Mediazione creditizia, l’Oam fa il punto sul mercato

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Intervento di Federico Luchetti, OamDuecentosettantacinque società operative, 5.574 collaboratori e 347,2 miliardi di euro di fatturato. Questi i numeri della mediazione creditizia in Italia nel 2018, riepilogati questa mattina dal direttore generale Organismo agenti e mediatori (Oam), Federico Luchetti, al convegno “Mediazione creditizia: una professione in evoluzione. Criticità, progetti, proposte a dieci anni dalla riforma”, tenutosi a Palazzo Giustiniani a Roma e organizzato dalla società di mediazione creditizia Credipass.

Nel dettaglio, secondo una recente ricerca Nomisma-Fimaa, l’80,3% del fatturato del comparto, pari a 278,8 miliardi di euro, è stato generato da 22 società. Tra le maggiori società, 7 hanno avuto un fatturato superiore a 10 miliardi di euro; 8 società, tra i 5 e i 10 miliardi e 19 società, tra 1 e 5 miliardi.

Non solo, le “realtà strutturate”, quelle con più di 100 collaboratori (circa il 4% degli iscritti all’Oam), che nel 2014 si dividevano il 42,6% dei ricavi del settore, nel 2018, secondo le analisi Oam, hanno avuto nelle proprie mani il 68,9% del fatturato.

I dati delle società di mediazione creditizia nel 2018

Nel 2018 hanno esercitato l’attività 275 società di mediazione creditizia. Le prime 22 società, in base ai dati Nomisma-Fimaa, hanno da 3 a 132 dipendenti, con una media di 20 dipendenti (esclusi i collaboratori).

Dalle statistiche Oam emerge inoltre che nel 2018 i collaboratori sono balzati a quota 5.774, con un aumento del 26% rispetto al 2017. I 5 maggiori iscritti hanno più di 300 collaboratori, fino ad un massimo di 870. Settantanove società hanno un solo collaboratore addetto al contatto con il pubblico, mentre 51 società ne hanno due.

Le previsioni su mutui e prestiti per i prossimi 2, 3 anni

Secondo la ricerca Nomisma-Fimaa, nei prossimi 2 o 3 anni il 53% dei clienti corporate intervistati chiederà probabilmente un mutuo o un finanziamento, il 24% lo chiederà sicuramente e il 23% non lo chiederà. Aumenterà la domanda di prestiti da parte delle aziende ma su questo fronte i mediatori devono conquistare spazio: il 77% delle aziende sceglie infatti la propria banca come canale per la ricerca di credito.

Diverse le percentuali per i privati: il 76% si rivolge ai mediatori e il 23% alle banche abituali e non. Chi non sceglie la mediazione creditizia nel 29% lo fa perché non la conosce.

Nei prossimi anni, stando alle stime di Nomisma commentate oggi, le erogazioni per l’acquisto di immobili aumenteranno, passando dai 45,921 miliardi di euro del 2019, a 50,145 miliardi nel 2020, per raggiungere quota 52,961 miliardi nel 2021 e 53,480 miliardi nel 2022.

Considerata la crescita prevista, “il settore ha bisogno di nuove leve. Soprattutto è necessario favorire l’ingresso dei giovani, che oggi è limitato dagli alti costi per le società. Per loro servirebbe un percorso di accesso agevolato, con costi ridotti“, ha dichiarato Luchetti.