Mastercard: secondo la nuova ricerca Road to Inclusion, milioni di persone in Europa sono escluse o scarsamente servite dal sistema finanziario

Le carte prepagate MasterCard possono rappresentare lo strumento su cui far leva per consentire l’inclusione finanziaria. È quanto emerge dalla ricercaRoad to Inclusion, un’analisi sull’argomento commissionata da MasterCard.I risultati, spiega una nota, sono stati presentati oggi alla MasterCard Europe Prepaid Conference 2013 a Roma. La ricerca si è svolta in sei Paesi europei (Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Polonia e Russia) ma i risultati dimostrano che atteggiamenti e comportamenti non sono poi così diversi tra aree geografiche, il che indica che i problemi dei soggetti scarsamente serviti dal sistema finanziario sono gli stessi in Europa.

Lo studio prende in considerazione un segmento di consumatori mai analizzato prima, ossia chi ha difficoltà ad avere accesso a strumenti di finanziari di base e strumenti di pagamento elettronico, per comprendere meglio che cosa significa essere esclusi e che cosa ha determinato le loro scelte e stili di vita, e al fine di coinvolgere questo pubblico emarginato e stimolarne la futura fiducia.

In Europa, l’età media dei soggetti esclusi dal sistema finanziario, i soggetti financial excluded – ovvero coloro che non hanno accesso alle strutture bancarie formali – è 40 anni. Questi soggetti sono per la maggior parte donne (55%) e il 51% sono sposate. La maggioranza di questo gruppo (40%) non ha ricevuto nessuna forma di pagamento, stipendio, sussidio o altro negli ultimi tre mesi. Il 35% di loro hanno ricevuto retribuzioni di vario genere nello stesso arco di tempo. L’81% degli intervistati ha vissuto nel suo paese di origine per tutta la sua vita.

Anche l’età media dei soggetti scarsamente serviti dal sistema finanziario, i soggetti financial underserved – ovvero coloro che non hanno accesso a nessuna forma di pagamento elettronico – è 40 anni, e anche in questo caso il 55% sono donne, ma questa categoria comprende un minor numero di persone sposate (37%). La maggioranza (36%) hanno ricevuto sussidi negli ultimi tre mesi, e un altro terzo (33%) ha ricevuto una retribuzione. L’83% degli intervistati ha vissuto nel suo paese di origine per tutta la sua vita.

Il motivo per cui un quarto dei soggetti europei non ha un conto bancario è in sintesi la mancanza di denaro sufficiente.

Altri fattori segnalati dagli intervistati sono che non vogliono o non hanno bisogno di un conto bancario, non gli è consentito avere un conto corrente, e non si fidano delle banche.

In quanto esclusi dal sistema finanziario, non gli è consentito trarre vantaggi dai servizi offerti dai conti bancari, quali addebito diretto, internet banking o l’opportunità di acquistare beni scontati online. Non avendo strumenti di pagamento alternativi al contante, quindi, la maggior parte di questi soggetti in Europa usa i contanti per pagare l’affitto (98%) e le bollette (95%), e conserva i propri risparmi a casa in vasi, scatole o nascondigli segreti.

In linea con quanto emerso negli altri paesi europei, anche in Italia la maggior parte di questi soggetti non riesce ad approfittare delle offerte su internet. Molti preferiscono gli scambi reali e il loro uso della tecnologia è limitato alle reti sociali, anziché sfruttare la comodità e il risparmio associati agli acquisti e ai servizi bancari online.

Due terzi possiedono un telefono cellulare normale (66%), mentre circa altrettanti non hanno mai sentito parlare del mobile banking come alternativa a un conto bancario vero e proprio. L’accesso a PC e laptop è limitato per circa un quarto dei soggetti esclusi dai servizi finanziari in Europa.

Quando è stato chiesto se le carte prepagate potevano risultare rilevanti per i soggetti non bancarizzati, è emerso che ben il 54% era interessato e avrebbe voluto avere maggiori informazioni, e il 39% le considera strumenti importanti per rispondere ai loro bisogni finanziari.

“Nella sola Europa occidentale, la popolazione che non utilizza o utilizza scarsamente le banche è pari a 93 milioni di persone – ha commentato Jennifer Rademaker, senior vice president Core Products Europe MasterCard -. Interessante a questo proposito è che vi sia una gran varietà di opinioni rispetto alle carte prepagate, che potrebbero in effetti fare da ponte affinché molti di questi soggetti si sentano spinti a partecipare al sistema finanziario, possano tenere al sicuro il proprio denaro e ottengano maggiori informazioni su come stilare un budget. Anche questa operazione fa parte dell’essere socialmente e tecnologicamente inclusi, e bisogna fare di più per informare queste categorie di persone sulle possibilità esistenti. Ovviamente non esiste una soluzione valida per tutti, ma i prodotti possono essere personalizzati con facilità per tenere in considerazione le diverse esigenze esistenziali di ciascuno”.

Il 43% degli esclusi ha sentito parlare delle carte prepagate ma non le ha mai utilizzate, mentre il 47% non ne ha mai sentito parlare.Il 41% ammette che il vantaggio di utilizzare le carte prepagate è di poter evitare di portare sempre con sé i contanti. Il 25% riconosce che le carte prepagate li aiuterebbe a tenere sotto controllo le spese.

“È chiaro che c’è ancora molto da fare per colmare il divario per un così vasto numero di persone – ha aggiunto Rademaker -. In Europa ci sono ancora molte barriere all’inclusione ed è necessario fare uno sforzo affinché la legislazione europea continui a lavorare per ridurre l’esclusione finanziaria. Possedere uno strumento di pagamento elettronico porta maggiore indipendenza, sicurezza e possibilità di gestire le proprie spese. La buona notizia è che il 54% di questi soggetti vogliono saperne di più e imboccare la strada verso l’inclusione finanziaria”.

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Mastercard: secondo la nuova ricerca Road to Inclusion, milioni di persone in Europa sono escluse o scarsamente servite dal sistema finanziario ultima modifica: 2013-09-17T14:35:51+00:00 da Redazione

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