Massimo Minnucci, esperto di cessione del quinto: “Gli orientamenti di vigilanza della Banca d’Italia segnano un passo avanti importante. Ora serve una riforma normativa che favorisca un rilancio del settore”

Massimo Minnucci, cessione del quinto“La comunicazione inviata agli operatori dalla Banca d’Italia sui nuovi orientamenti di vigilanza in materia di operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso che ha visto la partecipazione attiva dei soggetti che operano nel settore. Da questo punto di vista può certamente essere considerata un passo in avanti molto importante che rientra in un contesto più ampio, quello della riforma normativa di cui il comparto ha bisogno per crescere e svilupparsi”. Massimo Minnucci, esperto di cessione del quinto, commenta così le recenti indicazioni fornite da Palazzo Koch, destinate a suo avviso a incidere in maniera rilevante sul mercato.

Qual è l’aspetto più importante della comunicazione?
La cosa veramente fondamentale è l’aver chiarito in modo inequivocabile che ci sono regole precise che devono trovare applicazione per tutti e buone prassi confermate nel loro indirizzo. È infatti dal rispetto di tali regole che dipende la possibilità di una crescita sana del comparto. Anche per questo è urgente l’approvazione della riforma normativa, di cui si parla già da diverso tempo. Un altro passaggio rilevante è l’invito ad automatizzare al massimo le procedure utilizzate dagli operatori per la gestione delle pratiche di finanziamento. Questa automazione è collegata direttamente alle possibilità di sviluppo del mercato.

Il documento presenta anche delle criticità?
Probabilmente c’è la necessità di qualche approfondimento sulla parte operativa. Ad esempio in relazione alla seconda delle nove sezioni in cui si articola il documento, là dove si sottolinea che non è possibile contrarre una nuova cessione prima che siano stati pagati i 2/5 delle rate pattuite nel contratto. Fermo il principio dei 2/5, non certo in discussione, chi opera nel settore sa che è estremamente complesso avere  riscontri affidabili nel calcolo effettuato considerando le rate pagate, perché spesso legati alla registrazione dei singoli pagamenti effettuati dal terzo debitore ceduto. Si potrebbe scegliere un parametro differente, ovviamente univoco per tutti, che sia più semplice ed affidabile da calcolare. Ad esempio il parametro della “decorrenza” del piano di ammortamento è un criterio già efficacemente adottato dal mercato e dovrebbe  essere riconsiderato. In questo senso è auspicabile un ulteriore momento di confronto tra gli operatori e la Banca d’Italia, proprio nell’ottica di favorire una armonizzazione senza equivoci per tutto il mercato.

Quali sono oggi le prospettive del settore della cessione del quinto?
Quello della cessione è un mercato che interessa al momento 300mila persone. Non sono numeri particolarmente elevati e questo vuol dire che una riforma del comparto è possibile solo se gli operatori prendono atto della necessità di lavorare insieme, facendo sistema con regulator e consumatori  in modo compatto e responsabile per il raggiungimento di un obiettivo comune, ormai  condiviso con chiarezza da tutti ed auspicato dalla stessa vigilanza.

Massimo Minnucci, esperto di cessione del quinto: “Gli orientamenti di vigilanza della Banca d’Italia segnano un passo avanti importante. Ora serve una riforma normativa che favorisca un rilancio del settore” ultima modifica: 2018-04-07T09:49:33+00:00 da Paolo Tosatti

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