Mediatori creditizi, come tutelare la salute di lavoratori e clienti al rientro in agenzia

UfficioCome si può tutelare la salute dei lavoratori al rientro in azienda? Come cambierà il contatto con i clienti, dentro e al di fuori delle agenzie? Sono queste le domande che si pongono molti mediatori creditizi in prossimità del ritorno al lavoro in occasione della fase 2 della gestione dell’emergenza Covid-19.

Lo scorso 24 aprile è stato firmato da sindacati e imprese un protocollo d’intesa per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus e per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, poi inserito come allegato 6 nel Dpcm del 26 aprile 2020 – spiega Stefano Bacchiocchi, ceo di Satech, società attiva dal 2010 in tutta Italia nel settore della sicurezza sul lavoro -. Il decreto indica come garantire la salute dei lavoratori in azienda e come procedere alla sanificazione dei locali, come comportarsi in caso di sospetto Covid-19 di un lavoratore e come gestire il contatto con visitatori esterni e fornitori”.

Il provvedimento prende in considerazione tredici punti cruciali per il ritorno al lavoro. Centrali per i mediatori creditizi sono la gestione del contatto con i clienti e le precauzioni da seguire in azienda per garantire la salute dei lavoratori.

Il contatto con i clienti

La maggior parte dei mediatori creditizi in questo periodo ha imparato a gestire le richieste provenienti dai clienti in smart working, utilizzando i canali digitali e le piattaforme per la gestione delle pratiche online.

Quando si potrà tornare al lavoro ci sarà però una percentuale di clienti che preferirà un rapporto diretto. Cosa si potrà fare in questi casi? “L’incontro fuori agenzia con il cliente dovrà avvenire nel pieno rispetto delle misure di sicurezza valide per la popolazione comune e che verranno periodicamente modificate e rinnovate dalle autorità governative. Al momento si tratta del rispetto del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (dpi)”, dichiara Bacchiocchi. Attualmente l’Inail ha pubblicato un elenco dei dispositivi protezione individuale validati dall’ente, che sarà aggiornato periodicamente e che contiene, per ciascun dpi, la data di validazione, la tipologia di prodotto, il nominativo della ditta produttrice/importatrice e un’immagine, se disponibile.
Per i clienti che vorranno entrare in agenzia, “il personale sarà autorizzato a far accedere solo chi sarà dotato di mascherine – chiarisce -. Prima di accedere sarà necessario provvedere a far igienizzare le mani ai clienti. Nelle aree di accesso al pubblico saranno inseriti panelli separatori tra lavoratori e clienti in maniera tale da minimizzare i contatti. E per le aree aperte la pubblico sarà prevista la pulizia due volte al giorno”.

Le precauzioni da seguire in azienda

Ci saranno poi delle regole da seguire per tutelare la salute dei lavoratori. “L’azienda dovrà assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni – conclude Bacchiocchi -. Andrà garantita la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica delle attrezzature di lavoro con adeguati detergenti. Ciascun lavoratore dovrà sanificare le superfici e le attrezzature da lui utilizzate. Probabilmente andranno predisposte sanificazione straordinarie degli impianti di climatizzazione. Nel caso di presenza di una persona con Covid-19 all’interno dei locali aziendali, la sanificazione dovrà rispettare le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del ministero della Salute, che raccomanda la completa pulizia con acqua e detergenti comuni e, a seguire, l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% prima che gli ambienti vengano nuovamente utilizzati. In alternativa, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, si consiglia di utilizzare etanolo al 70% dopo aver effettuato la pulizia con un detergente neutro”.

Le previsioni normative

I punti toccati dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri sono: informazione (dei lavoratori e di chi entra in azienda); modalità di accesso alla sede di lavoro e controlli all’ingresso dell’azienda; modalità di accesso di fornitori esterni e visitatori; pulizia e sanificazione; precauzioni igieniche personali; dispositivi di protezione individuale; gestione degli spazi comuni; organizzazione aziendale; gestione dell’ingresso-uscita dei lavoratori; spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione; gestione di un caso sintomatico in azienda; medico competente e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (rls); aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

Per approfondimenti è possibile consultare l’allegato 6 del Dpcm del 26 aprile 2020 e la sintesi disponibile sul sito del ministero della Salute