Luca Matrigiani, presidente Simedia: “Siamo al lavoro per vedere riconosciuta agli agenti in attività finanziaria la possibilità di accedere ai 25.000 euro previsti dal Decreto Liquidità”

Luca Matrigiani, Simedia 3Ormai è ufficiale: agenti di assicurazione, subagenti e broker potranno richiedere i 25.000 euro con garanzia dello Stato come previsto dal Decreto Liquidità. E gli agenti in attività finanziaria? Per capire quali misure di sostegno sono in discussione per la categoria abbiamo raggiunto al telefono Luca Matrigiani, presidente del Simedia e membro del cda dell’Enasarco.

Nelle scorse settimane, come sindacato, avevate scritto ai ministeri competenti, Mef e Mise, per capire se agenti in attività finanziaria potessero accedere ai 25.000 euro del Decreto Liquidità. Nessuna risposta?
Ad oggi stiamo preparando un ulteriore interpello perché, se effettivamente è stata riconosciuta agli agenti di assicurazione, ai subagenti e ai broker la possibilità di accedere al fondo di garanzia, non capiamo quale sia la ratio in base alla quale tale opportunità non è stata concessa esplicitamente anche agli agenti in attività finanziaria e ai collaboratori. In questo senso continueremo a operare in tutte le sedi opportune affinché siano riconosciuti pari diritti e pari dignità a tutti gli agenti.

È stato appena sottoscritto un accordo che prevede la possibilità per gli agenti di commercio, gli agenti in attività finanziaria, i collaboratori e i consulenti finanziari di poter richiedere fino al 30% del proprio Firr accantonato presso la Fondazione Enasarco. È una misura di sostegno adeguata, considerata l’estrema difficoltà che l’emergenza sanitaria ha portato per la categoria?
Certamente possiamo dirci soddisfatti di essere riusciti a trovare un accordo con le associazioni delle mandanti firmatarie degli Aec in grado di assicurare agli agenti in attività finanziaria, ai collaboratori e in generale agli agenti di commercio un sostegno in un momento complicato come quello che stiamo affrontando. Si tratta di un segnale positivo importante. Ora la palla sta nelle mani dell’Enasarco. Reperire in poco tempo risorse per un ammontare di circa 450 milioni è un compito certamente delicato. Erogare questi anticipi in più tranche come proposto dalla sigle sindacali è, a nostro giudizio, un atteggiamento responsabile e concreto.

“Tanto tuonò che… non piovve”. Così hanno scritto oggi alcuni consiglieri del cda dell’Enasarco, facenti parte di una lista candidata alle prossime votazioni per il rinnovo degli organi della Fondazione, per polemizzare contro quello che definiscono un atteggiamento paradossale di altri consiglieri che, a loro dire, starebbero di fatto impedendo l’adozione di misure a sostegno degli iscritti. Cosa pensa a riguardo?
Si tratta delle stesse persone che hanno presentato in ritardo una proposta per andare incontro alla categoria, tra l’altro a mio giudizio peggiorativa rispetto a quella che abbiamo presentato noi a inizio aprile, da sottoporre allo studio degli uffici tecnici per la sua fattibilità; gli stessi che hanno contribuito con il loro parere favorevole al rinvio della delibera e che oggi strillano sui giornali “che vergogna”. In questo momento quello che ci interessa non è fare campagna elettorale o attribuirci meriti ma lavorare con senso di responsabilità per aiutare una categoria di professionisti che vive un periodo molto difficile. L’Enasarco è una struttura molto complessa e che deve garantire il pagamento delle pensioni, sottoposta alla vigilanza dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia, e ogni decisione va presa con responsabilità e raziocinio. Nel giusto perimetro di legalità. Come sempre siamo al fianco degli agenti per portare avanti le loro istanze e tutelare i loro diritti, non per salire su palcoscenici o piedistalli.