricalà presentava tutte queste caratteristiche. Così, dopo aver informato le figure istituzionali di riferimento, ossia Mef e Banca d’Italia e dopo aver sentito anche le altre associazioni, il 30 giugno scorso si è arrivati alla sua nomina.

Con l’arrivo di Catricalà si può parlare di un nuovo inizio per l’Oam e considerare ufficialmente chiusa la fase di start up?
In un certo senso direi di sì, anche se ovviamente il nuovo presidente dovrà affrontare delle problematiche che erano emerse già nei mesi precedenti. Ora bisognerà rimettere a regime tutto il sistema. Sono stati già rivisti alcuni compensi del board che, al momento del suo rinnovo, ha visto la riconferma di Andrea Ciani e di Michele Faldella che quindi proseguono la loro attività garantendo una certa continuità col passato essendo stati presenti anche nel Comitato precedente. Sono stati poi inseriti Vito Torelli che ha una grandissima esperienza nel mondo dell’intermediazione e Carlo Dorati. Si aggiungerà presto un altro membro in rappresentanza del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Qual è la prima cosa che dovrebbe fare il nuovo presidente?
Considerata l’esperienza professionale di Catricalà non potrei mai permettermi di dargli un consiglio. Posso però supporre che farà un’attenta ricostruzione organizzativa, amministrativa e contabile in seno all’Organismo. Dopo di che, sembra evidente che il suo interesse è quello di operare per estendere l’attività di vigilanza e per la lotta all’abusivismo. Sono certo che queste questioni saranno da lui affrontate e indirizzate nel modo giusto. Certo, è evidente che neppure Catricalà ha la bacchetta magica e dunque, avrà bisogno di un fisiologico periodo di ambientamento per prendere le redini del sistema ed entrare pienamente a regime. Non è ipotizzabile che nel giro di 15 giorni possano essere risolti tutti i problemi.

Un nome così autorevole regalerà maggiore autonomia all’Organismo, ancora oggi poco conosciuto presso i clienti e, talvolta, anche dalle banche…
Certamente. Occorre restituire e rafforzare il senso delle istituzioni. Si avverte spesso la sensazione che per alcuni operatori non valga la pena operare secondo le regole, che gli intermediari regolarmente iscritti nella realtà siano penalizzati rispetto agli abusivi… Che sfuggono alla vigilanza, e a tutto quel sistema di norme e metodologie che sono alla base del corretto operare a tutela della correttezza e della trasparenza del mercato e dei diritti dei consumatori. Il messaggio deve essere chiaro: bisogna lavorare secondo le regole. Un nome così autorevole alla guida dell’Organismo potrà fare solo del bene.

Cosa si dovrebbe fare per far crescere il settore?
L’interesse comune di tutti gli operatori è quello di avere un mercato più professionale e trasparente. Siamo alla vigilia del ricevimento della direttiva europea sul credito ipotecario, il cosiddetto mortgage credit, che dovrebbe ad esempio eliminare o attenuare l’istituto del monomandato. Ci sono una serie di altre questioni che andranno affrontate nell’ambito di una visione generale volta favorire lo sviluppo del Paese. Riteniamo che Catricalà, per la sua professionalità e per le sue esperienze pregresse, potrà garantire tutto ciò.

Massimo Marchesi, segretrio generale Ufi: “Catricalà regalerà autonomia e autorevolezza all’Oam. Ora serve estendere l’attività di vigilanza e rivedere l’impianto operativo e normativo” ultima modifica: 2015-07-16T15:16:15+00:00 da Valentina Petracca

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: